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Sebastien Ogier vince in Messico, Tanak e Neuville limitano i danni in una gara che lascerà strascichi





Terza gara stagionale, seconda vittoria per il 6 volte titolato Sebastien Ogier che acciuffa in Messico un trionfo molto diverso rispetto a quello ottenuto in gennaio nella corsa inaugurale a Montecarlo. Se nel Principato il francese ha dovuto sconfiggere Neuville in un duello protrattosi per 3 giorni, in America è stato sfidato a turno da diversi piloti, tutti progressivamente ritiratisi per incidenti o problemi tecnici.

Sebastien Ogier vince in Messico, Tanak e Neuville limitano i danni in una gara che lascerà strascichi

Per una volta, inoltre, possiamo affermare senza il timore di esagerare che il transalpino è stato anche aiutato dalla dea bendata. Infatti, l’interruzione della PS 10 per bandiera rossa in seguito all’incidente di Lappi, gli ha consentito di minimizzare il danno in classifica in seguito ad un tempo imposto rivelatosi piuttosto generoso nei suoi confronti.

Tuttavia sarebbe un’eresia negare i meriti del transalpino in questa vittoria, coronata dal trionfo in Power Stage, con il #1 che precede un Ott Tanak (+30.2) in grado di minimizzare i danni come difficilmente è stato in grado di fare in passato. L’estone, che non ha mai avuto la costanza tra le sue migliori doti, è stato molto bravo nell’impostare la rimonta dopo un brutto day 1 e, aiutato dall’elevatissimo numero di ritiri, è stato in grado di collezionare il terzo podio in altrettante gare.

Si tratta invece del primo podio stagionale per M-Sport, grazie alla prestazione di Elfyn Evans (+49.9), in grado di issare la sua Ford in terza piazza. Il gallese non è stato in grado di resistere al rientro della furia baltica, che ha affrontato le prove di sabato e domenica con tempi regolarmente migliori dei suoi, ma è stato in grado di preservare al meglio la sua macchina e di non fare errori, due fattori rivelatisi cruciali al termine di una gara durissima.

Ai piedi del podio troviamo Thierry Neuville (+1:27.0), lontanissimo dal leader ma anch’egli capace, in qualche modo, di limitare i danni grazie all’ecatombe di mezzi avvenuta in questo weekend. Il pilota belga è costretto a cedere la seconda posizione in classifica generale al rivale Ogier, ma si mantiene molto vicino in termini di punti dopo una gara che avrebbe fatto presagire ben peggio.

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Interessante rimarcare come Kris Meeke (+6:06.2), quinto e molto distante da coloro che lo precedono, sia l’ultimo tra le WRC che non hanno usufruito del Rally 2. Il nordirlandese si stava giocando la testa della corsa quando, lungo la PS 12, un problema ad un montante di una sospensione (forse causato da un contatto fortuito) ha messo fine alle velleità di podio del 39enne, che si consola con il secondo posto in una Power Stage micidiale.

Come sesto assoluto, sorprendentemente, troviamo il tanto veloce quanto insospettabile Benito Guerra (+15:35.5), vincitore del WRC-2 su Skoda Fabia R5. Vedere auto simili così avanti in classifica è veramente raro (l’ultima volta accadde nel 2017, e al volante c’era Andreas Mikkelsen), ma se si pensa alla dinamica unica di questa gara, si comprende perché il pilota di casa possa aver ottenuto un risultato così impressionante.

Il medesimo discorso vale anche per Marco Bulacia Wilkinson (+18:51.5), anch’egli su Fabia R5, che segue il messicano nella classifica di classe.

Chiudono la zona punti Jari-Matti Latvala (+18:55.9) rientrato con il Rally 2 sabato mattina, Dani Sordo (+) e Ricardo Trivinho Bujalil (+26:21.7), sempre su Fabia R5.

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Fuori zona punti Andreas Mikkelsen (11esimo, +36:35.1), che nella giornata di sabato ha coronato una gara sfortunata trovandosi davanti ad un cancello sbarrato in piena Prova Speciale, ed Esapekka Lappi (14esimo, +1h03:40.5). Vorrei puntualizzare, come chiusura di questo pezzo riguardante il Rally del Messico, che gare come la Polonia sono state allontanate dal Mondiale per motivi di sicurezza molto meno gravi di quelli presentatisi in questo weekend.





Tags : Rally del MessicowrcWRC 2019
Pietro Manfrin

The author Pietro Manfrin