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La Spark immagina la nuova Formula E, mentre a Parigi registrano le nuove marche…





La Spark mostra la nuova Formula E, mentre a Parigi registrano le nuove marche...

Grandi cambiamenti in Formula E. Si preannuncia una ventata d’aria nuova per il 2018/2019. Ovvero la stagione in cui – finalmente! – si dovrebbe abbandonare il cambio macchina al pit-stop. Una svolta epocale per la serie elettrica, che ha già interessato un certo numero di Case automobilistiche.

Motorsport.com ha trovato una fonte vicina alla FIA che ha rivelato: «Abbiamo un po’ di lavoro da fare». Il motivo? Si sono chiusi i termini per le iscrizioni alla quinta stagione, e non per iscrizioni qualsiasi: iscrizioni come costruttori. In pratica la Federazione ha registrato i nuovi concorrenti in campo tecnologico e adesso bisogna vedere come metterli in pista.

«L’intero processo [di valutazione, ndr] deve essere completato con cura perché è un passo molto importante» ha continuato la fonte di Motorsport.com. «Specialmente perché dal 2018/19 avremo una tecnologia completamente nuova». Che include anche delle batterie di nuova generazione, fornite dalla McLaren.

Il sito Internet dà per scontata l’iscrizione di Audi e BMW, che hanno partnership molto strette con il Team Abt-Schaessler e l’Amlin Andretti. Una terza marca che potrebbe essersi iscritta al campionato numero cinque potrebbe essere la Mercedes. In passato chi scrive vi aveva anticipato che da Stoccarda era arrivato l’annuncio ufficiale di voler debuttare in FE. Tuttavia Motorsport.com riporta che «è ancora ignoto se abbia continuato su questa strada ed espresso ufficialmente interesse per questa stagione».

Particolare sul parabrezza delle nuove FE

Ulteriori Case costruttrici che «ronzano» attorno alla serie elettrica sono la giapponese Nissan, legata a doppio filo con la Renault (già impegnata con una profonda collaborazione con e.dams) e pure la Volvo. Il costruttore svedese tra l’altro sta rafforzando le sue intese con Uber e Polestar e potrebbe essere uno dei più papabili costruttori per il debutto nella serie elettrica. Un anno fa arrivarono delle prime dichiarazioni di significativa apertura sul campionato. Il direttore vendite e marketing dichiarò ad autosport.se che la Formula E rappresentava «il ramo più interessante dell’automobilismo».

Intanto la Spark, che fornisce il telaio a tutte le squadre in Formula E, ha diffuso un primo rendering del nuovo design che verrà utilizzato proprio a partire dal 2018. Il nuovo chassis, costruito in collaborazione con Dallara, si chiamerà SRT-05. Oltre a un lavoro per migliorare l’efficienza aerodinamica, la Spark ha anche alleggerito il telaio per far fronte al maggior peso delle nuove e più potenti batterie McLaren.

Interessanti le immagini rilasciate dalla Spark a causa del grosso parabrezza di cui verrà dotata la vettura. Secondo Motorsport.com «si ritiene che numerose misure di sicurezza verranno integrate nella monoposto», il che trasformerebbe la Formula E anche in un laboratorio per la sicurezza stradale sportiva, oltre che per la ricerca in campo elettrico.

L’obiettivo è combinare la potenza extra delle batterie (da 28kWh a 54kWh) e la migliore efficienza aerodinamica per garantire 45 minuti di corsa non-stop alle vetture e impedire quindi il pit-stop di metà gara con cambio macchina.

Ricordiamo che sabato 18 febbraio, alle ore 20.00 su Rai Sport 1, si correrà invece l’ePrix di Buenos Aires. Sebastien Buemi è chiamato a cercare la terza vittoria di fila, che gli consegnerebbe un vantaggio formidabile in classifica. Tutti gli altri cercano di fermarlo. E se volete altre informazioni, basta cliccare qui.





Tags : Mercedes Formule ESpark TechnologiesVolvo Formula E
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo di IndyCar e Formula E. Collaboro anche per Talenti Lucani-Passaggio a Sud (www.talentilucani.it), e per Leukòs (https://leukos.home.blog/). Ho scritto pure per Onda Lucana.