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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP d’Ungheria





La Formula 1 cambia location, ma la trasferta è comunque brevissima: dopo i divertenti primi due weekend di corse in Austria, è l’Ungheria ad ospitare il Gran Premio. Andiamo alla scoperta delle curiosità più divertenti a riguardo con le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP d’Ungheria!

10 cose
© Steven Tee / LAT Images

Il piccolo Stato del centro Europa che ospita il Gran Premio ininterrottamente dal 1986 è pronto anche in questo difficile anno a veder sfrecciare le monoposto sulla striscia d’asfalto che corre sulle colline della periferia di Budapest. Le circostanze hanno voluto che quella magiara sia solamente la seconda nazione visitata dal circus in questo 2020, e per qualche team il cambio di aria non può che far bene.

In questi pochi giorni che ci hanno separato dal weekend di Spielberg a quello dell’Hungaroring si è parlato tanto (e si continuerà a parlare) della Scuderia Ferrari e dei suoi piloti, protagonisti di un clamoroso autoscontro avvenuto giusto dopo poche curve dal via. Se le colpe del monegasco Leclerc paiono accertate ed accettate, i tifosi non riescono ancora a capacitarsi di un avvio di stagione con ben due zeri incassati da parte di Sebastian Vettel; se non fosse stato per l’errore di gara-1 e l’incidente di gara-2, le sue prestazioni nei weekend austriaci sarebbero passate in incognito: tutto ciò avrebbe potuto valergli l’appellativo di Agente 00Vettel.

Ma torniamo a noi e concentriamoci sul Gran Premio d’Ungheria, patria natale di uno dei rompicapo più famosi e complicati del mondo, il cubo di Rubick, per difficoltà secondo solamente al bilanciamento della Ferrari SF1000. Quella di Budapest è una pista insidiosa e tecnica, ma che nel corso degli anni ha regalato parecchie emozioni. Come scordarsi, ad esempio,

oppure, ancora, di quando

Chi scrive ha i brividi d’emozione che corrono lungo la schiena.

Ma se questi ricordi non vi fossero bastati ad entrare nel giusto clima per affrontare il Gran Premio di questo weekend e siete curiosi di scoprire retroscena e dettagli poco conosciuti, ecco che vi proponiamo una lista di alcune simpatiche cose che sicuramente non sapete a riguardo. Sì, stiamo parlando delle 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP d’Ungheria!

  1. Se, come avvenuto in Austria, vi si tenessero due Gran Premi, il nome del circuito cambierebbe in Duegaroring;
  2. La Ferrari pensava di ritrovare la pace interiore anche grazie alla trasferta ungherese, salvo poi scoprire che la città ospitante il GP non si chiama Buddhapest;
  3. Le attrazioni del famoso parco acquatico che dalla collina guarda il circuito sono alimentate con le lacrime dei molti ferraristi presenti;
  4. Se i promotori del GP avessero avuto un po’ d’inventiva nel scegliere il nome alla pista l’avrebbero sicuramente chiamata Budapist;
  5. Si tratta di un Gran Premio storicamente ostico alla Ferrari che, nella patria del famoso salame, ha sempre mal digerito lunghe rese;
  6. La Ferrari ha giustificato l’abbandono dello sponsor Riva basandosi sul fatto che l’Ungheria non abbia sbocchi sul mare;
  7. Quella della doppia gara poteva essere un’idea interessante anche per questo Gran Premio, ma già ri fiutata dalla popolazione locale;
  8. La pista pullula di curve storiche che sono ricordate dagli appassionati come tra le più iconiche e difficili del mondiale, che emanano un’aura di stupore e mistero ogni qualvolta vengano affrontate dai piloti. Ah no, scusate: questa era una curiosità sulla pista di Silverstone.
  9. I tifosi provano un certo attaccamento per questo circuito dagli svariati saliscendi, e spesso e volentieri le gare che ospita lasciano incollati alla TV. Tutto ciò, probabilmente, perché è in collina;
  10. Si corre nel Paese che ospita il Balaton. Per chi non sapesse di cosa si tratti, basti sapere che è la stessa cosa che la vettura di Leclerc ha dato a quella di Vettel durante il GP di Stiria: un grande bacino.




Tags : 10 cosef1f1 2020formula 1gp ungheria
Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Nato nel '97, sono fanatico di motorsport ed umorismo almeno dal '96. Tento di vivere, raccontare e trasmettere la mia passione in una chiave diversa dal solito.