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Si è aperta con una vittoria inaspettata la 42^ edizione della Dakar. A scrivere le prime pagine di quello che è il terzo capitolo – geograficamente parlando – nella storia del Rally Raid più famoso del mondo è stato infatti Vaidotas Zala, pilota lituano che con la sua Mini Countryman ALL4 gestita privatamente è riuscito a chiudere i 319 km cronometrati che da Jeddah hanno condotto ad Al Wajh in 3 H 19’04”. 

© Duda Bairros
© Duda Bairros

Il #319, vero e proprio outsider di questo 2020 della Dakar, ha saputo avere la meglio sia su Stephane Peterhansel a 2’14” di ritardo a bordo del suo Mini Buggy – sia su Carlos Sainz, che con la stessa macchina del veterano francese accusa 2’50” di distacco dalla vetta della classifica. Entrambi i due alfieri di Mini se la sono vista con qualche inghippo di troppo (Peterhansel paventava alla vigilia qualche problema di comunicazione con il suo navigatore mentre lo spagnolo ha impiegato qualche km più del previsto per trovare il giusto ritmo), ma al termine del Day 1 entrambi si sono dichiarati ampiamente soddisfatti. Non potrebbe essere altrimenti, dati i problemi tecnici che hanno rallentato la corsa di uno dei principali favoriti per la vittoria finale di quest’edizione 2020: Nasser Al-Attiyah, già vincitore della passata edizione, dopo aver fatto mangiare la polvere a tutti i suoi avversari mettendo in mostra un gran ritmo sin dalle primissime fasi è stato infatti costretto a perdere parecchio tempo per ovviare a tre forature occorse nell’arco di 15 km alla sua Toyota Hilux #300. Il qatariota è comunque riuscito a limitare i danni transitando in 5^ posizione sul traguardo con 5’35” di distacco dalla vetta, ma non era certamente questo il modo in cui si augurava di iniziare la propria Dakar.

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Alle spalle di Al-Attiyah troviamo poi un’altra Toyota, quella di Bernhard Ten Brinke: l’olandese ha chiuso la propria prima giornata di gara con un ritardo di 6’30” dal crono di Zala, mettendosi dietro un ottimo Mathieu Serradori con la sua Century -, Orlando Terranova e la sua Mini Countryman ALL4 e Yazeed Al-Rajhi, anche lui costretto a perdere parecchio tempo nelle fasi iniziali della speciale a causa di problemi tecnici occorsi alla sua Hilux. A completare la Top Ten provvedono poi la Mini di Vladimir Vasilyev e la Toyota di Erik Van Loon, mentre inizia con una discreta 11^ posizione la prima Dakar di Fernando Alonso: l’asturiano, al volante della Toyota Hilux #310, ha chiuso la prima speciale senza particolari problemi ed accusando 15’27” di ritardo dalla vetta, dimostrandosi saggiamente cauto nell’esordire in una gara che lascia davvero poco margine d’errore a tutti i suoi protagonisti.

Ecco la Top Ten assoluta delle auto dopo la prima tappa:

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Per quanto riguarda le moto a dettare il ritmo ha provveduto invece Toby Price. L’australiano, vincitore della scorsa edizione, in sella alla sua fida KTM ha completato infatti i 319 km cronometrati di questa prima Prova Speciale in 3 H 19’33”, riuscendo così a rifilare 2’05” alla Honda di Ricky Brabec: lo statunitense, dunque al traguardo, è stato costretto a cedere la vetta provvisoria della classifica assoluta dopo una prima parte di tappa piuttosto arrembante non potendo nulla con l’improvviso cambio di ritmo di cui si è reso protagonista Price. L’australiano, tuttavia, non è del tutto tranquillo: il #001 ha infatti dichiarato di aver avuto qualche problema di troppo nell’interpretazione del Roadbook, e teme dunque di vedersi comminata una penalità in termini di tempo.

© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool

Sul podio virtuale sale poi un’altra KTM, quella di Matthias Walkner: l’austriaco ha chiuso il Day 1 accusando un ritardo di 2’40” da Price, riuscendo però a distanziare di quasi 2′ la Honda di Kevin Benavides, 4° al termine dei primi 319 km cronometrati. A 5’15” di distacco dalla vetta della classifica troviamo poi la KTM di Sam Sunderland, che precede l’Husqvarna del solito ottimo Pablo Quintanilla e la Honda dell’invece insolitamente cauto Joan Barreda: “Bang Bang” nelle passate edizioni della Dakar era infatti sempre partito ventre a terra, mentre gli oltre 7′ di ritardo accusati al traguardo di questa prima Prova Speciale lascerebbero intendere che lo spagnolo abbia – finalmente – deciso di muoversi in maniera più guardinga nelle prime fasi della corsa per poi aumentare il ritmo pian piano. 8^ posizione provvisoria poi per Luciano Benavides e la sua KTM, mentre alle spalle di Andrew Short troviamo la prima delle Yamaha: Adrien Van Beveren, portacolori transalpino della Casa dei Tre Diapason, ha accusato al traguardo 9’52” di ritardo dal crono di Price, riuscendo però comunque a fare meglio di Xavier De Soultrait, suo compagno di marca che non è invece riuscito ad andare oltre la 13^ piazza ad oltre 10′ di distacco dalla vetta della classifica.

Solamente 21^ al termine di questa prima giornata è poi Laia Sanz, mentre il primo degli italiani è Jacopo Cerutti, che in sella alla sua Husqvarna si tiene stretta la sua 24^ posizione assoluta accusando 25’40” di ritardo dal tempo messo a referto da Price. Bene anche Maurizio Gerini, che con la medesima moto di Cerutti chiude in 30^ piazza con oltre 33′ minuti di distacco dalla cima della classifica, mentre oltre la Top 50 sono tutti gli altri nostri portacolori.

Ecco la Top Ten assoluta delle moto dopo la prima tappa:

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Tags : Dakardakar 2020day 1risultati dakarrisultati day 1 dakar
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Carrera Cup Italia e nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono Editor per RedBull.com, sono accreditato F1, FE e WRC e faccio parte del Media Staff dell'Autodromo Nazionale Monza. Ho fondato FuoriTraiettoria.com mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow