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Il Day 7 della Dakar va a Sainz e Benavides. Abbuonati i ritardi per chi ha soccorso Goncalves





Come da tradizione ormai decennale, neppure il lutto ha fermato la Dakar. Nonostante infatti la tragica scomparsa di Paulo Goncalves la 42^ edizione del Rally Raid ha proseguito la propria corsa, concludendo fino al bivacco di Wadi Al Dawasir una settima tappa che verrà sicuramente ricordata come estremamente luttuosa. 

© Eric Vargiolu / DPPI / Red Bull Content Pool
© Eric Vargiolu / DPPI / Red Bull Content Pool

Per quanto riguarda le auto – con la classifica moto che ha subito ingenti cambiamenti per via del tempo che è stato abbuonato a chi, come Price, si è fermato durante la prova per prestare soccorso allo sfortunato Goncalves – è stato Carlos Sainz a trionfare al termine dei 546 km di sabbia che hanno fatto dimenticare in fretta e furia il riposo del Rest Day di Riyadh. Il madrileno, che con il successo del Day 7 conquista il suo terzo sigillo personale durante la Dakar 2020, ha completato il percorso in 4 H 16’11”, riuscendo così a rifilare 2’12” ad un Nasser Al-Attiyah che una volta di più veste i panni del primo degli inseguitori. Il qatariota della Toyota, che nel corso dei giorni scorsi ha denunciato una minore performance delle Hilux 4×4 rispetto ai Buggy a due ruote motrici, ha comunque lottato fino alla linea del traguardo tanto con il madrileno quanto con Stephane Peterhansel, a soli 41″ di ritardo dal crono di Al-Attiyah. Il 13 volte vincitore della Dakar continua a perdere terreno dalla vetta della classifica, ma questa seconda parte dell’edizione 2020 sembra essere fatta appositamente per un veterano del deserto come lui e c’è dunque da scommettere che il francese le tenterà davvero tutte, nei prossimi giorni, per attaccare la prima posizione assoluta di Carlos Sainz.

Alle spalle del trio che sta infiammando questa edizione della Dakar è spuntato oggi Bernhard Ten Brinke. L’olandese, finora mai troppo incisivo, ha conquistato un buon 4° posto di giornata a soli 5″ da Peterhansel, riuscendo così a distanziare di quasi 5′ un sempre positivo Yazeed Al Rajhi: il saudita tra le sabbie amiche sta finora disputando davvero un’ottima gara, e la 5^ piazza conquistata al termine della speciale più lunga dell’intera edizione non fa altro che confermare l’ottimo stato di forma suo e della Toyota Hilux che guida. Una prestazione estremamente positiva l’ha poi messa mostra anche Fernando Alonso, buonissimo dopo ben 546 km di sabbia e dune: l’asturiano ha completato la tappa con un ritardo di 7’49” dal crono di Sainz, ma ancora una volta è riuscito a tenersi dietro nomi illustri del panorama mondiale del Rally Raid dimostrando così – semmai ce ne fosse ancora bisogno – un talento, una velocità ed una sensibilità davvero fuori dall’ordinario. 

© A.S.O. / DPPI
© A.S.O. / DPPI

Alle spalle della Hilux #310 si sono poi piazzati Giniel De Villiers, un ritrovato Jakub Przygonski ed Orlando Terranova, mentre a completare la top ten ha provveduto Yasir Seaidan: il saudita, che come Al Rajhi sta sfruttando in maniera eccellente la maggiore conoscenza della superficie, è ormai presenza costante nei piani alti della classifica, con i 13’32” accusati dal tempo di Sainz che raccontano di un ottimo ritmo avuto per tutta la durata della speciale.

