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Loeb guida la tripletta Peugeot nel Day 4 della Dakar. Guai per Despres ed Al-Attiyah, fuori Sunderland!





“Forse non ho abbastanza esperienza per essere veloce nel deserto…”. Lo avevamo lasciato così Sebastién Loeb al termine della terza giornata, con questa frase rammaricata pronunciata dopo una speciale in cui aveva accusato oltre 8′ di ritardo dalla vetta della classifica. Sembrava quasi che l’alsaziano si fosse rassegnato all’idea di dover recitare il ruolo del comprimario in questa prima settimana di Dakar, con le sue doti da rallysta che tornavano ben poco utili nel dedalo delle dune sabbiose che hanno caratterizzato finora il percorso.

© Marcelo Maragni / RedBull Content Pool
© Marcelo Maragni / RedBull Content Pool

Non sapremo mai se la sua fosse pretattica o se per qualche strano miracolo il “Cannibale” abbia trovato tutta l’esperienza necessaria per andar forte nel deserto nell’arco di una sola notte: fatto sta però che al termine della quarta giornata di gara quella frase è stata totalmente contraddetta dalla stessa persona che l’aveva pronunciata. Davanti a tutti infatti, dopo i 330 km di Prova Speciale della tappa ad anello che ha avuto San Juan de Marcona come punto di partenza ed arrivo, c’è proprio lui, Sebastién Loeb: su uno dei percorsi sabbiosi più lunghi e difficili che siano mai stati disegnati nella storia sudamericana della Dakar – e dopo una spettacolare partenza in linea sulla spiaggia -, il pilota francese ha chiuso la sezione cronometrata in 03:57’53”, rifilando 1’35” a Carlos Sainz ed alla sua 3008 DKR Maxi. Il pilota spagnolo era partito piuttosto lentamente, ma da metà Speciale in poi ha messo in mostra un ritmo indiavolato che gli ha permesso di recuperare ben 5′ sia su Loeb che su Peterhansel, 3° al traguardo a completamento di una tripletta Peugeot che lascia davvero poco spazio alle repliche degli avversari. Il 13 volte vincitore della Dakar, che per quasi tutto il percorso cronometrato è rimasto vicinissimo a Loeb, ha rallentato il proprio ritmo nelle fasi finali della tappa, tagliando il traguardo con 3’16” di ritardo dal crono dell’alsaziano. Il distacco da lui accumulato, tuttavia, non è stato sufficiente per scalzarlo dalla prima posizione nella classifica generale: lì infatti Peterhansel regna ancora sovrano, potendo vantare 6’55” di vantaggio su Loeb e 13’06” su Sainz. “Diciamo che avrei preferito non dover aprire la strada domani – ha detto Loeb a fine tappa – “Sarà una giornata impegnativa, come lo è stata quella di oggi: lunga, complicata e piena di dune difficili“.  

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© Marcelo Maragni / RedBull Content Pool

L’unica Peugeot a non sorridere in questa quarta giornata della Dakar è quella di Cyril Despres: il francese, che stava viaggiando ad un ritmo che gli avrebbe tranquillamente permesso di giocarsi il podio con i suoi compagni di squadra, ha rotto la sospensione posteriore destra durante un passaggio piuttosto difficile della tappa, venendo costretto a fermarsi per attendere i mezzi di assistenza. “Non sono del tutto certo di ciò che è accaduto” – ha spiegato poi il pilota transalpino – “Stavamo affrontando quel passaggio con attenzione, a bassa velocità, eppure abbiamo colpito una roccia che in qualche modo ha sollevato e distrutto la parte posteriore destra della macchina. Il distacco accumulato dalla 3008 DKR Maxi #308 è ormai quantificabile in ore, ed è inutile dire che il pilota transalpino sia stato costretto ad abbandonare irrimediabilmente i suoi sogni di vittoria. Sogni di vittoria che sembrano svanire anche per l’altro grande protagonista di questi primi giorni di Dakar, Nasser Al-Attiyah: il pilota del Qatar è rimasto vittima di una serie apparentemente infinita di forature, e sebbene la sua Toyota Hilux sia riuscita sempre a ripartire è transitato al traguardo con 54’21” di ritardo dal crono di Loeb, con un gap dalla vetta della classifica generale che ammonta addirittura a 58’48”. Abbiamo forato due gomme nei km iniziali, ed eravamo ancora nelle prime dune quando siamo rimasti bloccati per la prima volta per 30′ – ha spiegato l’alfiere del Gazoo Racing – “Poi abbiamo provato a rimettere aria in un’altra gomma che stava perdendo pressione, ma subito dopo siamo rimasti bloccati per altri 30′. E’ stata una giornata veramente difficile per noi”.

