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In terra russa, la Scuderia di Maranello ha portato un piccolo pacchetto di aggiornamenti utile a capire – secondo Binotto – se la strada intrapresa in vista del 2021 sia quella giusta. Ecco quindi, nel dettaglio, tutti gli aggiornamenti aerodinamici portati in quest’ultimo GP.

Ferrari ha portato una nuova ala anteriore. Con un marciapiede più curvo – com’era ad inizio stagione – ed una paratia lievemente più inclinata, si è tornati a inseguire il tanto cercato effetto “outwash” per far sì che volumi d’aria maggiori possano lambire pance e fondo. Leggermente ridimensionato anche lo scivolo sotto le “narici” del muso.

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Un lato importante che ci preme sottolineare è quanto queste modifiche abbiano indicato qual è la strada scelta da Ferrari per il 2021: una strada non facile, che porta a una lenta conversione del concetto di una vettura che precedentemente mirava a prendere spunto più da Red Bull che non da Mercedes e che invece, dopo una stagione 2020 particolarmente difficile, ora sembra aver cambiato direzione.

Queste inversione di tendenza si vede chiaramente nell’endplate dell’ala posteriore portata in Russia: è molto simile a Mercedes, sia nella comparsa dei gradini superiori che nella conformazione dei tre soffiaggi, comparsi in sostituzione delle frange in stile SF90.

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Sopra la vecchia configurazione, sotto la nuova portata in Russia.
La configurazione portata in Austria da Mercedes
La configurazione portata in Austria da Mercedes

Questo sviluppo in particolare è volto ad aumentare la pochissima aderenza al retrotreno della SF1000, aspetto che si era tentato di correggere già tramite il notevole abbassamento dell’angolo rake adottato a partire da Silverstone 2. Questo problema a dir la verità piuttosto importante – e accusato già dalla SF90 -, va a diminuire notevolmente la guidabilità di una vettura che ha molti problemi anche all’anteriore (notare la reazione della vettura di Sebastian in qualifica al rimbalzo sul cordolo).

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Altro particolare interessante è la zona bargeboard, arricchitasi di una soluzione che va curiosamente a prendere ispirazione dalla Haas VF-19.

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In conclusione possiamo dire che Ferrari ha scelto, con umiltà, di fare un passo indietro e di iniziare a guardare agli altri con più interesse. Chissà se questo potrà servire a farne altri di passi, ma questa volta in avanti.





Tags : analisi tecnica SF1000f1f1 2020ferrariformula 1scuderia ferrari
Christian Falavena

The author Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica da qualche anno. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ora aspirante ingegnere meccanico presso l'Università degli Studi di Ferrara, in cui sono responsabile aerodinamica nel programma Formula Student.