In classifica generale è ancora lo spagnolo di MINI a dettare il passo, con la vittoria odierna che gli consente oltretutto di portare a 10′ esatti il proprio vantaggio su Nasser Al-Attiyah. Il qatariota, dal canto suo, conserva 9’13” di margine su Stephane Peterhansel – distante dunque 19’13” dalla vetta -, con il francese che vede invece ben più staccati tanto Al Rajhi ad oltre 44′ da Sainz – quanto Terranova, 5° a più di 55′ dal primo posto. Perde qualche posizione Mathieu Serradori, ora alle spalle sia a De Villiers che a Ten Brinke, mentre continua a piccoli passi la rimonta di Fernando Alonso: l’asturiano occupa ora la 15^ posizione ad oltre 3 ore ed 11′ di ritardo da Sainz, ma il 10° posto è alla sua portata ed è quindi assai probabile che lo spagnolo farà davvero di tutto per provare ad agguantarlo nella sua Dakar d’esordio. 

Ecco la top ten della classifica Auto dopo la settima tappa:

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Come già anticipato in apertura di articolo, pesantemente rimaneggiata dopo diverse ore dalla bandiera a scacchi è stata invece la classifica di tappa delle due ruote. Diversi sono stati infatti i piloti che hanno deciso di fermarsi per tentare di prestare soccorso allo sfortunato Paulo Goncalves, ed i ritardi da loro accusati al traguardo sono stati dunque oggetto di riduzioni da parte della Direzione Gara.

© A.S.O. / DPPI / F. Flamand
© A.S.O. / DPPI / F. Flamand

A trionfare in una tappa listata a lutto è stato quindi Kevin Benavides, che pur essendo stato tagliato fuori dalla lotta per la vittoria finale da un guasto accusato dal motore della sua Honda nei giorni passati non ha minimamente intenzione di rallentare il proprio ritmo. L’argentino ha completato i 546 km cronometrati di questo Day 7 in 4 H 36’22”, riuscendo così a staccare per 1’23” un Joan Barreda che pare aver iniziato con tutt’altra verve la sua seconda settimana di gara. Alle spalle di “Bang Bang” c’è Matthias Walkner – chiamato assieme allo spagnolo a tentare una difficile scalata alla prima posizione assoluta -, mentre in 5^ posizione si è messo Luciano Benavides: l’argentino, in sella alla sua KTM, è stato presenza costante della top 5 di giornata, mettendo in mostra un ottimo ritmo che gli consente di rimanere agganciato proprio all’austriaco nella classifica generale.

5° posto poi per l’attuale leader assoluto Ricky Brabec. Lo statunitense, nonostante una tappa che lo ha visto accusare quasi 5′ di ritardo dalla vetta, è comunque riuscito ad allungare su tutti i suoi più immediati inseguitori: alle spalle di Brabec si mettono infatti – rigorosamente in quest’ordine e con distacchi da Kevin Benavides che oscillano tra i 6 e gli 8 minutiCornejo Florimo, Toby Price (primo a soccorrere Goncalves) e Quintanilla, tutti dunque costretti a perdere terreno dall’alfiere a stelle e strisce di Honda. 9^ posizione di tappa poi per Andrew Short, mentre Franco Caimi riesce nuovamente a portare una Yamaha nei primi dieci al termine di una tappa in cui Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini terminano rispettivamente in 20^ e 37^ piazza. A rammaricarsi per questo risultato è sopratutto Gerini:  il #42 era infatti addirittura riuscito ad approdare nella top ten al secondo way point, ma sfortunatamente una seconda sezione di speciale particolarmente complessa lo ha costretto a perdere minuti preziosi. 

© A.S.O. / DPPI / F. Flamand
© A.S.O. / DPPI / F. Flamand

In classifica generale allunga su tutto il gruppo degli inseguitori Ricky Brabec: lo statunitense ora conserva un vantaggio di 24’48” sulla Husqvarna di Pablo Quintanilla, di 27″01 sulla Honda di Cornejo Florimo e di 28’44” sulla KTM di Toby Price. In 4^ posizione c’è ancora Joan Barreda – ora per un solo minuto alle spalle dell’australiano -, con Matthias Walkner che segue a ruota “Bang Bang” in virtù della sua 6^ posizione a poco più di 33′ dalla vetta.

Ecco la top ten della classifica moto dopo la settima tappa:

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Tags : Dakardakar 2020day 7day 7 risultatirally raid
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow