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4 RuoteFormula 1Su pista

Anche le umide FP3 di Suzuka vanno ad Hamilton, ma le Ferrari si avvicinano: quale sarà il distacco reale?





Una leggera pioggia caduta a tratti sull’asfalto di Suzuka ed un vento con raffiche fino a 30 km/h hanno accolto i piloti di F1 nel corso di questo sabato del GP del Giappone. Il meteo del Sol Levante non è stato infatti troppo clemente con il Circus, e nel corso della terza ed ultima sessione di prove libere ha reso un po’ più complicata la vita a team e piloti.

© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Press
© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Press

Nonostante le bizze del cielo sopra Suzuka, comunque, davanti a tutti c’è ancora una volta Lewis Hamilton. Il #44 monopolizza la vetta della classifica anche nel corso delle FP3, chiudendo in 1’29″599, ma alle sue spalle si serrano i ranghi: Sebastian Vettel, 2°, ha infatti ridotto a 116 millesimi il proprio distacco dalla vetta, con Kimi Raikkonen (3°) che si è portato a poco più di 4 decimi di distacco dal crono di Hamilton. Gap veritieri in vista delle qualifiche? Difficile da capire, considerato il delta prestazionale che la Mercedes ha evidenziato tra condizioni di asfalto totalmente asciutto e condizioni invece in cui l’umido sul tracciato era eccessivo per utilizzare le SuperSoft ma troppo ridotto per montare le Intermedie. è poi Max Verstappen con il suo 1’30″304, un crono che gli permette di mettersi per poco più di un decimo davanti a Valtteri Bottas e per quasi due decimi davanti a Daniel Ricciardo, mentre si conferma il buono stato di forma delle Force India in quel di Suzuka: Ocon e Perez approdano entrambi nella top ten virtuale grazie rispettivamente ad un 1’31″088 e ad un 1’31″483, finendo così davanti a Carlos Sainz e Kevin Magnussen, questi ultimi in netta risalita rispetto alla prestazione del venerdì.

Appena fuori dai primi dieci troviamo Romain Grosjean, che per poco più di un decimo precede Charles Leclerc ed il suo 1’31″760: quello d’esordio sul circuito giapponese è finora un weekend privo di grandi sbavature per il giovane monegasco, che chiude le FP3 12° davanti ad un buon Brendon Hartley – che sembra aver compreso molto in fretta le caratteristiche del nuovo motore Honda – e ad un Lance Stroll leggermente in risalita rispetto alle FP2. 15° è poi Nico Hulkenberg, la cui presenza al via delle qualifiche non è data per scontata: il #27 è infatti finito a muro con il retrotreno della sua R.S. 18 nella sequenza di curvoni del primo settore, dopo che una raffica di vento improvvisa gli ha fatto leggermente allargare la propria traiettoria portandolo a toccare un cordolo ancora umido e facendolo finire senza appello in testacoda. Marcus Ericsson ed il suo 1’32″442 si accontentano della 16^ posizione, riuscendo a precedere per poco più di un decimo e mezzo la McLaren di Alonso e la Williams di Sirotkin, mentre l’ultima fila virtuale è composta da Stoffel Vandoorne ed il suo 1’33″034 e Pierre Gasly, inaspettatamente ultimo in 1’33″105 ed apparentemente in difficoltà con il nuovo motore Honda.

Per quel che riguarda il passo gara, le condizioni non sempre ottimali dell’asfalto hanno impedito a team e piloti di proseguire con convinzione nella raccolta dei dati sui long run. Restano quindi da tenere a mente i riscontri ottenuti al termine delle FP2, con Hamilton e la Mercedes particolarmente minacciosi sulle SuperSoft ed invece più a tiro delle Ferrari e di Bottas una volta calzate le Soft. Insegue a quasi mezzo secondo di ritardo la Red Bull, mentre come sempre più distanti sono tutti gli altri. 

Ecco la classifica completa al termine delle FP3:

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Tags : f1formula 1fp3fp3 gp giapponegp giapponegp suzukasuzuka
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", ho creato FuoriTraiettoria per dirvi la mia sul mondo dei motori in totale indipendenza. Addetto Stampa per la Force India nel GP di Monza 2015 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam ed Addetto Stampa per Honda HRC nel GP di Misano 2016 e nel GP del Mugello 2017.