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Caccia al…Toro: chi sul sedile della STR13 del 2018 al fianco di Pierre Gasly?





La questione line-up in Casa Toro Rosso, per questo 2017, è decisamente definita. Ma se l’appiedamento tanto repentino quanto improvviso di Daniil Kvyat ha permesso a Pierre Gasly di subentrare nel mondiale di F1 a bordo di una delle due STR12, quello stesso appiedamento ha creato un grattacapo di non poco conto per la scuderia faentina in ottica 2018. Visto che ora il 3° pilota del team è stato già collocato, chi andrà ad occupare il sedile della STR13 che nella prossima stagione verrà lasciato libero da Carlos Sainz, novello alfiere Renault?

© Damiano Fiorentini
© Damiano Fiorentini

Ci sono due elementi fondamentali da tenere in considerazione prima di spulciare uno ad uno i papabili al volante della futura Toro Rosso: il primo è che la scuderia faentina a partire dal 2018 sarà motorizzata Honda; il secondo, invece, è rappresentato dalle nuove regole sull’ottenimento della superlicenza, visto che ora si terrà conto – in breve – dei risultati ottenuti nel corso dei 3 anni precedenti alla eventuale richiesta e dell’età, con i piloti minorenni che in nessun caso potranno ottenere l’agognata licenza di guida.

Una volta effettuate le dovute premesse, andiamo ad analizzare i piloti papabili e vediamo per quali motivazione non potrebbero – o potrebbero – essere selezionati:

  • SEAN GELAEL: il rampollo KFC, attualmente impegnato in Formula 2, ha già disputato per la scuderia italiana sia i Rookie Test a Budapest sia qualche sessione di FP1, e dalla sua ha anche una “valigia” di un certo spessore. Eppure la sua candidatura, attualmente, non è da prendere in considerazione: Gelael infatti, per via degli scarsi risultati ottenuti, non ha accesso alla Superlicenza.
  • NIKO KARI: gli scarsi risultati sono anche il problema del giovane finlandese, secondo ed ultimo elemento tra le fila del vivaio RedBull tra Formula 2 e GP3. In più, per via del rendimento decisamente sotto le aspettative di questa stagione, è stato escluso dal progetto giovanile dei “Tori”, ritrovandosi la strada clamorosamente sbarrata.
  • NOBUHARU MATSUSHITA: è giovane, è tester – per di più nipponico – di Honda, arriva da una discreta stagione in F2… Effettivamente, sembrerebbe avere tutte le carte in regola. Se non fosse però per la questione Superlicenza: solamente un’improbabile e miracolosa rimonta nel corso degli ultimi 2 appuntamenti stagionali della serie cadetta consentirebbe infatti al nipponico del team ART di ottenere i punti necessari per l’agognata “patente”.
  • NIREI FUKUZUMI: classe ’97, originario del Sol Levante, attualmente tra i top driver della GP3. Sembrerebbe il profilo perfetto. E invece, anche Nirei deve fare i conti con i blindatissimi vincoli di risultato della Superlicenza, che escludono anche lui dal novero dei possibili sostituti.
© Getty Images
© Getty Images

Finora, dunque, nessuno si è rivelato all’altezza del volante della futura STR13. Ma ci sono dei nomi che, sulla carta, sarebbero più adatti di quelli appena elencati: eccoli qui di seguito, accompagnati da una mia personale valutazione sulle loro possibilità di entrare a far parte del team di Faenza.

