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Binotto: “In Messico vogliamo pole e vittoria”. E Vettel e Leclerc mettono in guardia da altitudine e RB





Sono trascorse poco meno di due settimane da quando, a dire la verità con un giro d’anticipo rispetto a quanto originariamente previsto, la bandiera a scacchi è stata sventolata sul GP del Giappone. Il Circus della Formula 1, in questa decina di giorni, ha avuto modo non solo di ricaricare le batterie in vista di un back-to-back, ma anche di cambiare totalmente continente, passando così dall’Asia all’America. 

© Scuderia Ferrari Press
© Scuderia Ferrari Press

Sarà infatti il GP del Messico a segnare la riapertura delle ostilità sportive di una F1 che si accinge ormai ad incoronare, con il sesto alloro iridato, quel Lewis Hamilton che solamente in Valtteri Bottas trova ancora un matematicamente plausibile contendente nella lotta per il titolo. Tuttavia, nonostante le speranze di trionfare in entrambe le classifiche iridate siano ormai definitivamente svanite, la Scuderia Ferrari non sembra essere intenzionata a lasciare così facilmente campo libero al #44. Anzi, il team di Maranello, per bocca di Mattia Binotto, si presenta sull’asfalto dell’Hermanos Rodriguez pronto per reclamare un ruolo da protagonista.

“Dopo due GP durante i quali avremmo potuto centrare risultati migliori, approdiamo in Messico con la voglia di portare a casa il massimo risultato – esordisce infatti il team principal del Cavallino Rampante – “Tenteremo di conquistare la sesta pole position consecutiva, in modo tale da poter poi puntare alla vittoria“. “Quella messicana è una pista ricca di insidie, alcune delle quali legate al fatto che si gareggi ad oltre 2.000 m di altitudine” – prosegue Binotto – “Questo fa sì che sia molto difficile la messa a punto dell’assetto e dei settaggi della Power Unit, con entrambi gli aspetti che necessitano di regolazioni specifiche. Il tracciato presenta curve di diverso genere, ma anche dei lunghi rettifili sui quali di anno in anno si battono i record relativi alla velocità di punta: il giusto compromesso tra top speed e velocità in curva detterà le scelte di carico aerodinamico con cui scenderemo in pista“.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

A sottolineare le peculiarità del circuito messicano provvedono anche i due alfieri del Cavallino Rampante, subito pronti ad evidenziare come sia l’altitudine piuttosto elevata a sortire degli effetti particolari sul comportamento della vettura. “Si corre oltre i duemila metri, e tutti i team scendono in pista con il massimo carico aerodinamico – esordisce Charles Leclerc“Tuttavia, nonostante ciò, la vettura si comporta in maniera strana ed il livello di grip è sempre molto basso. Qui in Messico ho guidato per un GP ed una sessione di FP, quindi potremmo dire che sia uno dei circuiti che conosco di meno. Però i muretti sono vicini, e questa è una caratteristica che a me personalmente, come pilota, piace parecchio“. 

“Il fatto di gareggiare a oltre duemila metri ha ovviamente un forte impatto sul comportamento della vettura – dichiara Sebastian Vettel, facendo così eco alle dichiarazioni del compagno di team – “Scendiamo in pista con la configurazione a massimo carico aerodinamico ma, a causa dell’altitudine, l’aria è così rarefatta da ridurre al minimo il vantaggio che otteniamo in termini di efficienza“. “La vettura è molto difficile da gestire in curva – prosegue il #5 – “Perché non c’è il carico aerodinamico che normalmente ci aiuta ad avere una monoposto stabile e precisa. Su questa pista la macchina si muove molto, fatica a far lavorare nella maniera corretta le gomme ed è complicata da interpretare anche nelle sensazioni che comunica al pilota”. A differenza infine di Binotto e Leclerc, il tedesco della Ferrari ci tiene ad individuare chi secondo lui, oltre ovviamente alle Mercedes, possa rivelarsi un avversario difficile da gestire per le due SF90. Siamo fiduciosi di potercela giocare. Negli scorsi anni siamo sempre stati competitivi in Messico, anche se la Red Bull lo è stata di più. Vedremo cosa accadrà quando scenderemo in pista”, conclude infatti Vettel.





Tags : charles leclercf1formula 1gp messicoscuderia ferrarisebastian vettel
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow