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Perché la Raggi dovrebbe dire sì all’ePrix di Roma





Perché la Raggi dovrebbe dire sì all'ePrix di Roma

Ieri Fuori Traiettoria ha riportato che Virginia Raggi ha incontrato Alejandro Agag. I due hanno discusso di un ePrix da corrersi per le strade dell’EUR. Ma è una buona o una cattiva idea? E, soprattutto, diventerà realtà?

Chi scrive pensa sia un’ottima idea. Vediamo la questione sul fronte costi: un ePrix ha un impatto decisamente ridotto sulle casse comunali. Ecco perché spesso sono proprio le città a proporsi ad Agag, e non lui a elemosinare spazio e tempo per la Formula E. Il perché di questi costi ribassati è presto detto. Le strade sono bloccate un giorno soltanto (il sabato), più qualche oretta del venerdì per un po’ di ricognizioni. L’eCircus è molto ridotto rispetto al carrozzone della F1 e le vetture, molto più lente, richiedono standard di sicurezza più bassi.

Ma il pezzo forte della Formula E sono due vantaggi che difficilmente si riscontrano nelle altre serie automobilistiche. Il primo è il silenzio: la monoposto all-electric produce pochi decibel in più di un normale autobus urbano e quindi non dà troppo fastidio alla cittadinanza. Che avrebbe invece problemi ben più grandi con i bolidi di F1 o GP2 (un tribunale della Brianza mise a rischio l’esistenza dell’Autodromo di Monza proprio per questa ragione).

Il secondo elemento positivo è l’esplosione ecologica che questa serie porta con sé. Non è nuova la notizia del supporto della Formula E alla COP22 di Marrakech, e tutto il mondo delle Case costruttrici guarda alla serie come un esempio ambientalista. Al punto che, se già Renault e Audi se le danno di santa ragione (per tacere del gruppo Peugeot-Citroen per tramite della DS), alla porta stanno già bussando BMW, Mercedes e Volvo. Un bollino verde che diventa spesso il fiore all’occhiello delle amministrazioni comunali che ospitano gli ePrix.

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Il problema di Roma sono però i ‘torbidi’ che sta attraversando al momento la Giunta Raggi. Travolta da una serie di scandali che nelle ultime settimane hanno monopolizzato tutti i media, la Sindaca sembra essere sempre più in difficoltà. Una verità è emersa ed è sotto gli occhi di tutti: i cinque stelle hanno ereditato problemi giganteschi dalle passate amministrazioni ma non sembrano essere capaci di far qualcosa di meglio. Ed è così partito un tiro alla fune mediatico tra la dirigenza del PD e quella del M5S proprio sulla Raggi. Se pochi mesi fa Roma era al centro di una guerra politica tra i due enfant prodige del Movimento, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, adesso tutti i grillini sono compatti nel difendere la Raggi dalla continua pioggia di accuse.

Per rilanciare un’amministrazione maltrattata da tutti i giornali e le televisioni, l’ePrix di Roma potrebbe esser sembrata una carta valida. Sarebbe un forte segno di discontinuità dalle passate amministrazioni: i sogni di gloria di Gianni Alemanno (che sognava addirittura la F1 sotto il Colosseo e aveva lanciato sulle TV uno spot intitolato Formula Futuro) si erano sciolti come neve al sole quando Ecclestone aveva detto «L’Italia può avere un solo GP» e nessuno aveva supportato la sua proposta di alternanza tra Monza e Roma.

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Organizzare un ePrix potrebbe aiutare la Raggi a cancellare il ricordo delle Olimpiadi annullate. La mancata candidatura si sposava con il programma elettorale della Sindaca proprio a causa dei costi immensi e degli enormi problemi logistici che comportava: un ePrix è molto più economico e gestibile. Ecco perché forse potrebbe realizzarsi.

Le proteste dell’EUR devono essere rispettate ma un’analisi dei costi e dei benefici potrebbe portare a un verdetto favorevole alla corsa. Vero che la legge italiana proibisce gare su circuiti cittadini, ma deroghe sono state chieste e ottenute in passato (dopotutto l’Italia è uno dei Paesi più corsaioli in assoluto, patria di piloti e scuderie noti in tutto il mondo). Dopotutto, assicurare a Roma la presenza di star dell’automobilismo e non solo, per non parlare di una diretta in mondovisione e del carico simbolico di ospitare una serie tanto rivoluzionaria potrebbe essere un’ottima idea per il rilancio della Capitale.

Riorganizzare il traffico per trenta-trentasei ore e spendere un po’ di denaro per riasfaltare l’EUR (il che, a mio parere, sembra un altro elemento a favore dell’ePrix) potrebbe portare insomma a vantaggi da non sottovalutare. Sapete tra l’altro chi ha legato a doppio filo la sua immagine alla serie? Leonardo DiCaprio. Proprio lui, il premio Oscar più preso in giro della storia, attento all’ambiente  ed entrato tempo fa nel novero di star che supportano la formula. E altri testimonial della serie verde non mancano affatto.

Da non dimenticare neanche il ritorno economico. L’eCircus forse non emoziona per la qualità delle gare ma la griglia è decisamente competitiva. Infarcita da ex F1, giovani rampanti e turisti delle serie americane (qualche esempio: Sebastien Buemi, Robin Frijns e Mike Conway), ha tutte le carte in regola per attirare una discreta mole di appassionati a caccia di autografi. Per non parlare dei semplici curiosi.

Un’ombra pende però su questo progetto. I problemi politici della Giunta Raggi. Tutto dovrebbe andar bene altrimenti il rischio dell’ennesima grana potrebbe indurre la Sindaca a rinunciare all’idea. Anche perché le opposizioni sono sempre all’erta e mettersi contro i comitati dell’EUR sarebbe una mossa davvero importante per un Movimento che ha sempre fatto della democrazia diretta il proprio vanto. Ma c’è da dire che il gioco potrebbe valere la candela, eccome. E quindi apriamo bene le orecchie e vediamo che scelta farà Virginia.





Tags : ePrix RomaFormula ELeo DiCaprioVirginia Raggi
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo di IndyCar e Formula E. Collaboro anche per Talenti Lucani-Passaggio a Sud (www.talentilucani.it), e per Leukòs (https://leukos.home.blog/). Ho scritto pure per Onda Lucana.