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Credevo che andare forte fosse difficile. Poi ho provato la Seat Leon Cupra SC





Sorprendente. Sarebbe esattamente questo il termine che utilizzerei se qualcuno mi chiedesse di descrivere in una sola parola la Seat Leon Cupra SC, uno dei modelli più potenti e veloci che si possano trovare nel listino della Casa di Martorell. Nessun’altra auto finora provata è infatti riuscita a spingersi così tanto oltre le aspettative che mi ero creato, e dunque non posso far altro che definirla in questo modo: sorprendente.

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Mi sembra quasi di intravedere lo stupore negli occhi dei 25 lettori di manzoniana memoria che staranno scorrendo le righe di questa recensione. “Ma come, una Seat sorprendente?”. Già signori miei, è proprio così, con buona pace di molti (e sbagliati) preconcetti. Ed è proprio così nonostante – ve ne do atto – la Leon Cupra SC non faccia pressoché nulla per suscitare sorpresa negli occhi di chi la guarda. Dal punto di vista estetico infatti, come molte altre delle sue concorrenti, neanche quella che figura come una delle più aggressive Leon in circolazione mostra i muscoli in maniera sfacciata. I 5 fori piazzati sopra la calandra a nido d’ape sulla quale campeggia il vecchio logo Cupra, i cerchi da 19″ montati su pneumatici 235/35 nei quali si annidano rosse pinze freno, le piccole minigonne laterali ed il doppio terminale di scarico alloggiato nel piccolo diffusore posteriore: rispetto alle sue versioni più docili la Leon Cupra si distingue grazie ai dettagli, e ad un occhio poco attento questa variante della segmento C della Casa spagnola potrebbe tranquillamente sembrare una Leon come un’altra.

Non che sia un male, precisiamolo. Le linee di quest’auto – a detta di Martorell – sarebbero ispirate alla silhouette della lince, ed oggettivamente le forme della Leon sono gradevoli allo sguardo grazie a quel mix di rotondità e spigoli che la contraddistingue. Tuttavia, anche in questo caso si sente odore d’occasione mancata: la Cupra SC è fin troppo sobria per essere una versione aggressiva, e dispiace che per rendere riconoscibile un’auto sembra si preferisca ricorrere ad una firma luminosa full LED – decisamente inconfondibile ad onor del vero – piuttosto che a qualche intervento estetico in più.

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Anche perché, nel caso della Leon Cupra SC, neppure quando ci si cala nell’abitacolo si ha compiutamente la sensazione di essere alla guida di un qualcosa di speciale. Tralasciando infatti i bellissimi (e comodissimi) sedili su cui spicca la scritta Cupra e qualche dettaglio racing qua e là – vecchio logo Cupra su volante e tachimetro in primis -, tutto è praticamente come e dove lo troveremmo sulle altre versioni della Leon. L’abitacolo è improntato alla razionalità, e qui più che l’indole iberica a venir fuori è decisamente l’animo teutonico del Gruppo VW: comandi superflui non trovano posto né sulla plancia né sul tunnel centrale (entrambi realizzati con buoni materiali) ed ogni cosa è esattamente dove vorremmo che fosse.

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A dominare la plancia è lo schermo da 8″ del buon sistema di Infotainment, mentre sul tunnel centrale, vista l’assenza della leva del freno a mano, a rubare la scena c’è la leva del cambio DSG, azionabile anche tramite i piccoli paddle che fanno capolino da dietro le razze laterali del volante. Questa impressionante ergonomia dell’abitacolo azzera sostanzialmente il periodo di adattamento iniziale, e sentirsi perfettamente a proprio agio al posto guida – ma anche su tutti gli altri sedili – della Leon Cupra SC è davvero questione di minuti. Il che, sinceramente, è un bene, visto quanto forte riesca ad andare questa automobile.

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A spingere infatti la Seat Leon Cupra SC c’è una vecchia e fida conoscenza del Gruppo Volkswagen, vale a dire il 4 cilindri in linea turbo a benzina da 2.000 cc che qui è in grado di erogare 300 CV di potenza a 5.500 rpm e 380 Nm di coppia a 1.800 rpm. Silenzioso e fluido nell’erogazione ai bassi regimi, questo motore subisce una sostanziale metamorfosi non appena si supera la soglia dei 3.000 giri: a quel punto, in maniera quasi inaspettata vista la sua apparente indole sonnacchiosa, inizia a spingere in maniera veemente mettendo in seria difficoltà le bistrattate gomme anteriori, le sole su cui può scaricare la propria potenza. La Leon Cupra SC, che vanta 3 modalità d’utilizzo utili – Eco, Confort ed Individual – ed una sola fondamentale, la “Cupra” per l’appunto, è un fulmine, un qualcosa di decisamente più veloce di quello che mi aspettassi: con un sound reso leggermente più coinvolgente grazie all’impianto audio, il 2.0 TSI spinge gli oltre 1.400 kg in ordine di marcia della Leon con una facilità apparentemente disarmante, permettendovi di raggiungere velocità superiori ad ogni ragionevole limite nell’arco di un battito di ciglia.

