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F1, GP di Francia: ecco le pagelle di tutti i protagonisti





E con quella del GP di Francia fanno 6 su 8, per Lewis Hamilton. Il #44 al Paul Ricard ha dato l’ennesima dimostrazione di forza, demolendo letteralmente la concorrenza e dimostrando come il suo matrimonio con la W10 Hybrid sia uno dei più felici che la storia del Motorsport ricordi. Se quindi l’inglese ha – con merito – conquistato la palma di migliore in pista, qualcuno dei suoi colleghi si sarà dimostrato alla sua altezza? Scopriamolo insieme. 

© Glenn Dunbar / LAT Images / Pirelli F1 Press Area
© Glenn Dunbar / LAT Images / Pirelli F1 Press Area

LEWIS HAMILTON – 10. Annienta la concorrenza con un weekend perfetto. Imperioso in qualifica, inarrivabile in gara, centra il 6° successo – su 8 gare – all’interno di una stagione che lo vede finora come dominatore incontrastato. E molti record del passato che sembravano inavvicinabili ora iniziano a vacillare.

VALTTERI BOTTAS – 5. Hamilton lo disintegra tanto in qualifica quanto in gara, non concedendogli neppure un’occasione per impensierirlo davvero. Lui, dal canto suo, sembra aver perso il mordente che aveva caratterizzato il suo inizio di stagione, e con una Mercedes che rischia di centrare il giro più veloce in gara con gomme Hard usate per 40 giri il 2° posto – che per una manciata di km non ha rischiato di diventare 3°… – sembra davvero essere il minimo sindacale.

CHARLES LECLERC – 8. Veloce, costante, concreto: in Francia si è rivisto il vero Charles Leclerc, quello in grado di massimizzare il risultato – rischiando peraltro anche di cogliere qualcosa di inaspettato – guidando un’auto ancora troppo distante dalla prima della classe. Non appena tutto girerà per il verso giusto lui si farà trovare pronto, non temete.

MAX VERSTAPPEN – 8. Tanto aggressivo quanto prudente nelle concitate fasi di partenza trascorse a stretto contatto con Leclerc, il #33 porta la sua RB15 esattamente dove il suo potenziale attuale le consente di essere: alle spalle di entrambe le Mercedes e della Ferrari che non ha accusato problemi di sorta. E stravince, ancora una volta, il confronto intestino con Gasly.

SEBASTIAN VETTEL – 6,5. Checché ne dica il buon Mattia Binotto, durante le qualifiche qualcosa sulla SF90 #5 non ha funzionato, ed è per questo (e non per sue colpe) che il tedesco si è ritrovato a partire indietro. Perde probabilmente troppo tempo alle spalle delle McLaren per potersi agganciare al trenino di testa, e così il suo GP di Francia si traduce in un mero vagare tra le righe del Paul Ricard: un boccone amaro da mandare giù, considerando tutte le speranze riposte negli aggiornamenti giunti da Maranello.

CARLOS SAINZ – 9. Aggressivo allo start, sapiente nella gestione delle gomme ed abbastanza veloce per mettere a debita distanza il quartetto rabbioso che lotta per le posizioni alle sue spalle, il #55 porta a casa una 6^ posizione che dimostra quanto rapidamente stia crescendo la McLaren. Non sono ancora dove vorrebbero essere, ma di sicuro ci si stanno avvicinando a grandi passi.

KIMI RAIKKONEN – 7,5. Inizia un weekend in cui la C38 sembra aver ritrovato scampoli smarriti di competitività facendosi escludere nel Q2, dopodiché però si rimbocca le maniche e mette in piedi una gara costante in cui non disdegna neppure di gettarsi nella mischia. Continua a mettere in mostra buone prestazioni, ed in Francia torna a marcare punti che all’Alfa Romeo Racing fanno tremendamente comodo.

NICO HULKENBERG – 7,5. Battuto da Ricciardo sia in qualifica che in gara – verdetto dei Direttori di Gara escluso -, il tedesco non commette particolari sbavature ed approfitta delle occasioni che la corsa gli offre su di un piatto d’argento. Bravo ad essere al posto giusto al momento giusto, ma quello francese non è stato uno dei suoi migliori weekend.

LANDO NORRIS – 9. Sì, è lo stesso voto di Sainz. E sì, gliel’ho dato anche se il #55 gli partiva alle spalle e gli è finito davanti. Ma un ’99 che si rende autore di un simile fine settimana, per di più nella stagione d’esordio ed al termine di una gara costellata da problemini e noie tecniche, credete davvero che meriti un voto più basso? Suvvia. Sta stupendo, e la sensazione è che continuerà a stupire.

