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Dice “Hey Nig*a” in una live: sponsor, iRacing, NASCAR e Ganassi sospendono Kyle Larson





Avrebbe dovuto essere una semplice gara online, quella che Kyle Larson ha disputato su iRacing lo scorso 12 aprile. Una corsa virtuale, organizzata per tenere allenati menti e riflessi dei piloti e pensata per intrattenere le migliaia di appassionati di Motorsport privati della tanto amata azione in pista, che nessuno pensava potesse trasformarsi in uno snodo così critico della carriera – e forse della vita – del pilota statunitense.

© Chris Trotman / Getty Images
© Chris Trotman / Getty Images

Riavvolgiamo rapidamente indietro il nastro degli eventi. La domenica di Pasqua Kyle Larson – nella NASCAR reale portabandiera del team di Chip Ganassi – ha preso parte all’evento “Monza Madness” assieme a parecchi suoi colleghi. Stando a quanto accaduto, il pilota statunitense durante le prove libere avrebbe perso il contatto audio con il suo spotter, il membro del team che nelle gare americane ha il compito di avvertire il pilota sul posizionamento delle vetture degli avversari nelle varie fasi della corsa. Dopo aver inutilmente cercato di ripristinare la linea, Larson avrebbe tentato di richiamare l’attenzione del suo spotter apostrofandolo con un “Hey nigga, can you hear me?”, una frase che non credo necessiti di particolari traduzioni per poter essere compresa da tutti.

E’ verosimile che, considerando la fase poco concitata delle prove libere ed il fatto che il pilota californiano si stesse rivolgendo ad un membro del suo team, quell’“Hey nigga” sia stato pronunciato in maniera colloquiale e senza fini realmente denigratori o offensivi, ma ciò non è bastato per evitare che su Kyle Larson si scatenasse una vera e propria tempesta. Essendo infatti in live streaming durante l’evento, tutti gli appassionati che stavano seguendo la corsa hanno avuto la possibilità di ascoltare ciò che il pilota – anzi, oramai ex pilota – di Chip Ganassi aveva detto, e da lì in avanti una valanga di insulti e di improperi sono stati rivolti nei confronti dell’avventato statunitense.  

Ma non è tutto, perché contro Larson si sono scagliati anche iRacing, i suoi sponsor Mc Donald’s e Credit One Bank, il suo team Chip Ganassi Racing e persino la serie in cui avrebbe dovuto correre anche quest’anno, vale a dire la NASCAR. Tutti, nessuno escluso, hanno stigmatizzato il comportamento avuto da Larson, e nelle ore immediatamente successive a quella frase infelice sono piovuti i comunicati ufficiali con cui i diretti interessati si preoccupavano di prendere le distanze dal pilota californiano e dal suo operato.

“Ci consideriamo una comunità delle corse che crea entusiasmo in tutto il mondo, ed abbiamo una rigida politica contro comportamenti e linguaggi offensivi – fa sapere iRacing“Quello utilizzato da Kyle Larson durante la diretta online è stato offensivo ed inappropriato, e rappresenta una violazione del nostro codice sportivo. Per questo abbiamo deciso di sospenderlo dalle nostre attività”. “Denunciamo un linguaggio altamente offensivo utilizzato da Kyle Larson durante l’evento tenutosi domenica su iRacing” – ha fatto eco la Credit One BankSosteniamo a pieno la decisione rapida presa da NASCAR e Chip Ganassi Racing di sospenderlo”. Già, perché come vi anticipavo poco più sopra tanto la scuderia quanto la serie motoristica in cui Larson correva hanno fatto sapere di voler sospendere a tempo indeterminato il pilota californiano. “La NASCAR ha reso diversità e integrazione una priorità, e non può tollerare il tipo di linguaggio utilizzato da Kyle Larson durante l’evento di iRacing domenica sera” – si legge infatti in una nota diffusa dal campionato a stelle e strisce – “Le nostre linee guida per la condotta dei partecipanti sono chiare al riguardo e le applicheremo in maniera molto rigida per mantenere la nostra base di fan e per il bene del settore”. “Siamo molto dispiaciuti per quanto ha detto Kyle l’altra sera nell’evento di iRacing” – ha infine aggiunto Chip Ganassi Racing“Le parole che ha scelto di utilizzare sono offensive ed inaccettabili. In questo momento abbiamo deciso di sospenderlo dalle attività, senza stipendio, portando avanti la questione con le parti interessate”.

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Quella che avrebbe dovuto essere solamente una gara online si è dunque rapidamente trasformata in un incubo per Kyle Larson. Che, ovviamente, ha subito cercato di tornare sui propri passi: “Voglio chiedere scusa, l’altra sera ho fatto un errore e ho pronunciato una parola che mai e poi mai dovrebbe essere detta, non ci sono scuse per questo” – ha infatti detto il 27enne californiano – “Non sono stato cresciuto in questo modo e so che è una cosa terribile da dire. Mi dispiace tantissimo per la mia famiglia, i miei partner, la comunità della NASCAR e specialmente per tutti gli afro-americani. So che probabilmente ho fatto un danno irreparabile e lo riconosco. Voglio solo dire quanto sia dispiaciuto e spero che in questi momenti assurdi tutti stiano bene e al sicuro”. Il mea culpa pronunciato da Larson, per il momento, non ha sortito alcun tipo di effetto: simulatore, team, campionato e sponsor non sembrano infatti essere minimamente intenzionati a perdonare il pilota statunitense. La cui carriera, a questo punto, sembra essere irrimediabilmente compromessa. 





Tags : Chip Ganassiiracingkyle larsonNASCAR
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow