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Info, orari e record: guida al GP del Brasile di F1





La guerra ormai è finita. Rimangono ancora due battaglie da combattere, ma l’esito dello scontro è scritto, immutabile, cristallizzato. La guerra, sportivamente parlando, l’ha vinta nel corso dello scorso GP Lewis Hamilton: il #44, con due gare d’anticipo, si è infatti laureato campione del mondo di F1 per la 4^ volta, mettendo fine alle disperate speranze di rimonta di un Sebastian Vettel che invece, all’improvviso, tra i cordoli brasiliani rischia di doversi guardare le spalle dal ritorno di Valtteri Bottas. 

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© Foto Colombo

Il finlandese infatti, pian piano, sta rosicchiando al tedesco quei punti che permetterebbero alle Frecce d’Argento di chiudere la stagione con un 1-2 in Classifica Piloti che sembrava impensabile appena due mesi fa. La Ferrari ed il #5 dovranno quindi continuare a vender cara la pelle anche lungo i 4,309 km del circuito di Interlagos, l’impianto brasiliano che trova posto appena fuori la metropoli di San Paolo. Nella terra carioca i piloti dovranno percorrere 71 giri, mettendo assieme 305,909 km sul piccolo tracciato composto da 15 curve (10 a sinistra e 5 a destra) e che si percorre in senso antiorario. All’Autodromo José Carlos Pace si viaggia con l’acceleratore completamente pigiato per il 60% del tempo sul giro, ma visto che per completare un passaggio si impiegano – o meglio, impiegavano – poco più di 70″ si registra un consumo medio pari ad 1,48 kg/giro. Sono 46 i cambi marcia mediamente effettuati nel corso di ciascun giro, mentre davvero ridotto al minimo è lo sforzo a cui sono sottoposti i freni: la Brembo definisce Interlagos “Very easy” per i suoi impianti frenanti, visto che solamente in 6 curve è necessario aggrapparsi alle pinze ed ai dischi del fornitore italiano. Si frena mediamente per 12″ ogni giro (il 18% del tempo di gara), la decelerazione media è pari a 3,9 G e solamente una staccata – quella della “S do Senna” – è considerata impegnativa dai tecnici italiani: lì si passa infatti da 338 a 101 km/h, con i piloti che nei 67 m e 2″82 di frenata subiscono una decelerazione di 4,5 G. Inoltre, per quanto riguarda la forza G, il valore più elevato in percorrenza lo si registra in Curva 11, quando per 0″8 si tocca un picco di 4,3 G. 

Due saranno le zone di utilizzo dell’ala mobile, una situata sulla “Reta Oposta”, vale a dire il rettilineo che collega Curva 3 a Curva 4, e l’altra piazzata invece sul rettifilo di partenza / arrivo. Conseguentemente, vista la distanza tra le due zone DRS, due saranno anche i Detection Point: il primo è infatti posizionato tra le due curve che compongono la “S do Senna”, mentre il secondo è piazzato all’uscita di Curva 13. Nel corso dell’edizione 2016, andata in scena sotto una pioggia battente, sono andati in scena ben 64 sorpassi, e le velocità massime di quest’anno dovrebbero essere nell’ordine dei 340 km/h. 

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Per 15 volte nel corso della storia del GP del Brasile a trionfare è stato il pilota che partiva dalla Pole, mentre si era qualificato il driver che ha vinto partendo più indietro sullo schieramento di partenza. Relativamente bassa è poi la possibilità di veder scendere in pista la Safety Car, che si attesta al 42%. Per quanto riguarda invece i record, destinati con ogni probabilità ad essere riscritti, il giro più veloce in prova ad Interlagos lo ha fatto registrare, a bordo della Ferrari F2004, Rubens Barrichello in 1’09″822. In gara e sulla distanza, invece, a farla da padrone è Juan Pablo Montoya: il pilota colombiano, sulla Williams FW26 del 2004, fermò il cronometro del giro sull’1’11″473 e completò la gara in 1 H 28’01″451. L’edizione 2016 ha visto trionfare Lewis Hamilton, che vinse davanti a Nico Rosberg ed a Max Verstappen, autore di una gara eccezionale soprattutto durante le allagatissime prime fasi della corsa.

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© Pirelli F1 Press Area

Pirelli, per questo GP, ha deciso di mettere a disposizione di team e piloti le mescole Medium, Soft e SuperSoft – anche in questo caso scelte più morbide di uno step rispetto al 2016 – oltre ovviamente alle sempre presenti Intermedie e FullWet. Se per i freni Interlagos non è considerato un circuito molto impegnativo, lo stesso non può dirsi per quel che riguarda gli pneumatici: le gomme delle F1 verranno infatti sottoposte ad elevati carichi laterali e longitudinali, con la posteriore destra che sarà particolarmente sollecitata. Le scelte delle varie scuderie, come sempre, sono ricadute sui compound più morbidi messi a disposizione da Pirelli: nessuno ha infatti deciso di portare più di un set di Medium, a dimostrazione di come Soft e SuperSoft – mescola che è al debutto in Brasile – saranno le più utilizzate durante il weekend. Va detto però che anche le gomme da bagnato potrebbero fare la loro apparizione in Brasile, visto che soprattutto nelle giornate di venerdì e sabato sono previste precipitazioni.

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© Pirelli F1 Press Area

Il GP del Brasile tornerà ad essere una diretta esclusiva di SkySport F1 (canale 207), con la Rai che invece proporrà il weekend in differita. Ecco tutti gli orari:

Venerdì 10 novembre

  • 13:00 – 14:30 -> FP1 | diretta Sky / differita su RaiSport+ dalle 17:20
  • 17:00 – 18:30 -> FP2 | diretta Sky / differita su RaiSport+ dalle 21:20

Sabato 11 novembre

  • 14:00 – 15:00 -> FP3 | diretta Sky / differita su RaiSport+ dalle 17:50
  • 17:00 -> Qualifiche | diretta Sky / differita su Rai 2 dalle 23:20

Domenica 12 novembre

  • 17:00 -> GP del Brasile | diretta Sky / differita su Rai 2 dalle 22:00

Qui trovate invece la Classifica Piloti aggiornata al GP del Messico:

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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT nel Carrera Cup Italia, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono partner di RedBull.com e accreditato F1. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.