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Fast Friday, Honda fa il pieno: Andretti è primo a oltre 375 kmh





Marco Andretti è il capolista del Fast Friday grazie a un giro da urlo. Oltre a lui, la Honda incassa un bottino di ben 9 macchine nelle prime 10 posizioni. Questo il succulento verdetto della giornata, durante la quale il turbo boost è stato portato da 1,3 a 1,5 bar. Attardato in 25^ posizione Fernando Alonso, rallentato dalle riparazioni della sua vettura dopo l’incidente di ieri.

©IMS
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È stato Marco Andretti a firmare la miglior prestazione di oggi. Il figlio e nipote d’arte ha sparato la sua cartuccia nella prima metà della sessione: agguantata la vetta, non l’ha mai lasciata. Il cronometro segna 0’38”5454. La media arriva addirittura a 233,491 miglia orarie: stiamo parlando di un giro percorso a oltre 375 chilometri all’ora. Si tratta della miglior performance degli ultimi anni sull’asfalto americano: nemmeno Sebastien Bourdais riuscì a far meglio. Nel 2017 il francese era riuscito a segnare una tornata alla media di 233,116 mph. Ancora imbattuti i record di Arie Luyendyk, che nel 1996 aveva segnato rispettivamente 237,498 mph (record ufficiale in qualifica) e 239,260 mph (record ufficioso in prova libera).

«La prima cosa di cui hai bisogno è la velocità» ha dichiarato Andretti. «Poi devi mettere insieme quattro giri». Le qualificazioni a Indianapolis non si tengono sul giro secco, bensì sulla base della media oraria di quattro giri consecutivi per ogni pilota. E nei tentativi di oggi il nipotino di Piedone non è andato oltre la (seppur rispettabile) media di 231 miglia orarie.



Dietro di lui si piazza l’unico motore Chevrolet della Top 10. Appartiene a Conor Daly, alfiere della Carlin Racing. (Parte del merito va riconosciuto anche a Cole Pearn, caposquadra ed ex pilota NASCAR che segue Daly per la Indy 500 di quest’anno). La Casa del Cravattino è apparsa in maggiore difficoltà nell’adattarsi all’escalation di potenza.

Infatti il secondo motorizzato Chevy è Will Power in 11^ piazza. Tutto il Team Penske è sembrato piuttosto debole. A fine giornata gli altri tre alfieri della squadra si sono così piazzati: Josef Newgarden 17°, Simon Pagenaud 22° ed Helio Castroneves addirittura 29°. Ricordiamo che il brasiliano ritorna in pista soltanto per questa Indy 500, sempre a caccia della quarta vittoria sul catino dell’Indiana. Le quattro macchine si sono dovute fermare a lungo ai box a causa di un problema tecnico. «Meno male che l’abbiamo trovato oggi» ha commentato Castroneves. Non bisogna disperare: uno dei migliori giri senza scia segnati oggi l’ha firmato… Pato O’Ward su Arrow McLaren-Chevy. Dimostrazione che le qualificazioni sono tutt’altro che già scritte. Nella giornata di domani capiremo davvero quali sono i rapporti di forza.

Intanto Honda può gioire. 14 macchine nelle prime 15 posizioni, di cui 9 nelle prime 10. Il leader del campionato Scott Dixon su Ganassi-Honda chiude in terza piazza (aveva portato a casa l’oro nelle prove libere di ieri) (232,290 mph). Dixon ha saltato i primi 90 minuti della sessione a causa di un problema elettrico a inizio giornata: ha dovuto attendere che i meccanici riparassero la vettura.

Invece arrancano i suoi compagni di squadra al Chip Ganassi Racing, gli scandinavi Ericsson (10°) e Rosenqvist (20°). Sorriso a trentadue denti, invece, in casa Andretti Autosport: la squadra di Michael incassa tre auto in Top 10 oltre al migliore di giornata (sono Hunter-Reay, 4°, di Hinchcliffe, 7°, e di Alexander Rossi, 9°). Promettente il sesto posto del rookie Alex Palou, in forze al Dale Coyne Racing (senza scia però sarebbe solo 14°). Così si è espresso ai microfoni NBC: “L’auto è in grado di stare davanti. Adesso tocca a me“. Chissà se ci scappa una qualificazione in Fast Nine…

©IMS
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Per quanto riguarda Fernando Alonso, lo spagnolo ha chiuso il Fast Friday in 25^ piazza. Non c’è molto da gioire: il tempo è arrivato nelle ultime battute della giornata, alla ricerca della prestazione. E secondo Marca, il quadro è ancora peggiore: senza scia, il Principe delle Asturie fermerebbe il crono sulla 31^ casella. La situazione è ancora più sconfortante se si considera che i suoi compagni di squadra nella Arrow McLaren SP (O’Ward e Askew) si sono piazzati ben più su: al 18° e 19° posto.

Domani si tengono le prime qualifiche. Il format richiama la migliore tradizione a stelle e strisce: uno alla volta in pista, senza scia, col cronometro che si fermerà soltanto dopo quattro giri lanciati. A differenza del passato sono già tutti qualificati d’ufficio (perché su 33 piazzole disponibili ci sono solo 33 auto iscritte). Bisognerà capire chi sarà ammesso alla Fast Nine, la sessione di qualifica ulteriore tra i primi nove di domani: si terrà domenica sera e assegnerà la pole position. Intanto, l’appuntamento è per domani alle ore 17.00, per una sessione molto lunga che si chiuderà soltanto alle 22.50.

@IndyCar
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Tags : Alonso IndyFast Fridayfernando alonsoIndianapolisindy 500indy 500 2020
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo della IndyCar.