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Alonso: “Finora 4 giorni intensi”. E nel Day 4 esaurisce le gomme di scorta per le troppe forature





26 minuti e 21 secondi. E’ questo il ritardo accumulato da Fernando Alonso al termine dei 453 km cronometrati previsti lungo il percorso che ha condotto la carovana della Dakar 2020 da Neom ad Al-‘Ula. L’asturiano, reduce da un Day 3 che lo ha visto concludere addirittura in Top 5 (qui trovate gli highlights della tappa), non è riuscito a ripetere l’exploit di cui si era reso protagonista durante la tappa ad anello, inciampando ancora una volta in piccole noie tecniche che ne hanno rallentato la corsa.

© A.S.O. / DPPI / F. LeFloch
© A.S.O. / DPPI / F. LeFloch

Così come accaduto al compagno di team Nasser Al-Attiyah nel corso delle prime due giornate della 42^ edizione del Rally Raid, infatti, Fernando Alonso nell’arco dell’intera prova speciale ha dovuto fare i conti con ben tre forature. L’ultima di queste, capitatagli quando al traguardo mancavano circa 150 km, ha oltretutto costretto lo spagnolo ad utilizzare l’ultima gomma di scorta rimasta a bordo della sua Hilux: il due volte Campione del Mondo di F1 a quel punto non ha potuto far altro che alzare il piede dall’acceleratore, rallentando il proprio ritmo per evitare un’ulteriore foratura che, vista l’assenza di gomme, avrebbe sicuramente comportato una perdita di tempo ancora più grave. 

“Durante la tappa è successo davvero di tutto – ha esordito Fernando Alonso una volta transitato sul traguardo di Al-‘Ula – “E’ stato difficilissimo lì fuori: siamo in macchina dalle 07:45 e siamo arrivati alle 19:00, quindi abbiamo trascorso le ultime 10 ore in auto. Le sensazioni continuano ad essere buone, ma durante la prova abbiamo perso del tempo e quindi posso dire che la giornata sia stata abbastanza complessa“. Il #310, oltre a doversela vedere con le impreviste ed imprevedibili forature, ha dovuto anche fare i conti con i piloti che gli sono partiti alle spalle: trattandosi di veterani più avvezzi alla guida su terreni ostili, infatti, gli immediati inseguitori di Fernando Alonso hanno chiesto strada allo spagnolo costringendolo a perdere più tempo del previsto. “Siamo partiti nel Day 4 dalla 4^ posizione, e per me è un bene perché ho sempre voluto stare davanti con l’obiettivo di imporre il mio ritmo alla gara” – prosegue il Principe delle Asturie – “Stavolta però i clienti dietro di me erano i peggiori che si potessero avere. Quando ho visto la classifica e ho realizzato che dopo la penalizzazione avremmo avuto Al-Attiyah alle spalle ho pensato che non fosse una cosa positiva. Poi dopo il suo ho letto il nome di Al Rajhi, dopo ancora quello di Peterhansel…Sapevo che avrei dovuto perdere tempo per farli passare tutti”. 

© A.S.O. / DPPI / E. Vargiolu
© A.S.O. / DPPI / E. Vargiolu

Tempo perso che poi, come accennato in apertura d’articolo, si è dilatato a dismisura per via delle forature plurime occorse alla Toyota Hilux #310. “Abbiamo forato tre volte” – spiega lo spagnolo – “L’ultima foratura l’abbiamo avuta quando mancavano 150 km al traguardo, ed è lì che abbiamo dovuto utilizzare l’ultima ruota di scorta che ci era rimasta. E’ per questo che siamo andati così piano nelle zone in cui abbiamo trovato più pietre: stavamo cercando di minimizzare il rischio di forare ancora una volta“. “Ho bisogno di accumulare esperienza e ritmo, ci sono parecchi punti con tantissime pietre e non so ancora bene come affrontare queste situazioni – racconta – “Oggi metà del percorso della prova aveva un fondo simile, quindi considerando il fatto che sapevo che avrei avuto delle difficoltà sono contento di essere arrivato al traguardo senza avere grossi incidenti. Ci sono stati dei momenti in cui ho dovuto fare dei respiri profondi per concentrarmi di nuovo e poi ripartire, il terreno ha messo in difficoltà davvero chiunque“. 

 

Alonso, che durante il Day 4 (di cui qui trovate gli highlights) è riuscito a guadagnare qualche altra posizione in una classifica assoluta che lo vede distante quasi 3 ore dalla vetta occupata da Carlos Sainz, si dice comunque soddisfatto dell’andamento della sua Dakar d’esordio, riservandosi oltretutto il diritto di attendere la seconda settimana di gara per tentare di togliersi qualche soddisfazione in più. “In questo momento i buggy sono avvantaggiati perché possono modificare la pressione delle proprie gomme dall’abitacolo e dunque riescono a non forare – spiega Fernando – “Ma credo che nel corso della seconda settimana saranno le nostre auto (le Hilux, ndr) ad avere un po’ di vantaggio in più. In alcuni giorni il percorso sarà favorevole ad alcuni, mentre altri saranno avvantaggiati in momenti diversi. Io cercherò di imparare il più possibile da entrambe le situazioni”. “Per quanto riguarda la gara nel suo complesso, posso dire che la sto vivendo con intensità. Provo ad assimilare con entusiasmo tutto ciò che mi trovo di fronte, e provo ad immergermi completamente in qualsiasi cosa o dettaglio mi capiti di vivere. Ho avuto tappe buone ed altre cattive, ma in generale direi che finora sono stati 4 giorni costellati da intense esperienze“, conclude infine Alonso.





Tags : Dakardakar 2020Day 4fernando alonsorally raid
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Carrera Cup Italia e nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono Editor per RedBull.com, sono accreditato F1, FE e WRC e faccio parte del Media Staff dell'Autodromo Nazionale Monza. Ho fondato FuoriTraiettoria.com mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow