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Colpo di scena in IndyCar: volano le Honda, Bourdais vince a St. Petersburg davanti a Pagenaud





Colpo di scena in IndyCar: volano le Honda, Bourdais vince a St. Petersburg davanti a Pagenaud

Inizio di fuoco in terra d’America. Quando tutti si interrogavano sulle performance della Honda, dal Giappone è arrivata una risposta chiarissima. In perfetto stile nipponico, Tokyo ha ribaltato il tavolo e messo in fortissimo imbarazzo la Chevrolet conquistando 4 posti su 5 nella Top 5 e ben 7 posti  su 10 nella Top 10 di St. Petersburg. Ma la grande notizia è un’altra.

Sebastien Bourdais torna a sorridere dopo quattro anni. Sua è la prima gara della stagione, con una vittoria che arriva dopo una rimonta di ben 20 posizioni. Qualcuno potrebbe storcere il naso scoprendo che è stata decisiva una pace car nell’avvantaggiarlo, ma cosa importa? In IndyCar funziona così. E tutto meritato è lo champagne che il francese spruzza sul podio di St. Pete.

Sotto il sole della Florida i rapporti di forza tra le squadre sembrano stravolti. Il Team Penske porta soltanto Simon Pagenaud in seconda posizione, con Castroneves e Newgarden giù dalla Top 5 e Will Power afflitto dai problemi dopo la meravigliosa pole position conquistata al sabato. Come al solito oltre l’Atlantico abbondano i colpi di scena e anche quest’anno la stagione della IndyCar si preannuncia come un thriller di qualità. Vediamo adesso come si è svolta la gara.

La partenza del GP di St. Petersburg è stata turbolenta. Charlie Kimball e Graham Rahal si sono toccati in partenza. E indovinate un po’? Proprio alla curva 3, quella in cui si verificano puntualmente tutti gli incidenti in partenza a St. Pete. Fin da subito è stata quindi lanciata in pista la pace car.

Dopo dieci giri era James Hinchcliffe a guidare la corsa davanti a Will Power e Scott Dixon. Ma il primo colpo di scena arriva quando viene inflitta una penalità a Power: l’australiano del Team Penske infatti ha urtato dell’armamentario di un box avversario in uscita di curva. Risultato? Il #12 è precipitato in ultimissima posizione, lasciando la Top 10.

power

Fin dai primi giri la gara sembra girare a favore della Honda. Con la tripletta Hinchcliffe-Dixon-Sato in testa infatti il Costruttore giapponese guida una corsa che tradizionalmente non gli sorride. Dopo 20 giri il primo Chevy in pista è Josef Newgarden in quarta posizione. Nelle retrovie si perfeziona la rimonta di Alexander Rossi, il vincitore della 500 Indy 2016 e in forze all’Andretti Autosport: alle 18.01 è in sesta posizione dietro Pigot. Ma pochi minuti dopo la IndyCar ci regala un’altra emozione. Tony Kanaan e Mikhail Aleshin colpiscono i detriti in pista e rilanciano la seconda full course yellow della stagione. Proprio quando tutti i piloti sono rientrati ai box… meno i primi sette.

 

La bandiera verde ritorna al giro 31 e le carte in gioco sono così distribuite: in testa Pagenaud, seguito da Bourdais, Andretti, Jones e Hildebrand. Solo 10° James Hinchcliffe, penalizzato dalla caution. Il leader francese era partito 14°, mentre Bourdais addirittura 21°. Un risultato entusiasmante, ma frutto di questa nuova pace car. Quando Jones sorpassa Andretti poi, le due Dale Coyne Racing iniziano a sorridere: sono in due sul podio. Al 37° giro la grande svolta: Sebastien Bourdais conquista la leadership del GP di St. Petersburg!

