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Info, orari, record (più una chicca su Alonso): Guida completa all’Indy GP di Phoenix





Back-to-back. Le stelle americane non si fermano mai e questa volta il Circus statunitense ha deciso di forzare la mano. Un’altra tappa prende forma dal calendario della IndyCar Series: è quella che si correrà a Phoenix non domenica, bensì questo sabato: 29 aprile.

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Si tratta di una gara storica per la serie americana. Sono 250 giri da compiersi in uno degli ovali più riveriti del lato più veloce dell’Atlantico. Si tratta di un ovale corto, lungo cioè appena un miglio preciso. La distanza da percorrere è perciò di 255,5 miglia, equivalenti a circa 411,099km.

Abbiamo deciso di darvi per intero il programma del weekend perché le prove libere e le qualifiche saranno in diretta dai profili social della IndyCar. Disponibili su Facebook, Twitter e Youtube, più il sito ufficiale della categoria, le prove libere andranno in diretta venerdì 28, dalle 16.00 ora locale (l’1 di notte tra il venerdì e il sabato, ora italiana). Le qualifiche invece godranno anche dello streaming NBC e saranno disponibili dalle 20.00 ora locale (05.00 ora italiana).

La gara scatterà alle 18.30 di sabato 29, cioè approssimativamente alle 03.30 del mattino di domenica 30. Sky Sport 3 trasmetterà in diretta l’evento. Perciò non avete più scuse: passate la notte di sabato in bianco, e dalle 03.30 sintonizzatavi sul 203 di Sky. Chi lo volesse può beneficiare di una comoda differita alle 10.00 su Sky Sport 2.

Ma torniamo all’ovale. Il Phoenix International Raceway è lungo un miglio ed è tecnicamente un triovale, benché segnali di avere quattro curve. È in Arizona e l’anno scorso è stato Scott Dixon a vincervi. Si tratta della prima corsa della stagione su un circuito di questo tipo ed è anche quella a chiudere il primo atto del 2017. Tra poco infatti inizia il maggio veloce, il mese in cui la IndyCar si dedica a piene mani al circuito di Indianapolis.

Simon Pagenaud sull'ovale di Phoenix

Il banking cioè l’inclinazione del tracciato, oscilla tra i 3° e gli 11° e quindi si tratta di livelli piuttosto bassi. Il record di pista è stato segnato nel 2016 da Helio Castroneves, che ha fermato le lancette del cronometro chiudendo un giro in 19”0997. I passati record di percorrenza non sono comparabili perché prima dell’anno scorso si correva per soli 200 giri sulla pista dell’Arizona. Ad ogni modo, nel 2016 Scott Dixon percorse le 255 miglia e mezzo in 1h49m39sec, alla velocità media di 139,822 miglia orarie. Solo Sam Hornish jr. con le sue 137,753 miglia orarie per 200 giri di pista, nel 2005 con Penske, è riuscito a fare qualcosa di simile.

Al momento Sebastien Bourdais (Coyne) rimane il primo in classifica piloti con 117 lunghezze. Ma ha quattro rivali nello spazio di 15  punti. Dietro di lui c’è infatti Scott Dixon (Ganassi) a quota 111, Josef Newgarden (Penske) a quota 110, Simon Pagenaud (Penske) a quota 106, e James Hinchcliffe (Schmitt Peterson) a quota 102.

Se voleste tener sotto controllo livree e numeri, vi alleghiamo la spotter guide. In ogni caso, l’unico cambiamento rispetto all’Alabama è Josef Newgarden che ritorna alla sua livrea tradizionale.

Volete sapere qualcosa di più su Alonso? Possiamo accontentarvi. Il pilota spagnolo ha ultimato un test al simulatore Honda per vetture IndyCar. È stato annunciato anche il suo primo collaudo reale di una monoposto americana: avverrà il 3 maggio. Secondo quanto riportato da Motorsport.com, lo spagnolo girerà circa 8 ore prima del celeberrimo «Ladies and gentlemen, start your engines!»





Tags : fernando alonsoPhoenix IndyCarScott DixonSebastien Bourdais
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo della IndyCar.