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La 12 Ore di Bathurst è della Bentley #7! Marciello perde il podio per una penalità, male Audi





Si è conclusa con la vittoria della Bentley Continental GT3 #7, l’edizione 2020 della 12 Ore di Bathurst. La mastodontica vettura del team M-Sport, affidata quest’anno all’equipaggio composto da Jules Gounon, Maxime Soulet e Jordan Pepper, è riuscita ad avere la meglio su tutta la diretta concorrenza al termine di una gara ricca di colpi di scena.

© Bentley Motorsport
© Bentley Motorsport

L’equipaggio della Bentley #7 – nonostante un brivido dovuto ad una foratura improvvisa nel bel mezzo del Conrod Straight quando mancava poco più di un’ora al termine -, sulla linea del traguardo dello spettacolare circuito di Mount Panorama ha preceduto la Mercedes AMG GT3 #999 del trio Fraga-Buhk-Marciello, ma per questi ultimi la gioia del podio è stata di brevissima durata. La vettura del team GruppeM, infatti, è stata penalizzata pochissimi minuti dopo lo sventolare della bandiera a scacchi per via di un’irregolarità commessa durante un pit stop: rientrata forzatamente ai box per via di una foratura a soli 10′ dalla fine, la posteriore destra della AMG GT3 ha iniziato a ruotare mentre l’auto era ancora sollevata (ricalcando così l’infrazione recentemente commessa da AF Corse nel WEC) ed i Commissari di Gara a quel punto non hanno potuto far altro che penalizzare con del tempo extra la vettura #999.

Scalzata dunque dal podio la Mercedes, alle spalle della Bentley di Gounon-Soulet-Pepper è finita la McLaren 720S GT3 #60 affidata ad Alvaro Parente, Ben Barnicoat e Tom Blomqwist: la vettura di Woking è stata protagonista sin dalle primissime fasi, quelle in cui uno straordinario Barnicoat ha seminato il panico prendendosi con forza la testa della corsa ed imponendo un passo gara irresistibile per tutti i suoi avversari, ed il secondo posto sta forse quasi stretto al team 59Racing per quanto fatto vedere durante questa 12 Ore di Bathurst 2020. A completare il podio ha poi provveduto la Mercedes AMG GT3 #888, quella guidata per l’occasione da Shane Van Gisbergen, Jamie Whincup e Maximilian Gotz: i tre, che nel corso della notte hanno fatto sudare freddo tutto il team Triple Eight per via di un contatto con una R8 nelle concitate fasi di doppiaggio, dopo aver perso un po’ di contatto con il duo Marciello-Blomqvist che si stava giocando in pista la 2^ e la 3^ posizione hanno giovato della penalità inflitta alla vettura gemella #999 riuscendo così a conquistare un podio comunque ampiamente meritato. 

© Porsche Pitpress
© Porsche Pitpress

Terminano invece quarti Matt Campbell, Patrick Pilet e Mathieu Jaminet, a bordo della Porsche 911 GT3 R che aveva conquistato la pole position: nonostante un consumo eccellente messo in mostra dalle vetture di Stoccarda – tutte apparentemente in grado di allungare di almeno un paio di giri i propri stint rispetto alla diretta concorrenza – una serie di forature e di inghippi tecnici ha costretto l’equipaggio della #911 a cedere il passo nei confronti dei diretti avversari. Alle spalle della prima delle Porsche si è invece messa, alla fine di questa 12 Ore di Bathurst in cui persino fulmini, pioggia (seppur leggera) e canguri hanno fatto capolino in pista, la Mercedes AMG GT3 del team Black Falcon: la vettura #77, in corsa quest’anno con Maro Engel, Luca Stolz e Yelmer Buurman, sul traguardo di Mount Panorama è riuscita a tenersi dietro sia la 911 GT3 R #912 di Dirk Werner, Matteo Cairoli e Thomas Preining sia la McLaren 720S GT3 #59 – 1^ nella classe Silver – di Dominic Storey, Fraser Ross e Martin Kodric. 

© Audi Media Center
© Audi Media Center

Se non può poi definirsi sorridente il trio formato da Earl Bamber, Laurens Vanthoor e Craig Lowndes – che a bordo della Porsche 911 GT3 R #1 sono stati a lungo in lotta per la prima posizione salvo poi chiudere la loro 12 Ore di Bathurst ai margini della top ten -, certamente delusi sono tutti i membri dell’Audi Sport Team Valvoline, squadrone atterrato in Australia con ben tre R8 alle quali però la Dea Bendata ha clamorosamente voltato le spalle. La prima delle vetture di Ingolstadt a finire in maniera roboante fuori dai giochi è stata la #22 di un comunque positivo Mirko Bortolotti, che con Garth Tander al volante è finita violentemente contro le barriere nel tentativo di sopravanzare la vettura gemella con il #2, dopodiché la sfortuna ha deciso di accanirsi sulle altre due R8 restanti: l’appena citata #2 – affidata a Dries Vanthoor, Frederic Vervisch e Christopher Haase – è stata infatti costretta al ritiro per via di un problema ad un sensore del cambio, mentre la #222 di Kelvin Van der Linde, Marcus Winkelhock e dell’ottimo esordiente Mattia Drudi se l’è dovuta vedere con una foratura improvvisa che ha causato problemi al retrotreno e che ha dunque costretto l’equipaggio a perdere contatto con il gruppo di testa nonostante un ritmo che sarebbe stato loro ampiamente sufficiente per agguantare la top ten.

Se Atene (Audi) piange, Sparta (Aston Martin) di certo non ride. Il weekend di Bathurst della Casa di Gaydon, iniziato piuttosto male con il decisamente prematuro forfait della vettura #62 a seguito dei danni riportati dall’incidente di Marvin Kirchhoefer, è proseguito in maniera non ottimale per via dell’incidente che ha visto coinvolta la vettura #188 di Come Ledogar e soprattutto a causa dei problemi che hanno rallentato la corsa della Vantage GT3 #76 di Dennis, Dixon e Kelly. Fine settimana complicato infine tanto per la BMW M6 GT3 #34 che per la Lamborghini Huracan GT3 #63: la vettura bavarese è stata infatti sfortunata protagonista di un incontro fin troppo ravvicinato con un canguro ed è stata dunque costretta a delle riparazioni extra, mentre l’auto di Sant’Agata Bolognese è stata costretta ad alzare bandiera bianca per via di problemi tecnici che hanno colpito l’equipaggio composto da Andrea Caldarelli, Marco Mapelli e Dennis Lind. 





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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow