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Nicola Dutto tenta l’impresa: sarà il primo pilota paraplegico a correre in moto la Dakar





“L’obiettivo che ho è lo stesso che hanno tutti: partire ed arrivare alla fine. Sarà sicuramente una bella avventura“. Il cuneese Nicola Dutto, nel corso dell’intervista rilasciata pochi giorni fa a La Stampa, mette in mostra una grande umiltà ed una ferrea determinazione. Viene da dire che non potrebbe essere altrimenti, data l’impresa che si accinge ad affrontare il 49enne centauro italiano tra le sabbiose dune del Peru.

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Perché sì, Nicola Dutto parteciperà all’edizione 2019 della Dakar. E per il solo fatto di riuscirvi a partecipare entrerà di diritto negli annali del Motorsport, visto che il pilota di Cuneo sarà il primo pilota paraplegico della storia a partecipare in moto al Rally Raid più famoso ed estenuante del mondo. “Sono sereno, non è stato un qualcosa di improvvisato” – dice Dutto a La Stampa – “Sono tornato a correre in moto da paraplegico ormai 6 anni fa, e da quel momento ho partecipato a tutte le gare che avevo già affrontato da normodotato. E’ stato solamente nel corso degli ultimi due anni che l’idea Dakar ha iniziato a prendere concretamente forma, e per me è un sogno che si avvera.

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E’ un sogno che si avvera soprattutto perché arriva dopo un incubo. Era infatti il 2010 quando, nel corso della prima tappa dell’Italian Baja, Dutto perse il controllo della sua moto ad oltre 150 km/h cadendo rovinosamente a terra e riportando delle lacerazioni del midollo spinale talmente gravi da fargli perdere permanentemente l’uso delle gambe. Sono trascorsi quasi 9 anni da quel giorno, e di acqua ne è decisamente passata parecchia sotto i ponti del pilota cuneese che compirà 50 anni il prossimo 13 gennaio, proprio mentre sarà impegnato a vedersela con le dune e la sabbia peruviane.

Dutto è infatti tornato in sella già a partire dal 2012, chiudendo 24° assoluto tra i normodotati nella Baja Aragon, e non ha minimamente pensato di fermarsi lì: l’anno successivo ha centrato infatti il gradino più basso del podio nella Baja 1000 messicana, mentre nel 2014 ha conquistato uno straordinario 4° posto nel Mondiale Baja vedendosela sempre contro colleghi normodotati. “Finora ho fatto diverse altre gare pesanti” – prosegue infatti Dutto nella sua intervista – “Durante la Dakar dovrò solo affrontare gli ostacoli giorno per giorno”.

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Ad aiutarlo a superare le avversità che il Peru riserverà a tutti i partecipanti alla 41^ edizione del Rally Raid per antonomasia ci saranno 3 piloti di supporto, tre “ghost rider” che accompagneranno il cuneese per tutti gli oltre 5.000 km della corsa. Juan Villarubia, Pablo Toral e Victor Rivera saranno infatti gli angeli custodi di Nicola Dutto, e viaggiando in formazione lungo il percorso della Dakar – uno sarà davanti la KTM EXC-F #143 dell’italiano e gli altri due invece la seguiranno – potranno fornire tutto il supporto necessario in caso di cadute o guasti, rendendo così un po’ meno impossibile l’impresa tentata da Dutto.

© Frederic Le Floc'h / DPPI
© Frederic Le Floc’h / DPPI

“Per allenarmi sono stato in Marocco – continua il cuneese – “E’ la nazione geograficamente più vicina a noi, ed offre anche dei percorsi con caratteristiche molto simili a quelle che troveremo in gara”. Il 70% del percorso dell’edizione 2019 della Dakar sarà infatti sabbioso, e le dune marocchine – che lo scorso anno lo avevano tradito rifilandogli una brutta infezione che gli impedì di prendere il via alla Dakar 2018 – saranno sicuramente state un validissimo banco di provo per Dutto e per la sua KTM, appositamente modificata ed adattata alle sue esigenze. La EXC-F della Casa di Mattighofen è stata infatti dotata di uno specifico roll-bar di protezione per le gambe, di uno schienale su misura e di comandi al manubrio, in modo tale da rispettare i criteri di sicurezza imposti dall’ASO e da garantire un comfort adeguato al 49enne italiano che, alla partenza di Lima, si presenterà più carico che mai. “L’importante nella vita, indipendentemente da tutto quello che possa accaderti, è avere programmi, obiettivi – ha infatti concluso la sua intervista – “Se li hai, vivi. Altrimenti, sopravvivi”.





Tags : Dakardakar 2019KTMnicola duttoRally Dakar
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", ho creato FuoriTraiettoria per dirvi la mia sul mondo dei motori in totale indipendenza. Addetto Stampa per la Force India nel GP di Monza 2015 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam ed Addetto Stampa per Honda HRC nel GP di Misano 2016 e nel GP del Mugello 2017.