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Le dune di Acari stravolgono la Dakar: sale Peterhansel, scendono Loeb e Sainz, fuori Barreda!





Acari, la nuova zona sabbiosa inserita nel percorso dell’edizione 2019 della Dakar ed indicata come uno dei principali ostacoli dei primi 5 giorni di gara, non ha fatto sconti a nessuno. Nel Day 3 della 41^ edizione del Rally Raid più famoso del mondo è infatti andata in scena una tappa durissima, che ha lasciato sul terreno protagonisti illustri facendo però scintillare allo stesso tempo il talento cristallino di “Mr. Dakar”: Stephane Peterhansel. 

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

E’ stato il francese il vero mattatore di giornata. Chiamato al riscatto dopo un Day 2 particolarmente deludente, il francese ha fatto selezione sin dai primi dei 331 km cronometrati di questa terza giornata, imponendo un ritmo forsennato anche grazie ad un MINI Buggy tornato in forma smagliante dopo le piccole noie patite nel Day 2. Peterhansel ha completato in 03:54:31 il percorso che da San Juan de Marcona ha condotto ad Arequipa, e grazie ad una splendida seconda parte di prova è riuscito a scavare un solco di 3’26” sul comunque ottimo Nasser Al-Attiyah, l’unico davvero in grado di impensierire Mr. Dakar. Il qatariota – che ora con il suo Toyota Hilux ha agguantato la vetta della classifica generale portando a 6’58” il proprio vantaggio sul 2°, Al Rajhi – pur abdicando allo strapotere della MINI di Peterhansel nella parte conclusiva della tappa è riuscito a precedere di oltre 8′ il terzo classificato, un Jakub Przygonski apparso anche oggi davvero in splendida forma a bordo della sua MINI Countryman ALL4.

Ai piedi del podio si è poi piazzata la MINI gemella affidata a Yazeed Al Rajhi – che per 15″ precede Peterhansel nella graduatoria assoluta -, con l’arabo che a propria volta precede un’altra MINI: in 5^ piazza si è infatti messa la Countryman ALL4 #307 di Nani Roma, che pur accusando 18’12” di ritardo dal crono di Peterhansel è riuscito a tenersi dietro il Buggy di Cyril Despres e l’Hilux di Bernhard Ten Brinke, con il francese che ha perso terreno rispetto al duo di testa dopo una splendida prima parte di gara e con l’olandese che si è invece ritrovato alle prese con una serie di noie tecniche a bordo della sua Toyota.

© Antonin Vincent / DPPI
© Antonin Vincent / DPPI

Splendida 8^ posizione di tappa per il rookie polacco Aron Domzala, che con il suo Hilux ha saputo chiudere la prova con 33’16” di ritardo da Peterhansel, ed ottima prestazione anche per Martin Prokop, in 04:29:10 a bordo del suo Ford Raptor. Da segnalare infine, a chiusura della Top Ten, anche la presenza di Benediktas Vanagas, pilota lituano che nel corso del Day 3 ha saputo districarsi benissimo nel dedalo di dune riuscendo così a mettersi alle spalle nomi piuttosto illustri.

Già, perché qualcuno di voi si sarà chiesto che fine potranno aver mai fatto Sebastien Loeb, Carlos Sainz e Giniel De Villiers. Beh, è presto detto: l’alsaziano ha perso oltre 40′ da Mr. Dakar per via di enormi difficoltà di navigazione nella seconda metà di tappa dopo aver retto il ritmo di Peterhansel ed Al-Attiyah nei primi 3 WP, lo spagnolo ha riportato la rottura della sospensione nei primissimi km della speciale ed ha perso oltre 4 ore nel tentativo – poi riuscito – di rimettere in sesto il suo Buggy MINI ed anche l’alfiere del Gazoo Racing ha impiegato circa 4 ore per venire a capo di un problema tecnico occorso all’improvviso al suo Hilux.

© Eric Vargiolu / DPPI / Red Bull Content Pool
© Eric Vargiolu / DPPI / Red Bull Content Pool

Il Day 3 ci consegna dunque una classifica generale totalmente riscritta, che vede Nasser Al-Attiyah condurre con 6’48” su Al Rajhi e con 7’03” su Stephane Peterhansel. Seguono Roma e Przygonski, mentre Despres, Ten Brinke e Loeb occupano rispettivamente la 6^, 7^ ed 8^ posizione assoluta accusando 24, 25 e 37 minuti di ritardo dalla vetta.

