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Renault, la R.S. 17 è davvero interessante! Prima analisi della monoposto di Hulkenberg e Palmer





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E tre. Nella settimana di presentazioni ufficiali che prelude alla prima sessione di test pre-stagionali in quel di Barcellona, oggi è stata la Renault a svelare la propria arma per la stagione 2017. E così, durante una cerimonia trasmessa in Live Streaming da Londra, i vertici della Casa francese hanno mostrato per la prima volta la nuova R.S. 17, la vettura che sarà affidata a Nico Hulkenberg e Jolyon Palmer.

Sono stati proprio i due piloti titolari della squadra a togliere i veli alla monoposto, che si è presentata subito con una livrea differente rispetto a quella della stagione 2016, con una maggiore presenza di nero soprattutto nella zona posteriore, forse anche per mascherare dimensioni o soluzioni estreme in questa prima fase di studio e pretattica. Anche perché, pur con il beneficio di alcuni dubbi vista l’illuminazione non esattamente abbacinante sia nel corso della presentazione che nelle foto ufficiali, la R.S. 17 presenta delle soluzioni che a prima vista sembrano davvero interessanti.

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Il musetto, come quello dello scorso anno, presenta l’ormai tipica protuberanza che consente alla vettura di rispettare l’altezza minima da terra prevista dal Regolamento tecnico. Sono però i piloncini di supporto a colpire davvero: si estendono in lunghezza per parecchi cm al di sotto del musetto, con il chiaro obiettivo – vista quella che sembra essere un’inclinazione verso l’esterno – di generare intorno alla zona neutra il vortice Y250 e di meglio indirizzare i flussi d’aria che vengono colpiti frontalmente verso gli enormi bargeboards dalla forma molto squadrata e dall’altezza importante posti davanti alle prese d’aria. Elaborata pare essere poi, in questa sua prima versione, anche l’ala anteriore: il profilo principale, come da Regolamento, è a freccia, e si notano due elementi verticali – uno dei quali sorregge anche un elemento orizzontale collegato alla paratia laterale – anch’essi con una svergolatura verso l’esterno della vettura, così come verso l’esterno tendono i tre profili superiori dell’ala e l’endplate. Il tutto per cercare di convogliare all’esterno degli pneumatici la maggior quantità di aria possibile al fine di limitare le turbolenze generate dall’impatto dell’aria con le gomme. Se poi l’auto mostrata nella presentazione l’aveva tenuto nascosto, le foto messe a disposizione da Renault Press raccontano tutta un’altra storia: l’S-Duct, sulla R.S. 17, c’è eccome. Il condotto in questione è uno dei grandi ritorni di questa stagione, e permette di convogliare sulla parte superiore della carrozzeria l’aria che passa al di sotto del musetto tramite un condotto aperto proprio al suo interno – la cui apertura è ben visibile nelle immagini dall’alto. Soluzione poi di scuola Mercedes per quanto riguarda il braccio dello sterzo, parecchio ribassato rispetto al 2016 forse per fare spazio ad una sospensione anteriore più elaborata – con un terzo elemento idraulico? Chissà. Interessante anche il posizionamento di due piccole appendici alari immediatamente dopo gli specchietti retrovisori, ai lati dei quali trovano poi posto due ulteriori piccole paratie verticali, anch’esse svergolate verso l’esterno.

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Anche osservata lateralmente la R.S. 17 offre diversi elementi di riflessione. Il deviatore di flusso a ponte – legato alla carrozzeria tramite una paratia orizzontale dal caratteristico ed innovativo disegno “a cupola” – è parecchio inclinato all’indietro, a differenza di quanto visto finora con Williams e Sauber. Si nota poi come, proprio all’altezza delle prese d’aria, la carrozzeria sembri quasi sollevarsi, quasi a creare una sorta di incavo: una soluzione che permetterebbe di incanalare ancora meglio l’aria verso la zona posteriore della vettura, che presenta sul fondo piatto – la cui parte anteriore non è “smussata” come sulla C36 ma presenta delle piccolissime paratie – due generatori di vortici piazzati davanti agli pneumatici ed un elemento verticale che potrebbe servire ad indirizzare parte dei flussi verso il diffusore e parte dei flussi verso appunto i suddetti vorticatori. Anche la R.S. 17 mette in bella mostra una vistosa pinna – che appare leggermente rivolta verso l’alto – sul cofano motore, che fascia il nuovo propulsore R.E. 17 in maniera estrema, al punto tale da far decidere ai motoristi Renault di indirizzare meglio l’aria verso l’ERS ed il motore termico tramite una suddivisione in tre “slot” dell’airbox, seguendo una soluzione Mercedes già vista sulla W07 Hybrid. L’ala posteriore è inclinata come da Regolamento, e in linea con quello che sembra uno dei leitmotiv della stagione ha le paratie laterali svasate che terminano con un incavo a V, con delle aperture sia nella parte superiore del bordo d’attacco sia nella parte inferiore del bordo d’uscita. Il profilo principale sembra leggermente concavo pur seguendo una linea retta e non essendo invece a cucchiaio, e la parte dell’ala che stallerà è invece caratterizzata, come Williams e Sauber, da un altro piccolo incavo a V al centro. Anche sulla R.S. 17, inoltre, l’ala posteriore è collegata al cofano motore da un braccio in carbonio.

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Vista dall’alto, della R.S. 17 si notano – oltre al già citato S-Duct che qui vedete appena dietro il #27 ed ai generatori di vortici sul fondo – 3 paratie verticali che partono dall’ala anteriore con l’obiettivo di indirizzare meglio i flussi anche a vantaggio del raffreddamento dei freni e le 7 aperture posizionate sulle pance per far meglio areare la nuova P.U. Renault, accreditata di una potenza molto simile ai propulsori di Mercedes e Ferrari. Un motore che tra l’altro deve avere una disposizione degli elementi interni particolarmente interessante, vista l’estrema miniaturizzazione della zona posteriore della R.S. 17. La pulizia delle pance si nota già da una visuale laterale, ma è dall’alto che si capisce davvero quanto la rastremazione sia estrema sulla nuovo monoposto di Casa Renault, che addirittura vede le proprio pance “affogare” al di sotto della parte finale del cofano motore, con una zona della Coca-Cola a tratti quasi esemplare.

In attesa che i Test di Barcellona mostrino qualcosa di più alla luce del sole, possiamo sicuramente dire che quell’aura di dismissione e disinteresse che aleggiava intorno alla R.S. 16, una vettura nata già vecchia, con la R.S. 17 si è decisamente sciolta come neve al sole. Renault è tornata ad impegnarsi seriamente in F1: vedremo se questo basterà a spaventare Ferrari, RedBull e soprattutto Mercedes.





Tags : analisi renault r.s. 17f1renaultrenault f1 teamrenault r.s. 17
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia 2019, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse 2019, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono partner di RedBull.com e accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.