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Dopo 11 giorni, 10 tappe ed oltre 5.000 km Nasser Al-Attiyah e Matthieu Baumel ce l’hanno fatta. E’ infatti l’equipaggio della Toyota Hilux #301 a prendersi la vittoria finale nell’edizione 2019 della Dakar, la prima della storia corsa interamente in un solo paese ospitante. Per il pilota del Qatar è la 3^ affermazione nello storico Rally Raid, mentre per Toyota è un successo che arriva dopo una stagione interamente dedicata alla messa a punto di una Hilux che si è rivelata veloce ed affidabile.

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Il qatariota, ritrovandosi alla partenza dei 112 km cronometrati che hanno riportato da Pisco a Lima con un vantaggio di quasi un’ora sul 2° in classifica, non ha minimamente corso rischi nel corso della 10^ ed ultima tappa, ed ha quindi più che volentieri lasciato la vittoria di giornata ad un Carlos Sainz che tenta così di addolcire una Dakar per lui dal sapore amarissimo. Lo spagnolo, a bordo di un MINI Buggy che ha accusato problemi tecnici per tutta la durata del Raid, ha completato la decima tappa in 1:20:01, ma non può certo dirsi soddisfatto per come sia andata l’edizione di quest’anno dato che si presentava ai blocchi di partenza nelle vesti di campione uscente. 2^ posizione di giornata invece per Sebastien Loeb, un altro dei piloti che più avrà da recriminare nei prossimi mesi: il francese, che in questa Dakar è stato il pilota ad aver vinto più tappe (4), nonostante abbia dimostrato di poter essere velocissimo con una Peugeot 3008 DKR non aggiornata come le dirette rivali è stato vittima di qualche inconveniente tecnico di troppo (non ultimo la doppia rottura della trasmissione accusata nel Day 9 mentre era in testa) che lo ha costretto ad accontentarsi della 3^ posizione in classifica generale.

© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool
© Marcelo Maragni / Red Bull Content Pool

Sul gradino più basso del podio di giornata si mette Cyril Despres, anche lui alle prese con un MINI Buggy che non ha probabilmente reso come tutti ci saremmo aspettati e che non gli ha permesso di andare oltre una 5^ posizione assoluta, mentre taglia il traguardo al 4° posto il lituano Benediktas Vanagas, che riesce ad infilarsi in Top Ten per la seconda tappa consecutiva. 5^ piazza poi per Jakub Przygonski, buon 4° nella classifica generale con la sua MINI Countryman ALL4 nonostante le oltre 2 ore di ritardo accusate da Al-Attiyah, mentre 6° di giornata è Nani Roma, che invece artiglia una splendida 2^ posizione assoluta – unico pilota a contenere il proprio distacco dalla vetta a meno di un’ora – a dimostrazione di come il vecchio progetto Countryman sia ancora in grado di dire la propria. 

7^ di giornata è poi un’altra MINI, quella di Boris Garafulic, mentre in 8^ e 9^ posizione troviamo i due transalpini Pierre Lachaume e Ronan Chabot, anche loro alla seconda apparizione consecutiva in una Top Ten chiusa dall’idolo di casa, il peruviano Nicholas Fuchs. Solamente 12° è invece Nasser Al-Attiyah, al quale però della classifica di questa decima tappa importa ben poco: il qatariota centra infatti la vittoria finale al termine di una Dakar corsa in maniera eccelsa, nella quale ha saputo attaccare quando gli altri sono andati in difficoltà (leggasi Day 3) per poi riuscire a gestire senza correre troppi rischi i tentativi di affannosa rimonta tentati dai suoi avversari.

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Spicca infine per la sua assenza Stephane Peterhansel, la cui Dakar si è conclusa con un ritiro anticipato. Mr. Dakar ha tentato fino alla fine di mettere i bastoni tra le ruote dell’Hilux di Al-Attiyah, ma un atterraggio particolarmente brusco nel corso del Day 9 ha causato una forte contusione alla schiena del suo navigatore, David Castera, e lo ha quindi spinto ad alzare bandiera bianca prima del tempo. 