  • SERGEJ SIROTKIN: sì, la sua candidatura è plausibile. La F1 ha bisogno di sponsor russi, e perdere l’unico rappresentante in griglia vorrebbe dire scoraggiare eventuali investitori interessati ad un ritorno di immagine. In più Sergej – attualmente 3° pilota Renault -, nonostante abbia perso la possibilità di un’eventuale “spintarella” in virtù della fornitura delle PU della Losanga, si è dimostrato un pilota piuttosto veloce, che forse meriterebbe almeno una possibilità.
  • ARTEM MARKELOV: ecco, anche lui è uno che ha buone possibilità di essere al via della stagione 2018 di F1. E’ russo, come Sirotkin, ed è veloce, come Sirotkin. E’ maturato molto nel corso degli ultimi anni, e questa stagione di F2 ne è stata la conferma. Non ha mai avuto contatti con Helmut Marko, ma ciò potrebbe essere ininfluente vista l’impossibilità per RB di attingere dal proprio vivaio.
  • OLIVER ROWLAND: idem come sopra, anche lui ha delle concrete chance. E’ un altro dei piloti Renault che hanno visto la strada farsi più in salita dopo l’arrivo di Honda come motorista, ma l’inglese ha dimostrato di essere molto veloce: non è da considerare fuori dai giochi.
  • JOSEF NEWGARDEN: è possibile, ma decisamente meno dei precedenti tre candidati. Il neo-Campione di IndyCar è stato spesso definito pronto per il salto in F1, e questa potrebbe essere la sua occasione anche in virtù dell’interesse di Liberty Media a riportare un pilota a stelle e strisce nel Circus. Josef tuttavia debutterebbe in Toro Rosso a 27 anni, un’età forse troppo matura per la filosofia della scuderia di Faenza, da sempre dedita alla scoperta ed alla crescita di giovani talenti.
  • JOLYON PALMER: diciamo che ha le stesse probabilità, in percentuale, di Newgarden. Il pilota Renault, fresco di appiedamento per lasciar spazio a Carlos Sainz, può sperare di essere chiamato per una stagione da “tappabuchi” in STR in attesa dell’arrivo di un nuovo talento. Ma sembra essere più fantamercato che altro.
  • LUCA GHIOTTO: purtroppo, anche qui devo utilizzare la perifrasi “poco probabile” nonostante l’italiano stia crescendo moltissimo in F2, con la partecipazione ai Rookie Test della F1 a Budapest a bordo della Williams che ne è la conferma. Luca, al termine della stagione 2015 di GP3, aveva anche avuto dei contatti con Helmut Marko, ma si è tutto risolto in un nulla di fatto. Meglio restare con i piedi per terra dunque anche se, essendo un “Pescatore”, incrociamo tutte le dita possibili sperando in un ritorno di fiamma in Casa RedBull.
  • KAMUI KOBAYASHI: poco probabile. Le caratteristiche ideali, a ben guardare, le ha tutte: giapponese, talentuoso, attualmente impegnato in un WEC che si appresta a perdere Porsche dopo aver perso anche Audi…Il problema vero, come per Newgarden, rimane l’età, ma chissà che Honda non possa chiedere a Toro Rosso di chiudere un occhio almeno per questa volta…
  • PASCAL WEHRLEIN / ANTONIO GIOVINAZZI: dando per scontato che uno dei due sedili della Sauber nel 2018 vada a Charles Leclerc, uno dei due non troverà spazio nel team di Hinwil, e le strade Mercedes e Ferrari sono impercorribili. E’ improbabile che, visti i contratti che li legano alla Stella a tre punte ed al Cavallino, si possa trovare un accordo con un team satellite del “rivale” RedBull – per di più motorizzato Honda -, ma sarebbero due talenti sprecati se tenuti fuori dalla classe regina. Chissà, si potrebbe pensare ad un compromesso insperato dettato dall’assenza di alternative.
  • DANIIL KVYAT: perché sì, dati alla mano il russo potrebbe essere effettivamente messo di nuovo al volante di una Toro Rosso. Credo però che la sua permanenza in STR sarebbe il frutto solamente di un’offerta in extremis, e reputo improbabile – anche per mantenere un po’ di dignità e di amor proprio – che il russo possa accettarla.




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Carlo Ferraro

The author Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 a sette anni per poi espandermi verso altre categorie nel corso del tempo, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità. Sono editor della pagina Facebook Andare a Pesca con un'Audi R18 e su Fuori Traiettoria copro la Formula 2, ma occasionalmente porto anche altri articoli motoristici di qualsiasi genere.