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L’ASO dà ragione ad Elena: il roadbook era sbagliato. “Ma non restituiremo il tempo perso”





“Il roadbook è disastroso!”. Tuonava così, senza neanche troppi giri di parole, Daniel Elena appena qualche giorno fa. Il monegasco, storico navigatore di Sebastien Loeb, alla vigilia della quinta tappa aveva dato voce ad un’opinione largamente condivisa nel bivacco della Dakar: il roadbook dell’edizione 2019 dello storico Rally Raid, a detta di moltissimi, non sarebbe affatto all’altezza della gara. 

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Ad essere portate sul banco degli imputati, in particolare, sono state le indicazioni riguardanti la terza tappa, quella in cui Barreda è finito in un burrone, Walkner ha rischiato di seguirlo a ruota, Sainz ha distrutto una sospensione, De Villiers ha riportato danni che gli sono costati 4 ore di riparazione e gli stessi Loeb ed Elena hanno lasciato per strada oltre 40′ a causa di quelle che sarebbero state informazioni imprecise. “Auto, moto, tutti hanno avuto lo stesso problema negli stessi punti” – dichiarava infatti il navigatore monegasco – “voglio che in Direzione Gara ammettano che è stato un loro errore”.

Bastava chiedere, caro Daniel. Xavi Colomé, responsabile del roadbook in questa edizione della Dakar, ha infatti non solo accettato le critiche rivoltegli da Elena, ma ha effettivamente riconosciuto che una delle indicazioni fornite ai piloti nella terza tappa fosse sbagliata. “E’ vero, abbiamo ricevuto tantissime critiche per quel che riguarda il roadbook, in particolare dopo la terza tappa in cui Loeb, Elena e tanti altri partecipanti si sono persi” – ha detto infatti Colomé – “In un punto in particolare il roadbook non era preciso: al km 177 viene segnalata una torre dell’elettricità, un punto di riferimento molto facile da individuare. Beh, quella torre non si trova in quel punto: avrebbe dovuto essere segnalata nella vignetta precedente, quella del km 175“.

© Antonin Vincent / DPPI / Red Bull Content Pool
© Antonin Vincent / DPPI / Red Bull Content Pool

“E’ stata questa l’indicazione che ha causato la confusione, quindi c’è stato un errore nel kilometraggio – ha proseguito il responsabile del roadbook della Dakar 2019 – “La strada era corretta, anche la distanza tra il WP e la strada: quello che ha confuso i piloti è stata solamente quella torre elettrica“. Ci sarà dunque qualche abbuono di tempo per tutti i piloti che hanno fatto affidamento su un roadbook rivelatosi poi effettivamente sbagliato? Neanche a parlarne. “Sì, abbiamo confermato che c’è stata una vera e propria inesattezza, ma è stato tanto per i piloti che si sono sbagliati quanto per i piloti che hanno invece preso la strada giusta. Il tempo perso da chi ha sbagliato non gli verrà restituito: chi ha preso la torre come riferimento si è perso, chi non lo ha fatto invece ha continuato a correre senza problemi“, ha tagliato infatti corto Colomé, che di certo non si è sforzato molto per migliorare l’immagine appannata che l’ASO sta dando di sé in quest’edizione della Dakar.

 





Tags : Dakardakar 2019Daniel Elenaroadbookxavi colomè
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", ho creato FuoriTraiettoria per dirvi la mia sul mondo dei motori in totale indipendenza. Addetto Stampa per la Force India nel GP di Monza 2015 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam ed Addetto Stampa per Honda HRC nel GP di Misano 2016 e nel GP del Mugello 2017.