Da questo punto in poi la corsa si sviluppa come una passeggiata per Sebastien Bourdais. Il quattro volte campione del mondo ChampCar mantiene la leadership, anche se non può mai tirare un sospiro di sollievo: Simon Pagenaud lo bracca da vicino, finché, dopo aver limato il secondo di distacco al giro 48, non gli vien detto di risparmiare benzina. Nelle retrovie si alimentano varie battaglie tra cui spicca il duello tra Dixon e Rossi (penalizzati anche loro dalla precedente bandiera gialla). Poco dopo si apre il valzer dei pit-stop, che riporta Will Power in terza posizione con uno splendido recupero dopo la penalità di inizio gara. Dietro di lui c’è Takuma Sato per gli Andretti e la seconda vettura di Coyne, pilotata dal rookie Ed Jones.

dixon

Il duo di testa si è consolidato strada facendo (Bourdais è riuscito a fare da molla, ampliando il gap fino a 6 secondi dall’inseguitore Pagenaud), e Power non ha potuto raggiungerli per salvare benzina. Così si è fatto rimontare da Takuma Sato. Nel frattempo dietro il quinto Ed Jones si compatta un gruppetto pronto a esplodere: Andretti, Castroneves, Dixon, Hinchcliffe, Hunter-Reay… Alla fine Power rientra ai box al 79° giro e Scott Dixon espugna la quinta piazza di Ed Jones. Si rivelerà un’ottima mossa: con 30 giri al termine, si ferma ai box un giro prima di Sebastien Bourdais (che lascia provvisoriamente la leadership a Pagenaud per l’82^ tornata). Anche Sato rientra ai box ma l’anteriore destra viene cambiata lentamente e la sua gara è rovinata. Pagenaud rientrerà all’83° giro. Alla fine della fiera il poker di testa vede Bourdais ancora avanti, inseguito da Pagenaud, Power e Dixon. Pagenaud prova a giocare d’azzardo scalando tre decimi al connazionale e abbassando il gap a 3.5 secondi prima e a 2.6 secondi poi, ma rimane a bocca asciutta: il pilota di Coyne non si fa sorprendere e riparte con la sua solita molla.

All’improvviso Will Power rallenta ed è costretto a rientrare ai box. La sua gara si interrompe dopo 99 giri. A questo punto Scott Dixon è riuscito a guadagnarsi il podio, inseguito dalle Andretti di Takuma Sato e Ryan Hunter-Reay. Il giovane Jones è scivolato al 10° posto, sconfitto dai pezzi grossi come Castroneves, Andretti, Newgarden e Hichcliffe. A 13 giri dalla fine i box di Pagenaud provano a spingerlo dicendogli che Bourdais è in riserva. Il gap però non si abbassa, anzi Bourdais riesce ad ampliarlo. Dietro di loro Dixon è al sicuro da Sato (che invece deve guardarsi da Hunter-Reay) ma al tempo stesso non ha chances di riacchiapparli. Pian piano il distacco tra i francesi si amplia – tra l’altro Pagenaud viene chiamato sulla mappa 1 del suo motore, anche se non si sa se è di risparmio benzina oppure di gran velocità – e quindi le speranze di Penske si riducono.

La bandiera a scacchi premia Sebastien Bourdais e la Honda, che sembra decisamente più solida di quanto ci aspettassimo. Pagenaud chiude secondo dopo aver mollato la presa negli ultimi giri (il distacco sale d’un colpo a oltre 10 secondi). Dixon, Sato e Hunter-Reay bloccano la Top 5, che vede Pagenaud l’unico Chevy davanti. Ottimo debutto per il #19 Ed Jones dell’ECR, che finisce 10°. Un vero peccato per Hinchcliffe e Newgarden, la cui gara è stata distrutta dalla seconda safety car. Power ferma il suo calvario in una 19^ posizione che non rende onore alla sua performance – l’australiano aveva conquistato la pole position al sabato.

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Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo di IndyCar e Formula E. Collaboro anche per Talenti Lucani-Passaggio a Sud (www.talentilucani.it). Ho scritto pure per Onda Lucana e per Leukòs.