Ecco la Top 10 della decima tappa:

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Ecco la Top 10 della classifica generale al termine della Dakar:

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E sono 18. 18 Dakar vinte consecutivamente, senza soluzione di continuità, nonostante tutti i disperati tentativi degli avversari. KTM allunga la sua impressionante e terrificante striscia di successi nello storico Rally Raid, e in questo 2019 lo fa grazie al pilota la cui partecipazione era stata più in dubbio: Toby Price.

© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Nel mese di dicembre l’australiano era infatti caduto durante una sessione di allenamento riportando una frattura ad un polso che lo ha costretto a finire sotto i ferri, ma nonostante le sue condizioni fisiche non fossero perfette ha voluto comunque essere ai blocchi di partenza di questa Dakar. Con il senno di poi viene da dire che abbia fatto benissimo: il #008, che con la vittoria nella decima tappa scampa il rischio di trionfare alla Dakar senza aver mai vinto una speciale, ha gestito in maniera eccezionale le proprie energie – non esibendosi in acuti ma non perdendo mai il contatto con i primi – ed è così riuscito a bissare il successo centrato nel 2016. Al 2° posto di giornata si piazza la Honda (una delle poche superstiti) di Jose Ignacio Florimo, che precede al traguardo Matthias Walkner: l’austriaco di KTM, vincitore dell’edizione 2018, si è dovuto accontentare quest’anno della 2^ posizione approfittando anche dei guai occorsi a Pablo Quintanilla, caduto proprio in apertura di speciale mentre con la sua Husqvarna tentava di recuperare il minuto di ritardo che lo separava da Price e costretto così al 4° posto assoluto. 

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@ Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Al 3° posto – ma questa volta di giornata – si è messo David Megre, mentre Sam Sunderland e la sua KTM (terzi nella generale) hanno preceduto al traguardo i due Benavides, con Luciano e la sua moto di Mattighofen davanti a Kevin ed alla sua Honda. 8^ posizione per Andrew Short in sella all’Husqvarna, ottimi quarti nella classifica assoluta con 44’10” di ritardo da Price, mentre per trovare la prima delle Yamaha di giornata bisogna scorrere fino alla 9^ posizione di Xavier De Soultrait: il francese, 5° nella graduatoria generale, è riuscito a rendere meno amara per la Casa dei Tre Diapason l’edizione 2019 della Dakar, mettendo una pezza al prematuro ritiro di un Adrien Van Beveren tradito dal motore della sua moto mentre era in lotta per le posizioni di testa. 10° posto tanto nella classifica di giornata quanto in quella assoluta poi per Daniel Nosiglia Jager, che in sella alla sua Honda ha chiuso questa Dakar ad oltre due ore di ritardo dal riferimento di Price.

@ World / ASO / Charly Lopez
@ World / ASO / Charly Lopez

Price che, indubbiamente, ha saputo sfruttare al meglio le debacle eccellenti della Casa Alata. Se Pablo Goncalves quest’anno non rappresentava una grossa minaccia a causa delle sue precarie condizioni fisiche – al portoghese era stata asportata la milza nel mese di dicembre -, Joan Barreda avrebbe sicuramente potuto essere una spina nel fianco per le KTM. Lo spagnolo tuttavia, come troppo spesso gli accade nel corso della Dakar, ha visto sfumare le sue chance di vittoria con eccessivo anticipo, ritirandosi a seguito di una caduta già nel corso del Day 3. 15° assoluto infine Maurizio Gerini, primo degli italiani in sella alla sua Husqvarna ed autore di una Dakar davvero da incorniciare, mentre ottima 11^ è Laia Sanz, prima delle donne con la sua KTM.

Ecco la Top 10 della decima tappa:

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Ecco la Top 10 della classifica generale al termine della Dakar: 

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Tags : Dakardakar 2019nasser al-attiyahrally raidToby Price
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT nel Carrera Cup Italia, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono partner di RedBull.com e accreditato F1. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.