© Frederic Le Floc'h / DPPI
© Frederic Le Floc’h / DPPI

posto di tappa, a 34’36” dal tempo dell’alsaziano, si piazza poi Mikko Hirvonen, con l’unico Buggy MINI scampato alla debacle dello squadrone X-Raid. Il finlandese tuttavia, più che cercare di impensierire l’armata Peugeot che lo precedeva, ha dovuto guardarsi le spalle dallo strabiliante Eugenio Amos: l’italiano, alla guida di un buggy RWD del team Two Wheels Drive, è stato autore di una prestazione strepitosa che lo ha portato ad un solo minuto di ritardo dal crono del pilota finlandese, che guida un però un mezzo decisamente più performante. Amos è ora addirittura in classifica generale, ad 1:19″42′ dal leader Peterhansel: decisamente un’impresa non da poco, vista la difficoltà delle Speciali finora percorse e la disparità prestazionale che c’è tra i due veicoli. Giornata storta infine anche per De Villiers, fermatosi per un problema tecnico a non poca distanza da Al-Attiyah e transitato al traguardo con 1:13’40”, mentre continua a difendersi Ten Brinke con la sua Toyota: il pilota olandese ha chiuso la quarta giornata, dietro alla 3008 DKR privata di Al Qassimi ed alla Hilux di Lucio Alvarez.

Top Ten | Classifica quarta tappa auto | San Juan de Marcona – San Juan de Marcona: 444 km complessivi, 330 km di Prova Speciale

  1. S. Loeb | Peugeot 3008 DKR Maxi #306 | 03:57’53”
  2. C. Sainz | Peugeot 3008 DKR Maxi #303 | +1’35”
  3. S. Peterhansel | Peugeot 3008 DKR Maxi #300 | +3’16”
  4. M. Hirvonen | MINI John Cooper Works Buggy #305 | +34’36”
  5. E. Amos | Buggy 2WD #335 | +35’46”
  6. S. K. Al Qassimi | Peugeot 3008 DKR #319 | +40’29”
  7. L. Alvarez | Toyota Hilux #318 | +41’05”
  8. B. Ten Brinke | Toyota Hilux #309 | +42’22”
  9. Y. Al Rajhi | MINI John Cooper Works Buggy #314 | +43’05”
  10. M. Prokop | Ford F150 #311 | +47’04”

Top Ten | Classifica generale auto al termine del Day 4

  1. S. Peterhansel | Peugeot 3008 DKR Maxi #300 | 10:36’07”
  2. S. Loeb | Peugeot 3008 DKR Maxi #306 | +6’55”
  3. C. Sainz | Peugeot 3008 DKR Maxi #303 | +13’06”
  4. N. Al-Attiyah | Toyota Hilux #301 | +58’48”
  5. B. Ten Brinke | Toyota Hilux #309 | +1:10’24”
  6. E. Amos | Buggy 2WD #335 | +1:19’42”
  7. S. K. Al Qassimi | Peugeot 3008 DKR #319 | +1:21’09”
  8. G. De Villiers | Toyota Hilux #304 | +1’21″47′
  9. M. Prokop | Ford F150 | +1:22’44”
  10. J. Przygonski | MINI John Cooper Works 4×4 | +1:35’30”
© Eric Vargiolu / DPPI / RedBull Content Pool
© Eric Vargiolu / DPPI / RedBull Content Pool

Se pensate che le defezioni improvvise di Despres ed Al-Attiyah siano stati i colpi di scena più clamorosi di questa quarta giornata della Dakar è solo perché, evidentemente, non vi è ancora giunta notizia di quello che è accaduto nelle moto: Sam Sunderland, il vincitore dell’edizione 2017, è stato costretto al ritiro. Il pilota britannico, che era in testa nella classifica generale, ha subito una forte compressione alla schiena dopo essere atterrando malamente da un salto. L’alfiere di KTM ha inizialmente tentato di proseguire nonostante il dolore, ma non appena ha iniziato a perdere sensibilità ai piedi ha saggiamente deciso di fermarsi e richiedere l’intervento dei soccorsi, che lo hanno trasportato in elicottero fino al bivacco.