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A funzionare in simbiosi con il motore è poi il cambio, il solido DSG a 6 rapporti che su tanti modelli del gruppo tedesco è stato apprezzato. Il doppia frizione teutonico si conferma ai vertici della categoria, riuscendo ad essere fluido, preciso e veloce sia nell’utilizzo quotidiano sia quando si decide di aumentare un po’ il ritmo facendo muovere rapidamente i paddle tra le dita. Rapportatura adeguata alla tipologia di macchina, mai un’incertezza – neanche quando lo si abbandona al proprio destino viaggiando in modalità Drive -, mai un intoppo: il DSG sulla Leon Cupra si comporta in maniera esemplare, non facendo assolutamente rimpiangere il pedale della frizione e la leva del cambio manuale ma riuscendo anzi a far divertire molto, anche in utilizzo decisamente poco tranquillo.

La versione “pepata” della segmento C di Martorell scatta da 0 a 100 km/h in appena 5″6 e raggiunge una velocità massima (autolimitata) di 250 km/h, ed è dunque ovvio che all’altezza di queste prestazioni debbano essere anche i freni. Le pinze rosse dell’impianto griffato Brembo mordono infatti dischi autoventilanti da 340 mm all’anteriore e da 310 mm al posteriore, e la staccata della Leon è ottima in qualsiasi situazione: il pedale del freno impiega davvero moltissimo per allungare – e di un nulla – la propria corsa, e la Cupra riuscirà sempre a darvi l’impressione di potersi fermare in un fazzoletto d’asfalto, trasmettendovi una grande sicurezza ed assicurandovi quindi un discreto divertimento.

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Già, un divertimento discreto. Non un qualcosa di irripetibile dunque. Intendiamoci subito, prima di cadere in equivoci: la Seat Leon Cupra SC, da guidare, è fantastica. Oltre ad un ottimo motore, ad un cambio superlativo e a dei freni più che adeguati, la segmento C di Martorell mette sul piatto anche una tenuta di strada ai vertici della categoria, con il differenziale Haldex che si impegna al massimo – riuscendo a trasferire fino al 100% della coppia motrice su un unico pneumatico – per garantire trazione su ogni fondo e in ogni situazione. Tuttavia, è forse proprio tutta questa tendenza alla perfezione a filtrare più del necessario le sensazioni di guida.

Mi spiego meglio. A bordo della Seat Leon Cupra SC, dopo 5′ netti, si ha la netta sensazione di poter già andar forte. Anzi, di poter già andare fortissimo. Il tutto, peraltro, senza neppure dover possedere particolari abilità di guida. Non si scompone in frenata, ha un’anteriore che rimane piantato a terra sia in percorrenza che in ingresso, lo sterzo è preciso e comunicativo, non dà mai l’impressione di essere pronta ad abbandonarvi da un momento all’altro: è così sincera, così lineare, da rendere la guida quasi una sostanziale formalità, un qualcosa che si riassume nel semplice gesto di pestare sull’acceleratore – magari non a centro curva, visto che come tutte le trazioni anteriori anche la Leon Cupra sottosterza -, ruotare il volante e lasciar fare al DSG, sforzandosi al massimo di muovere le dita sui paddle.

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E se sono sufficienti solamente 5′ per far avere una simile percezione, ne bastano altri 10′ per trasformare “la netta sensazione” di cui poco più sopra in un’inamovibile certezza: la Seat Leon Cupra SC va forte – anzi, fortissimo – sempre, dovunque e comunque. E anche a prescindere da chi sia seduto dietro al suo volante. Se lo considero un difetto? Direi di no. Semmai mi verrebbe da definirla come mancanza di una spiccata personalità. Che però, per i 36.600 € che sono necessari per portarsi a casa un’auto che vada così forte, mi sento tranquillamente di poterle perdonare. 

Si ringraziano ASPhotography e Nicolas Magoni Photography per le foto.





Tags : provarecensioneseatseat leon cupratest drive
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", ho creato FuoriTraiettoria per dirvi la mia sul mondo dei motori in totale indipendenza. Addetto Stampa per la Force India nel GP di Monza 2015 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam ed Addetto Stampa per Honda HRC nel GP di Misano 2016 e nel GP del Mugello 2017.