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Vettel 100! Dov’erano gli altri piloti al centesimo GP in Rosso?





Questa domenica ad Interlagos Sebastian Vettel disputerà il suo centesimo GP con la tuta della Ferrari. Anzi, in realtà questo si tratterà del 101esimo weekend con la Ferrari, ma l’anniversario ricorre qui e non nello scorso finesettimana di gara ad Austin poiché il tedesco conta una non partenza al GP del Bahrain 2016, quando la sua vettura lo lasciò a piedi durante il giro di formazione. Un traguardo importante, raggiunto finora da soli altri quattro piloti, Michael Schumacher (180), Rubens Barrichello (102), Felipe Massa (139) e Kimi Raikkonen (151), che possono essere annoverati sicuramente tra i piloti più amati e ricordati della storia della casa di Maranello. Siete curiosi di scoprire che risultati avevano ottenuto questi piloti al loro 99esimo GP con il Cavallino Rampante? Beh, se la risposta è sì, ecco a voi il confronto tra gli unici quattro più uno piloti ad essere arrivati in tripla cifra con la Scuderia.

Michael Schumacher, GP di Monaco 2002.

2 titoli mondiali, 39 vittorie, 66 podi, 37 pole position, 24 giri veloci.

Note: non partito nel GP di Francia 1996. Ha saltato i GP di Austria, Germania, Ungheria, Belgio, Italia ed Europa 1999 per infortunio.

Perché - per ora - il miglioramento di Michael Schumacher non è credibile

Ovviamente, il tedesco è quello che è arrivato al centesimo GP con i numeri migliori. Alla gara monegasca (la novantanovesima) poteva già vantare i due titoli mondiali dei due anni precedenti e la bellezza di trentanove vittorie, numeri che già così lo ponevano (e lo porrebbero ancora oggi) come il più vincente della storia del Cavallino. Come sappiamo il meglio doveva ancora venire, per quanto fosse impossibile pensarlo all’epoca. Michael vinse i tre titoli mondiali seguenti e si affermò nelle singole tappe per altre trentatré volte, fissando il record a 72 vittorie e a cinque campionati iridati. Record che, ovviamente, ogni pilota Ferrari venuto dopo di lui cerca di battere.

Rubens Barrichello, GP del Belgio 2005.

9 vittorie, 55 podi, 11 pole position, 14 giri veloci.

Note: non partito nei GP di Spagna e Francia 2002.

Barrichello Ferrari

Tre anni dopo il suo compagno di squadra, anche il pilota brasiliano arrivò in tripla cifra per GP disputati a Maranello, anche se forse non festeggiò a dovere, sapendo già di essere stato rimpiazzato da Felipe Massa per la stagione seguente. Il paulista, artefice anche lui dei successi del Cavallino nel primo lustro del terzo millennio, può vantare un dignitoso palmares, che lo colloca, al momento, come ottavo tra i piloti con più successi in Ferrari. La sua carriera però, che dopo la parentesi Ferrarista sembrava avviata sul viale del tramonto, non finì lì. Dopo tre deludenti stagioni in Honda, lottò contro Jenson Button per il titolo 2009, quando la neonata Brawn GP scrisse una delle pagine più sorprendenti della storia della F1. Con altre due stagioni in Williams, il conto dei suoi GP totali è di 323, che lo rendono attualmente il pilota con più gare in attività della storia.

Felipe Massa, GP di Abu Dhabi 2011.

11 vittorie, 33 podi, 15 pole position, 11giri veloci.

Note: non partito nel GP d’Ungheria 2009. Ha saltato i GP d’Europa, Belgio, Italia, Singapore, Giappone, Brasile e Abu Dhabi 2009 per infortunio occorso proprio in Ungheria.

Massa

Anche se nemmeno lui ha vinto il titolo come il suo connazionale, Felipe può sicuramente dirsi soddisfatto della sua carriera in Rosso. Non ha sfigurato nel confronto con i suoi primi due compagni di squadra Schumacher e Raikkonen, svolgendo un ottimo lavoro di gregario con il primo e contribuendo a portare un titolo iridato piloti e due costruttori a Maranello con il secondo. Purtroppo, però, la sua carriera subì due enormi shock nel giro di un anno: il primo ad Interlagos nel 2008, quando perse un titolo che sembrava già vinto, proprio davanti al suo pubblico; il secondo invece a Budapest, nel 2009, quando una molla sparata dalla Brawn di Barrichello gli provocò quello che rimane il più grave incidente della sua carriera. Nonostante dopo questi due fatti la sua carriera avesse iniziato la fase calante, complici anche delle Ferrari non all’altezza di quelle guidate nel triennio 2006-2008, il pilota di San Paolo resta comunque a tutt’oggi uno dei piloti più amati della storia del Cavallino Rampante.

Kimi Raikkonen, GP d’Austria 2016.

1 titolo mondiale, 9 vittorie, 33 podi, 5 pole position, 19 giri veloci.

raikkonen2007

Il pilota finnico ha vissuto una doppia vita in Ferrari. Nella prima, il triennio 2007-2009, ha conquistato quello che per ora è l’ultimo titolo iridato piloti per la Ferrari al suo primo anno, come era riuscito solo a Fangio e Scheckter. Nella seconda, invece, ha forse deluso le aspettative, conquistando meno di quanto ci si aspettasse da lui. Tuttavia, le migliori soddisfazioni sarebbero arrivate proprio dopo aver passato i 100 appuntamenti iridati: due pole position nel 2017 e nel 2018, una vittoria ad Austin lo scorso anno e il terzo posto in classifica sempre nel 2018 rappresentano i picchi più alti della seconda vita di Kimi in Ferrari. Kimi che, a 40 anni suonati, non vuole saperne di smettere di correre, disputando la stagione 2019 con l’Alfa Romeo con ottime prestazioni, per la gioia dei suoi tantissimi fan che non sono disposti a voler rinunciare alla sua presenza nel Circus iridato.

Sebastian Vettel, GP degli Stati Uniti 2019.

14 vittorie, 54 podi, 12 pole position, 12 giri veloci.

Note: non partito nel GP del Bahrain 2016.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

Il bilancio delle prime 99 gare in Rosso di Sebastian è sicuramente agrodolce. Da un lato, non ha riportato il titolo iridato a Maranello come si aspettava, vuoi per una macchina non all’altezza delle rivali, vuoi per circostanze sfavorevoli, vuoi anche (purtroppo) per errori suoi. D’altro canto, però le 14 vittorie lo rendono il pilota Ferrari più vincente dal dopo Schumacher, nonché il terzo di sempre dietro il connazionale e Niki Lauda. Tuttavia, Sebastian non sembra intenzionato a mollare il suo sogno, e dopo un inizio di 2019 difficile, sembra essere quasi rinato nelle ultime gare, tornando sui livelli paurosi a cui ci aveva abituato e che aveva fatto innamorare i tifosi di lui. La concorrenza, per l’anno prossimo, sarà tremenda, sia dall’esterno, con un Hamilton sempre minaccioso e un Verstappen che non è più una sorpresa oramai da tempo, sia dall’interno, con Leclerc che vuole soffiargli lo scettro di prima guida Ferrari, ma sicuramente lui sarà pronto a vender cara la pelle. In attesa della prossima stagione, gli facciamo i complimenti per il traguardo raggiunto e gli auguriamo altre 100 di queste gare.





Tags : f1ferrarigp brasileinterlagossebastian vettel
Alfredo Cirelli

The author Alfredo Cirelli

Classe 1999 (sono il più giovane e immaturo della squadra), sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1.