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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP d’Italia





Anche in questo particolarissimo 2020 il Bel Paese diventa teatro di una delle gare storiche del Mondiale di Formula 1. È il weekend del GP d’Italia, e queste sono le 10 cose che nessuno vi ha mai detto a riguardo!

GP d'Italia
© DPPI / Alfa Romeo Racing Press

Il weekend del GP di casa rischia già di trasformarsi in uno dei più – sportivamente – cupi per le Rosse di Maranello. Il disastro di Spa e la carenza di aggiornamenti portati in una pista dalle caratteristiche molto simili a quella belga non fanno sicuramente ben sperare per un buon risultato in terra brianzola. L’instabilità della SF1000 al posteriore ed una Power Unit poco prestazionale anche in coda alle altre vetture fanno intendere che anche per il Gran Premio d’Italia i piloti in rosso si ritroveranno in balia di quegli accadimenti che ventilano la possibile presenza di problemi elettronici in scia: gli e-venti.

Sempre più leader Lewis Hamilton, sempre più imbattibile la Mercedes. A Stoccarda non sembrano aver patito il divieto di utilizzo del “Party Mode”, sofisticata tecnica ingegneristica in grado di far funzionare il motore a regimi più alti garantendo picchi di prestazione elevati. Non ha patito il divieto neanche la Ferrari, che di questa tecnica ha realizzato una versione più basilare pensata esclusivamente per aiutare la fase di accensione della problematica SF1000; il nome di tale meccanismo è “Parti, mo’!”, derivante dal tipico grido di frustrazione dei piloti nel momento di ogni avvio della vettura.

Questioni tecniche a parte, lo storico asfalto di Monza è pronto ad ospitare l’ottava gara dell’atipica stagione 2020. Perché la scia è così importante? Chi fu la prima a scoprirne gli effetti? E soprattutto, perché i Tifosi si ostinano a guardare le bruttissime prestazioni della loro scuderia del cuore? La risposta a queste ed altre domande nelle 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP d’Italia!

  1. 1. Sono sempre più insistenti le indiscrezioni che vorrebbero la multinazionale milanese Pirelli come sponsor ufficiale della pista, voci prontamente respinte ed allontanate dal Responsabile dell’azienda in pista; insomma, possiamo dire che Mario isola;
  2. La prima curva del vecchio “Anello Alta Velocità” è stata tolta dal layout dell’attuale circuito;
  3. La curva sopra è levata;
  4. Il tracciato di Monza è noto come “Il Tempio della velocità”, nome derivante dal fatto che ivi si prega di non uscire di pista;
  5. I team radio che i muretti eseguono per comunicare la seconda posizione ottenuta (“P2!”) sono vietati alla seconda variante, onde evitare che questa si trasformi nella Variante della Loggia;
  6. Visto il timore che incute ai piloti, la terza e velocissima variante del circuito brianzolo è stata ribattezzata Ascary;
  7. Le due curve in successione situate a metà tracciato sono note per un asfalto non proprio liscissimo, e a causa dei sobbalzi in percorrenza spesso danneggiano le parti più sensibili delle vetture. Lesmo ntano proprio;
  8. La Monaca di Monza è stata la prima donna a provare l’effetto scia, aiutata dalla circostanza che vivesse in Con-vento;
  9. In onore all’attività svolta durante il lock-down le porte del circuito saranno aperte solamente ai medici, che potranno così passare da una pista all’altra;
  10. I lunghi rettilinei del circuito fanno sì che, mentre cercano di avvicinarsi alle vetture che li precedono, lungo la loro percorrenza i piloti più annoiati abbiano tempo di leggere addirittura un libro. Di quale autore? Sciascia, naturalmente.




Tags : 10 cosef1f1 2020formula 1GP ItaliaMonza
Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Nato nel '97, sono fanatico di motorsport ed umorismo almeno dal '96. Tento di vivere, raccontare e trasmettere la mia passione in una chiave diversa dal solito.