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#ValenciaTest: Viñales chiude al comando i primi test 2019, bene Morbidelli





Il meteo è stato benevolo quest’oggi, non si è vista una goccia di pioggia. Inoltre la temperatura si è tenuta costante oltre i 18° dalle 11 sino alle 16. Poi, alle 17, la bandiera a scacchi ha posto fine a questa due giorni. Per le prime due ore, complici le non perfette condizioni dell’asfalto, nessuno e sceso in pista. Solamente a mezzogiorno la pit lane è stata violata, a farlo per primo Zarco come nella giornata di ieri.

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Alla fine si è confermato in testa Maverick Viñales, con un 1’30”757 quale best lap. Dei 58 giri completati dal Top Gun, 40 sono stati lanciati. In questi, diciotto passaggi sono stati sull’1’31”, ben quattro consecutivi sul 30”alto. Il box Yamaha è stato caratterizzato da un certo fermento positivo, sia per i riscontri positivi avuti dai due motori nuovi, sia per il rapido adattamento di Morbidelli alla M1.

Contento delle performance Lin Jarvis, che si è lasciato andare più del solito: “Siamo abbastanza soddisfatti, è stato buon inizio e siamo riusciti a completare il lavoro programmato. Abbiamo provato il motore standard evoluto e due motori con delle specifiche specifiche nuove, sono piaciuti tutti soprattutto per tenere le linee in curva. Dertamente dobbiamo lavorare ancora, il motore è il cuore della moto e non solo in termini di potenza, scegliere quello giusto è fondamentale per non sbagliare nel 2019.”

 

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Morbidelli ha chiuso col sesto tempo in 1’30”974, però sono appena due giri, sui 38 lanciati, chiusi sotto l’1’32”. Rossi si è classificato nono con un 1’31”371 quale best lap. 43 giri lanciati per il Dottore, dei quali sette sotto l’1”32.
Rossi e Vinales
hanno definito già il motore 2018 evo come un grosso passo avanti, in compenso hanno preferito i due motori nuovi. Le differenze sono minime tra loro tre queste due unità, e solo nei prossimi test di Jerez Valentino e Maverick capiranno quale specifica sia più prestazionale tra le due.
Maverick
oggi è stato scelto da Michelin, assieme a Marquez, per testare una nuova gomma Medium per il 2019. Nessun cambiamento a livello di profilo o carcassa, ma una mescola rivista per rendere la specifica più centrale tra Soft e Hard.

Ducati, con Pirro, Dovizioso e Petrucci, ha lavorato principalmente sul telaio della GP19, portandone due versioni per cercare di ridurre la tendenza a scaldare troppo la gomma posteriore. Mentre ieri hanno lavorato principalmente sul set up, oggi i piloti hanno cercato con maggior insistenza il limite, al fine di far emergere tutte le differenze. Andrea Dovizioso ha chiuso in seconda posizione, a 133 millesimi da Viñales, mentre è quinto Petrucci (+0”202). L’australiano Jack Miller ha chiuso in quarta posizione, rifilando 20 millesimini a Petrucci.

“Abbiamo fatto lavori di fino -ha dichiarato Dovizioso- capendo qualcosa i  più rispetto a ieri. Speriamo che a Jerez il meteo sia buono. Su alcune cose il nuovo telaio sembra migliore, ma dobbiamo ancora provarlo bene. Abbiamo ‘portato a casa’ il massimo, in queste condizioni non potevamo fare di più.

 

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Al contrario di Yamaha, in Honda bocche cucite. Marquez ha chiuso col terzo tempo (+0”154) ma soprattutto è da notare la costante velocità del #93: dei 35 giri lanciati, ben 22 sono stati sul 31”. Bisogna scendere fino al settimo tempo per trovare la seconda Honda classificata, con Nakagami. Takaaki è stato stakanovista di giornata con 70 giri completati, uno in più di Rins e quattro in più di Marquez. Il Giapponese è rimasto stupito per l’enorme differenza prestazionale che ha trovato, tra la Honda 2017 utilizzata nel corso della stagione e questa 2018 (ex-Crutchlow) che ha usato in questa due giorni. 12° Jorge Lorenzo in 1’31”584 (+0”827 rispetto a Viñales, +0”717 rispetto a Marquez) che in cinque giri su 28 è stato capace di scendere sotto l’1’32”.

Settimo tempo per Rins, mentre completa la Top10 Aleix Espargaro, che in questi due giorni ha lavorato molto sullo sviluppo. In Aprilia hanno impostato il lavoro su due fronti, focalizzandosi su ciclistica ed elettronica. Il solco da seguire è stato tracciato dalle novità introdotte ad Aragon, e da allora si è tentato di mantenere divisi i due campi. A Valencia hanno finalmente messo assieme le cose, ma con il solo Espargaro. Iannone e Smith infatti, complice il fresco arrivo da due realtà molto differenti, hanno avuto a disposizione due moto più “standard”, con l’obiettivo principale di abituarsi alla RS-GP.

Tra i Rookies si sono distinti per velocità Bagnaia, 11° a 648 millesimi, e per costanza Mir, 14° a 957 millesimi Lo spagnolo inoltre è stato lo stakanovista di questi due giorni, con ben 116 giri completati.

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Tags : 2019motogptest di valenciaValencia
Filippo Gardin

The author Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.