© Photo Florent Gooden / DPPI
© Photo Florent Gooden / DPPI

Con Sunderland fuori gioco, mattatore della quarta tappa della Dakar è stato Adrien Van Beveren: il francese della Yamaha, rimasto attardato ieri per via di un errore di navigazione, ha completato il percorso cronometrato in 04:08’23”, precedendo al traguardo per 5’01” il suo compagno di squadra, Xavier De Soultrait, ed agguantando così anche la vetta della classifica generale. Alle spalle delle due Yamaha si è piazzata la prima delle KTM, quella affidata a Matthias Walkner: l’austriaco ha accusato 7’10” di ritardo da Van Beveren, riuscendo però a precedere l’Husqvarna di Pablo Quintanilla, 4° con un gap di 7’32”. Le due KTM di Svitko ed Oliveras Carreras, rispettivamente quinto e sesto al traguardo, precedono poi un plotone di Honda: la prima è quella di Kevin Benavides, che con gli oltre 9′ di ritardo accumulati oggi ha visto svanire la possibilità di salire in testa alla classifica generale, mentre a seguire ci sono quelle di Cornejo Florimo e di Barreda, tanto veloce nella prima parte della speciale quanto falloso nella seconda.

Fuori dalla Top Ten della quarta tappa è invece Toby Price: l’australiano, che oggi si è accontentato della 15^ piazza a 13’23” di ritardo da Van Beveren, secondo molti starebbe preservando le forze in questa fase della corsa con l’obiettivo di sferrare l’attacco decisivo durante la seconda settimana di gara. D’altronde il #8 della KTM in classifica generale è buon 6°, ed il distacco di 10’14” che accusa ora dalla cima della classifica non è di certo incolmabile visto il kilometraggio che i piloti della Dakar dovranno ancora affrontare. “Oggi pensavamo che sarebbe stato un po’ più semplice per tutti, visto che ormai eravamo entrati nel ritmo” – ha detto l’australiano – “E invece ne è venuta fuori una tappa complicatissima. Con tutta la polvere ed il vento in alcuni tratti era praticamente impossibile vedere dove si stesse andando, e in certi momenti sembravamo tutti piloti amatoriali per quanto stavamo andando piano.”

© Flavien Duhamel / RedBull Content Pool
© Flavien Duhamel / RedBull Content Pool

Piccolo passo avanti in classifica generale, infine, per Alessandro Botturi: il pilota della Yamaha rimane il primo dei centauri italiani grazie alla sua 20^ posizione assoluta, a 46’08” dal crono di Van Beveren, mentre alle sue spalle Cerutti, Gerini e Ruoso continuano ad essere presenza fissa della Top 50 grazie – rispettivamente – alla loro 32^, 42^ e 45^ piazza.

Top Ten | Classifica quarta tappa moto | San Juan de Marcona – San Juan de Marcona: 444 km complessivi, 330 km di Prova Speciale

  1. A. Van Beveren | Yamaha #004 | 04:08’23”
  2. X. De Soultrait | Yamaha #023 | +5’01”
  3. M. Walkner | KTM #002 | +7’10”
  4. P. Quintanilla | Husqvarna #010 | +7’32”
  5. S. Svitko | KTM #009 | +7’45”
  6. D. Oliveras Carreras | KTM #029 | +8’39”
  7. J. I. Cornejo Florimo | Honda #068 | +8’45”
  8. K. Benavides | Honda #047 | +9’14”
  9. J. Barreda | Honda #005 | +10’00”
  10. G. Farres Guell | KTM #003 | +10’11”

Top Ten | Classifica generale moto al termine del Day 4

  1. A. Van Beveren | Yamaha #004 | 11:03’23”
  2. P. Quintanilla | Husqvarna #010 | +1’55”
  3. K. Benavides | Honda #047 | +3’15”
  4. M. Walkner | KTM #002 | +5’23”
  5. X. De Soultrait | Yamaha #023 | +7’34”
  6. T. Price | KTM #008 | +10’14”
  7. J. I. Cornejo Florimo | Honda #068 | +12’06”
  8. F. Caimi | Yamaha #007 | +12’48”
  9. G. Farres Guell | KTM #003 | 13’05”
  10. A. Meo | KTM #019 | +13’47”

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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", ho creato FuoriTraiettoria per dirvi la mia sul mondo dei motori in totale indipendenza. Addetto Stampa per la Force India nel GP di Monza 2015 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam ed Addetto Stampa per Honda HRC nel GP di Misano 2016 e nel GP del Mugello 2017.