Ecco la Top 10 della terza speciale:

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Ecco la Top 10 della classifica generale al termine della terza speciale:

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Ma Acari non si è rivelata una zona particolarmente insidiosa solamente per le auto, anzi. Ne sa qualcosa Joan Barreda, per il 3° anno di fila costretto ad abbandonare con largo anticipo la sua rincorsa ad una Dakar che sembra per lui maledetta. Il fu leader della classifica generale infatti è finito in un piccolo burrone mentre stava recuperando posizioni dopo un inizio guardingo, e nonostante tutti i suoi sforzi è stato costretto ad alzare bandiera bianca venendo elitrasportato – non senza qualche difficoltà – fino al bivacco e lasciando così campo libero ai suoi diretti avversari.

© Antonin Vincent / DPPI
© Antonin Vincent / DPPI

Diretti avversari di Barreda che nel corso del Day 3 sono stati magistralmente personificati da Xavier De Soultrait, che in sella alla sua Yamaha è stato autore di una splendida prova: il francese ha imposto un ritmo forsennato alla corsa sin dai primi WP, completando il percorso cronometrato in 04:07:42 e staccando di 15″ Pablo Quintanilla, autore anch’egli di una prova eccellente che gli è valsa la 1^ posizione in classifica generale. 3° si è piazzato poi Kevin Benavides con la sua Honda #47, mentre ai piedi del podio – e staccato di 6’42” dal crono della moto gemella – si è messo Adrien Van Beveren.

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Il francese ha preceduto la prima delle sofferenti KTM, quella affidata a Sam Sunderland. Il britannico ha completato la terza speciale con 8’26” di ritardo dal crono di De Soultrait, ed il suo crono gli è stato appena sufficiente per mettersi alle spalle Paulo Goncalves e Stefan Svitko, a loro volta giunti al traguardo di Arequipa davanti alla Hero di un ottimo Oriol Mena, 8° a 11’15” dalla vetta della classifica. Per trovare un’altra moto della Casa di Mattighofen serve quindi scorrere la graduatoria fino alla 9^ piazza, occupata da un Toby Price alle prese in questo Day 3 con enormi difficoltà a livello di navigazione: l’australiano ha pagato 14’16” dal tempo di De Soultrait, finendo per meno di 30″ davanti alla Sherco di un buon Michael Metge, 10° a chiusura della Top Ten di giornata.

Le difficoltà più grandi, tuttavia, le hanno incontrate i due mattatori del Day 2, quei Matthias Walkner e Ricky Brabec che da Pisco a San Juan De Marcona avevano fatto il bello ed il cattivo tempo. L’austriaco ha avuto ancora più problemi di quanti non ne avesse già sofferti Price, chiudendo così la tappa ad oltre 23′ di ritardo dalla cima della graduatoria, mentre Brabec ha tentato di salvare il salvabile tagliando il traguardo in 15^ posizione con 20’01” di distacco.

© Antonin Vincent / DPPI
© Antonin Vincent / DPPI

Per entrambi si è quindi enormemente complicata la situazione in classifica generale, dove Pablo Quintanilla guida il gruppo con 11’23” di vantaggio su Benavides e 12’12” su Sunderland, primo delle KTM. Alle spalle del #14 si piazza poi Van Beveren, che a propria volta precede Price e De Soultrait, mentre ed sono proprio Ricky Brabec e Matthias Walkner, sprofondati rispettivamente a 18′ e 21′ di ritardo dalla vetta e decisi più che mai a risalire la china.

Buona prestazione infine per Jacopo Cerutti, 16° al termine del Day 3 e 17° ora nella classifica generale, e per Laia Sanz, ancora una volta prima delle donne con la sua 19^ posizione di tappa ed assoluta.

Ecco la Top 10 della terza speciale:

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Ecco la Top 10 della classifica generale al termine della terza speciale: 

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Tags : Dakardakar 2019Day 3de soultraitpeterhanselrally raid
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT nel Carrera Cup Italia, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono partner di RedBull.com e accreditato F1. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.