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IndyCar, vincono Newgarden e Herta: si riaccende la lotta iridata con Dixon!





La doppia gara dell’Harvest GP arride a Josef Newgarden e Will Power. Ma soprattutto al primo. Le due gare di venerdì e sabato riaprono la lotta iridata e dimezzano il vantaggio in classifica di Scott Dixon. Adesso manca una sola gara: quella di St. Petersburg, nella quale il Kiwi e il campione in carica si giocheranno il titolo 2020 della IndyCar Series.

Barry Cantrell/LAT for Chevy Racing
Barry Cantrell/LAT for Chevy Racing

La prima gara è andata a Josef Newgarden, che l’ha vinta di forza e di strategia. Il campione in carica ha conquistato la prima posizione sul finale, dopo un lungo inseguimento a caccia di Colton Herta. Il #1 si era già impossessato della prima piazza al giro 21 grazie a un overcut, ma l’aveva dovuta cedere all’#88 pochi giri dopo. L’attesa l’ha premiato: un errore di Herta gli ha regalato il primo posto. E Josef non l’ha sprecato, quasi raddoppiando il vantaggio cronometrico e gestendo l’ultima ventina di giri grazie a un distacco confortevole di circa 15”.

Dietro di lui, il diluvio. La classifica finale arride ad Alexander Rossi, secondo sul traguardo, con Rinus VeeKay che completa il podio. Fino a una dozzina di giri dalla fine in realtà era proprio Herta, beffato dal suo lungo in curva 1, a inseguire l’alfiere Penske-Chevy. Ma a quel punto si è addensato un trenino scoppiettante, formato da Rosenqvist, Rossi e VeeKay. Negli ultimi giri al cardiopalma l’#88 ha dovuto arrendersi, cedendo prima a Rossi e poi proprio a VeeKay, che gli ha restituito il sorpasso con cui il giovane dell’Andretti Autosport l’aveva sverniciato. Il rookie olandese si riscatta così dopo una fase centrale di gara sottotono, decisamente meno brillante dello start, quando era riuscito addirittura a impossessarsi della prima posizione.

La lotta per il podio ha rischiato di spegnere i riflettori su Scott Dixon. Il neozelandese, leader del campionato, ha concluso soltanto in 9^ posizione. Al venerdì sera accusa un vantaggio iridato ridotto a 40 lunghezze (32 in meno del venerdì mattina). Il caposquadra del Chip Ganassi Racing ha navigato a lungo in 7^ piazza finché, dopo un tentativo di sorpasso andato male ai danni di Will Power, s’è lasciato infilare da Rahal e Harvey a causa di un lungo sull’erba. Gara amara anche per Marco Andretti, costretto al ritiro dal motore in fiamme, e per Hunter-Reay e Santino Ferrucci. I due piloti a stelle e strisce si sono avvitati in un doppio testacoda a inizio corsa, dopo una dura risposta del #28 a un attacco all’esterno del connazionale scapestrato. Ferrucci è riuscito a chiudere 15°, grazie anche a strategie attendiste che l’hanno spesso trasformato nell’ultimo pilota a fare le soste ai box. E segnaliamo una sua azione di disturbo a Herta, col quale ha un conto in sospeso a causa di un incidente a Mid-Ohio… (QUI la classifica di Gara 1).

Barry Cantrell/LAT for Chevy Racing
Barry Cantrell/LAT for Chevy Racing

Una cavalcata trionfale: questo l’esito della seconda corsa. Almeno per Will Power, che l’ha vinta partendo dalla pole position e ha resistito a quindici giri di assedio nel finale di gara. Il pilota australiano aveva dominato le fasi iniziali del secondo round, raggiungendo anche i 4”5 di vantaggio. Marcato prima da Colton Herta, poi da Alexander Rossi, poi di nuovo da Herta, il #12 è riuscito a portare a casa una bellissima vittoria che ne conferma la stoffa e il talento.

Sicuramente è deluso, ma anche Herta ha condotto un’ottima corsa. Il #88 si è mostrato molto solido e negli ultimi giri era chiaramente il più veloce in pista. È riuscito a strappare ad Alexander Rossi la piazza d’onore, anche se a dire il vero gli pneumatici duri esausti del #27 gli hanno risparmiato parte del lavoro. Unica sbavatura: il vantaggio del push-to-pass. L’americano cominciava l’ultima fase di gara con più secondi di boost a sua disposizione rispetto all’avversario, e ciononostante non è riuscito ad acciuffarlo. Momenti di tensione quando ha dovuto schivare Conor Daly: in fase di doppiaggio il #20 si è inavvertitamente messo in mezzo alla traiettoria, non trovando l’#88 negli specchietti. Nessun crash per fortuna. Rossi ha chiuso in 3^ posizione.

Dietro di loro continuava la battaglia per il titolo. Sembrava l’occasione giusta per una zampata di Newgarden, che a un certo punto della corsa era ben sette posizioni più su di Scott Dixon. Ma le cose sono andate diversamente: dopo una gara corsa col coltello tra i denti, la giovane stella dell’automobilismo americano si è accontentato della medaglia di legno (non senza un duello finale con Pato O’Ward). Scott Dixon si classifica 9°: il Kiwi è stato rallentato da un botto con Ryan Hunter-Reay che gli ha danneggiato il fondo.

Harvest GP

Al gran finale della stagione IndyCar, Scott Dixon si presenta con 502 punti in saccoccia ma il suo vantaggio su Josef Newgarden (470) ammonta soltanto a 32 lunghezze. Sarà una lotta agguerrita. Ma quest’anno niente doppi punti: la gara finale assegna punteggio standard (50 monetine a vittoria) e per Newgarden significa dover sperare di vincere, col rivale 10° o peggio (sempre che il campione in carica riesca a incassare polemost laps lead). Quanto al campionato motoristi, siamo al 1057 a 1001 per Honda. Difficilissimo per Chevy conquistare l’alloro a squadre: ma l’ultima parola arriverà soltanto, appunto, a St. Pete. Appuntamento al 25 ottobre!

Classifica Gara 2
Classifica Gara 2




Tags : Colton HertaHarvestIndianapolisindycarJosef NewgardenScott Dixon
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo della IndyCar.