DANIEL RICCIARDO – 7,5. Ci hai fatto divertire Daniel, non lo nega nessuno. Però anche tu, proprio nel weekend successivo a due settimane di polemiche su un presunto improvvido rientro in pista dovevi decidere di finire non una, ma due volte con tutte e quattro le ruote fuori dalla pista? Scherzi a parte, il feeling con la R.S. 19 sta migliorando, e le sue prestazioni in crescendo ne sono la prova.

PIERRE GASLY – 5,5. Penalizzato dal primo stint con le Soft, è costretto ad una sosta anticipata che lo costringe a montare per troppo tempo le Hard e ad abbandonare irrimediabilmente la zona punti. Le sue responsabilità, comunque, le ha anche stavolta: se non è abbastanza veloce per accedere al Q3 con le Medium di certo colpa del muretto Red Bull non è, dopotutto.

SERGIO PEREZ – 6. Nero come la fuliggine per via della penalità – a suo dire ingiusta – ricevuta, il messicano perde quantomeno l’occasione di provare a lottare per la zona punti ed è costretto così ad accontentarsi della 12^ piazza. Peccato, perché visto il numero di posizioni guadagnate da Stroll forse il passo della Racing Point non era poi da buttare via del tutto.

LANCE STROLL – 6,5. Parte 18°, finisce 13°. Certo, quella del Paul Ricard non è di certo stata la gara della vita per il giovane canadese, ma per il secondo GP consecutivo corre discretamente senza combinare troppi danni. Magari con delle qualifiche migliori potrebbe aspirare ad entrare più spesso in zona punti, ma tant’è.

DANIIL KVYAT – 7. A fine GP recrimina per la penalità che lo spedisce indietro sulla griglia di partenza, e forse tutti i torti non li ha: battaglia bene con Grosjean prima e con Albon – che gli finisce dietro pur partendogli davanti – poi, a dimostrazione del fatto che in Francia il ritmo delle STR15 fosse migliore di quanto il risultato finale non abbia detto.

ALEXANDER ALBON – 5,5. A suo dire la gara termina in Curva 2, quando finendo nella via di fuga perde diverse posizioni e si ritrova alle spalle di un gruppetto di auto tutte munite di DRS. Trascorre gran parte del GP alle spalle di altre auto senza mai riuscire a trovare la velocità per attaccarle, e l’aver tagliato il traguardo in 15^ posizione dopo essere scattato dall’11^ è la cartina al tornasole di una domenica non troppo positiva.

ANTONIO GIOVINAZZI – 6. Sulla fiducia, perché ha il talento di accedere al Q3 con gomme Soft nella gara in cui probabilmente partire con le Soft rappresenta la scelta strategica peggiore. Scattato bene al via, viene chiamato prestissimo ai box e si ritrova così a dover fare i conti con delle Hard usurate che lo costringono addirittura al secondo pit stop. Peccato, perché dopo quelle qualifiche avrebbe sinceramente meritato qualcosa di più.

KEVIN MAGNUSSEN – 5. In Haas quello francese è stato definito il “peggior weekend” da quando sono approdati in F1, e sinceramente non si fa troppa fatica a credergli. Mai veloce, in difficoltà con le gomme, inefficace tanto sul giro singolo quanto in gara, il danese riesce a portare la VF-19 superstite solamente davanti alle Williams. Scenario drammatico, non trovate?

ROBERT KUBICA – 6. Parte dietro al compagno di team ma stavolta, rendendosi protagonista anche di una difesa piuttosto arcigna, gli finisce davanti. E’ questa l’unica (magra) consolazione del weekend francese del polacco, unico assieme a Russel a transitare sotto la bandiera a scacchi con due giri di ritardo rispetto ad Hamilton.

GEORGE RUSSELL – 5,5. Mezzo voto in meno rispetto a Kubica perché gli parte davanti e gli finisce alle spalle. Per il resto anche lui è preda della Williams, l’auto capace di fermarsi ad 1″6 dal tempo necessario per accedere alla Q2.

ROMAIN GROSJEAN – 5. Decide assieme al team di ritirarsi per risparmiare la vita di alcune componenti, e visto come stava andando il suo GP la scelta appare parecchio sensata. Con tra le mani un’auto che ha semplicemente definito come “lenta”, il francese non riesce ad incidere in nessun modo, rendendosi protagonista di un weekend anonimo sotto innumerevoli punti di vista.

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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow