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La Toyota #7 frantuma la Pole del 2016 nelle Qualifiche 1 a Le Mans! Velocissime le LMP2, bene le Aston





Io credo che ci sia stato quantomeno un fraintendimento, tra chi ha redatto il regolamento tecnico del FIA WEC per questo 2017 ed i team della classe LMP1. La FIA e l’ACO, infatti, nel corso dell’inverno si erano date da fare per ritoccare alcuni parametri, sia meccanici che aerodinamici, in modo tale da avere dei prototipi che a Le Mans non fossero in grado di rompere il muro dei 3’20” sul giro. E a dire il vero è stato effettivamente così. Le LMP1, infatti, non hanno rotto il muro dei 3’20” nella prima sessione di qualifiche ufficiali dell’edizione 2017 della corsa più lunga del mondo. Ma hanno rotto quello del 3’19”. 

© Joao Filipe Alves Beato
© Joao Filipe Alves Beato

3’18″793. E’ questo il tempo fatto segnare dalla Toyota TS050 Hybrid #7 di Kobayashi-Sarrazin-Conway, un crono che è già più rapido di quasi un secondo rispetto a quel 3’19″733 che nel 2016 valse la Pole alla Porsche 919 H di Neel Jani. E siamo solamente alla prima sessione di qualifiche, che è stata peraltro caratterizzata da una diminuzione di 20 minuti per ovviare ad un danno alle barriere causato da un incidente durante la gara “Road To Le Mans” e frammentata in tanti piccoli spezzoni – che hanno impedito ai piloti di trovare il ritmo giusto – a causa di continue bandiere gialle e Slow Zone. C’è quindi da pensare che i tempi siano ancora destinati ad abbassarsi, per la gioia di un’altra TS050, la #8 di Davidson-Nakajima-Buemi, seconda con il suo 3’19″431 ma che con il pilota inglese stava mettendo a segno un gran giro prima che una delle tante bandiere gialle ne spegnesse le velleità. Chiude poi il podio virtuale – e questa è quasi una notizia visti i riscontri avuti sia nel Prologo, sia nelle precedenti gare del WEC sia nei test collettivi a Le Mans – la prima delle Porsche 919 Hybrid, la #2 di Bernhard-Hartley-Bamber, capace di chiudere il proprio giro veloce in 3’19″710 a soli 3 decimi dalla seconda delle Toyota. Gli uomini di Weissach, tra l’altro, sono stati protagonisti di una miriade di interventi per cambiare il set up anche in questa sessione di qualifiche, e ciò lascia pensare che la loro intenzione sia quella di prepararsi al meglio per la gara, visto che le LMP1 di Stoccarda si troveranno quest’anno in inferiorità numerica rispetto a Toyota. La terza TS050 si piazza infatti in quarta posizione, con l’equipaggio formato da Lapierre-Lopez-Kunimoto che fa segnare un 3’19″958 che permette loro di staccare di 1″2 l’altra Porsche, la #1 di Lotterer-Jani-Tandy. E’ proprio il secondo dei prototipi tedeschi la LMP1 che è apparsa più in difficoltà nel corso delle qualifiche, con tutti i piloti che non si sono mostrati soddisfatti del feeling con la vettura e che hanno richiesto venissero effettuati parecchi aggiustamenti sulle auto.

Se poi le LMP1 hanno stupito per la loro velocità, lo stesso hanno fatto le vetture della classe LMP2. L’Oreca #28 di Perrodo-Collard-Vaxiviere è infatti riuscita ad abbattere il muro dei 3’30”, chiudendo il proprio giro migliore in 3’29″333, un crono che gli consente di rimanere addirittura a poco meno di un secondo di distacco dall’unica LMP1 non ibrida dello schieramento, quella di ByKolles affidata a Bonanomi-Webb-Kraihamer. Dietro la vettura #27 c’è poi un’altra Oreca, la #31 di Senna-Canal-Prost con il suo 3’29″851 ed è infine un’Oreca anche la terza auto che compone il podio virtuale, con la #25 di Petrov-Trummer-Gonzalez che si ferma però sul tempo di 3’30″502. E’ poi nella classe LMP2 che si sono visti i problemi maggiori sul fronte dell’affidabilità: la Dallara #27 di Sirotkin-Aleshin-Shaytar ha infatti accusato un principio d’incendio che l’ha costretta ad essere riportata ai box sul camion, e meglio non è andata purtroppo alla Dallara #47 di Belicchi-Sernagiotto-Lacorte. La vettura del Cetilar Villorba Corse nelle primissime fasi della qualifica ha infatti subito un guasto alla batteria che le ha permesso di portare a casa pochissimi giri, costringendo il team italiano ad accontentarsi di una provvisoria 17esima posizione che sarà però sicuramente destinata a migliorare nel corso delle sessioni successive.

© Marcel Langer
© Marcel Langer

Ci si studia ancora invece – e non potrebbe essere altrimenti, visto lo spauracchio del BOP che potrebbe cambiare tra le qualifiche e la gara – nella classe GTE-Pro. Davanti a tutti per ora c’è la Aston Martin Vantage #95 di Thiim-Sorensen-Stanaway con il suo 3’52″117, un crono più rapido di poco più di un decimo rispetto a quello fatto segnare dalla Ferrari 488 GTE #71 di Bird-Rigon-Molina, che ha fermato le lancette sul 3’52″235. Terzo posto provvisorio poi per l’altra auto di Maranello, la #51 di Pier Guidi-Calado-Rugolo (quest’ultimo subentrato al posto di Di Grassi, infortunatosi ad una caviglia durante una partita di calcio) con il suo 3’53″123, un tempo che le permette di stare davanti alla Aston #97 di Serra-Adam-Turner. Solo quinta posizione provvisoria per la prima delle Ford GT, la #67 di Derani-Tincknell-Priaulx, che non è andata oltre un 3’54″118 che però, visto l’andamento della gara dello scorso anno, non lascia tranquillo nessuno dei competitor della Casa dell’Ovale Blu. Così come non sono in molti a fidarsi del 3’54″243 messo a segno dalla prima Porsche 911 RSR, la #92 di Christensen-Estre-Werner: le GTE di Stoccarda infatti hanno lavorato troppo in ottica Le Mans per potersi accontentare solamente di un piazzamento, e si sospetta che finora si stiano nascondendo per evitare di incorrere in eventuali limitazioni per via del BOP.

© Joao Filipe Alves Beato
© Joao Filipe Alves Beato

Nella classe GTE-AM, infine, la Pole provvisoria è andata alla Aston Martin #98 di Lamy-Lauda-Dalla Lana, che ha chiuso il proprio giro più veloce in 3’55″134, un tempo più rapido di quello messo a segno dalle Ford GT PRO #69 e #66. In seconda posizione troviamo poi la Porsche 911 RSR di Reid-Dienst-Cairoli, con l’equipaggio di cui fa parte il giovane italiano che ha fermato il cronometro su un buon 3’55″692, staccando così di quasi 3 decimi l’altra Aston, la #90 di Bell-Yoluc-Hankey, con il suo 3’55″953.





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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT nel Carrera Cup Italia, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono partner di RedBull.com e accreditato F1. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.