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Sarà la notte del deserto del Bahrain a fare da scenario al secondo appuntamento stagionale del Mondiale di F1 del 2018. Tra le dune dell’autodromo di Sakhir, illuminati a giorno dai riflettori disseminati attorno al nastro d’asfalto arabo, Sebastian Vettel e compagni si daranno battaglia a due settimane di distanza dalla bandiera a scacchi sventolata in quel di Melbourne per ribaltare pronostici, trovare conferme o andare a caccia di rivalsa. 

© Mark Sutton / Sutton Images
© Mark Sutton / Sutton Images

Un giro di pista del Bahrain International Circuit, disegnato dallo studio di progettazione che fa capo ad Hermann Tilke e parte integrante del Mondiale di F1 dal 2004, è lungo 5,412 km, ed al termine dei 57 passaggi previsti i piloti avranno percorso una distanza di 308,238 km. Sono 15 le curve del circuito, delle quali 9 a destra e 6 a sinistra, ed il tracciato di Sakhir può essere considerato veloce dato che i piloti trascorrono il 61% del tempo sul giro con l’acceleratore completamente pigiato. Il consumo medio registrato nel 2017 è stato di 1,84 kg/giro, mentre sono stati 71 i cambi marcia registrati in media durante ciascun giro nel corso della passata edizione.

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© Scuderia Ferrari

Particolarmente stressato è invece l’impianto frenante, con Brembo che assegna a Sakhir un indice di difficoltà pari a 9 (su scala da 1 a 10). I freni vengono utilizzati dai piloti solamente per 14″ a giro – vale a dire il 16% del tempo di gara – con un carico esercitato pari a 490 kg al minuto, ma le elevate temperature e l’alto valore di decelerazione media (pari a 4,6 G) impongono agli impianti della ditta italiana uno sforzo non indifferente. Le staccate più impegnative in Bahrain sono quelle di Curva 1, Curva 14 e Curva 4: nella prima i piloti – che subiscono una decelerazione di 5,1 G – passano in 2″2 ed in 61 m da 324 km/h ad 82 km/h, nella seconda si aggrappano ai freni per 1″9 e 45 m – subendo di nuovo 5 G di decelerazione – e passano da 297 a 126 km/h ed infine nella terza subiscono 4,9 G di decelerazione mentre perdono 175 km/h di velocità in appena 46 m. Le velocità massime dovrebbero essere nell’ordine dei 326 km/h anche se i team in Bahrain preferiscono optare per un pacchetto aerodinamico a medio-alto carico, mentre la forza G più elevata in curva i piloti la subiranno durante la percorrenza di Curva 7, dove verranno sottoposti a 4,1 G per 1″1. 

© Brembo

Torneranno ad essere due in questo GP le zone DRS, posizionate sul lunghissimo rettifilo di partenza / arrivo e sul rettilineo opposto, quello che da Curva 10 porta a Curva 11. Due saranno quindi i Detection Point, uno piazzato poco prima dell’ingresso di Curva 14 e l’altro situato tra Curva 9 e Curva 10. La presenza di questa doppia zona d’utilizzo dell’ala mobile dovrebbe favorire i sorpassi, che durante l’edizione 2017 sono stati 32. Per 5 volte nel corso della storia il pilota che è partito dalla Pole Position ha ottenuto la vittoria nel GP, mentre non è andato oltre la 5^ casella dello schieramento chi ha trionfato a Sakhir partendo più indietro sulla griglia. Il Pit Stop più rapido lo scorso anno – compreso di tempo di percorrenza della Pit Lane – è stato effettuato in 24″240, mentre si attesta al 23% la possibilità di veder scendere in pista la Safety Car.

Per quanto riguarda i record, il giro più veloce in prova lo ha fatto segnare Valtteri Bottas a bordo della Mercedes W08 Hybrid in 1’28″769, mentre il passaggio più rapido in gara è stato messo a segno nel 2005 da Pedro De La Rosa, che con la McLaren-Mercedes MP4-20 fermò il cronometro sull’1’31″447. A detenere il record sulla distanza è invece Fernando Alonso, che a bordo della Renault R25 completò il GP del 2005 in 1 H 29’18″531. Nel 2017 a trionfare fu Sebastian Vettel, che chiuse la gara davanti alle due W08 di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. 

© Pirelli F1 Press Area
© Pirelli F1 Press Area

Pirelli per il GP del Bahrain ha messo a disposizione di piloti e Team gomme Medium, Soft e SuperSoft, lasciando quindi a casa le UltraSoft viste in Australia e facendo debuttare in questa stagione le coperture dalla spalla bianca. Sakhir è un circuito che sottopone i pneumatici a forze longitudinali piuttosto importanti, e vista l’elevata abrasività dell’asfalto si prevede che i team possano optare per una strategia a più soste. Come accade praticamente sempre, le scelte dei vari team sono andate tutte verso la mescola più morbida delle tre messe a disposizione da Pirelli, con almeno 7 set di SuperSoft per ciascuna scuderia. Le pressioni minime alla partenza imposte dal fornitore milanese saranno di 21 psi all’anteriore e di 19 psi al posteriore, mentre il camber tollerato sarà di -3,75° all’avantreno e di -2,00° al retrotreno. Intermedie e FullWet, ovviamente a disposizione delle squadra, potranno per questa volta riposare sotto le termocoperte: le previsioni meteo parlano infatti di sole per tutto il weekend, con temperature medie nell’ordine dei 32°.

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© Pirelli F1 Press Area

Il GP del Bahrain sarà una diretta esclusiva di SkySport F1 (canale 207), mentre su TV8 andranno in onda le differite. Ecco tutti gli orari del weekend di Formula 1, mentre per quelli della Formula 2 potete cliccare qui.

Venerdì 6 aprile

13:00 – 14:30 -> FP1 | diretta su Sky
17:00 – 18:30 -> FP2 | diretta su Sky

Sabato 7 aprile

14:00 – 15:00 -> FP3 | diretta su Sky
17:00 -> Qualifiche | diretta su Sky / differita su TV8 a partire dalle 23:15

Domenica 8 aprile

17:10 -> GP Bahrain | diretta su Sky / differita su TV8 a partire dalle 21:30





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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow