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Indy 500, la Honda domina le qualifiche mentre Alonso è 26°. Oggi la pole





Le qualifiche della Indy 500 sono un trionfo per la Honda: sono otto i motorizzati giapponesi ammessi al Fast Nine Shootout di domani. L’Andretti Autosport ha quattro piloti nelle prime quattro posizioni e, ciliegina sulla torta, il leader di giornata è proprio Marco Andretti. L’unico Chevy in Top 9 è Rinus VeeKay dell’ECR. Sabato tristissimo per Fernando Alonso, che si arena al 26° posto. La “pole degli altri” è andata a Colton Herta, pilota ‘cliente’ dell’Andretti.

©Tom Pennington/Getty Images
©Tom Pennington/Getty Images

E invece no. Venerdì ci chiedevamo se i motori Chevrolet non si stessero nascondendo. A quanto pare il Fast Friday è stato molto onesto: 12 motori Honda nelle prime 15 posizioni. La Casa nipponica ha impresso una manifestazione di forza stupefacente, accaparrandosi 8 slot su 9 della “Q2” di stasera.

La pole position della 500 miglia d’Indianapolis 2020 verrà assegnata soltanto oggi. Se la giocheranno, nel Fast Nine Shootout, i primi nove di sabato. A contendersi il bottino pregiato saranno Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay, Alexander Rossi, James Hinchcliffe, Scott Dixon, Rinus VeeKay (unico motore Chevy), Alex Palou, Graham Rahal e Takuma Sato.

«Quando arriva tutto insieme, è bellissimo». Il virgolettato è di Marco Andretti, l’uomo che ha dominato le qualifiche di oggi grazie alla media di 231,351 miglia orarie (ovvero 372,32 chilometri l’ora) sui quattro giri cronometrati. Il poleman provvisorio è scortato dai tre alfieri ‘ufficiali’ dell’Andretti Autosport (il figlio e nipote d’arte fa parte dell’Andretti Herta Autosport: dopo qualche stagione difficile è stato spostato su una monoposto satellite per dedicare le migliori ai piloti più prestazionali). E adesso il #98 ha una chance importante: ribadire il suo valore e far presente a tutti che non fu un caso la sua quasi-vittoria del 2006, persa per un nulla dietro Sam Hornish jr. Per farlo, gli basta ripetere la performance di oggi e battere ancora Hunter-Reay (campione IndyCar 2012) e Alexander Rossi (vincitore 2016 della Indy 500).



Non dimentichiamoci di Scott Dixon. Il neozelandese si è qualificato nella Fast Nine con una media di tutto rispetto (231,155 mph). Ma pur sempre molto più bassa del giro d’inizio del suo poker (nel quale ha sfondato quota 232 mph). Sarà un serio concorrente nella lotta per la pole. Dopotutto stava «solo facendo della messa a punto per domani»: così si è espresso a dire di Racer.com. Il cinque volte campione IndyCar è l’unico ammesso in Top 9 del Chip Ganassi.

Completano la parte alta della classifica alcune belle persone su cui vale la pena spendere qualche riga. Per esempio, Rinus VeeKay, l’olandese che non ha ancora compiuto vent’anni ed è riuscito nell’impresa di qualificare un motore Chevy nella Fast Nine. Guida una monoposto dell’ECR, cioè della squadra di quella vecchia volpe degli ovali che risponde al nome di Ed Carpenter (e che, sarà ormai colpa della ruggine, si è fermato alla 16^ piazza). Cos’ha detto appena sceso dalla macchina? «Non mi sembra abbastanza veloce». La media segnava 231,114 mph (371,941 kmh). E dietro di lui c’è un debuttante: lo spagnolo Alex Palou, in forze al Dale Coyne Racing, che già ieri ci aveva impressionato. Gli ultimi dei primi sono la premiata coppia del Rahal Letterman Lanigan: e cioè Graham Rahal (230,822 mph) e Takuma Sato (230,792 mph).

Dal decimo al trentatreesimo, arrivederci e grazie! Le loro posizioni sono state assegnate ieri. Il primo degli altri è, anche lui, un motore Honda. È, anche lui, un Andretti. Si tratta del giovanissimo Colton Herta (vent’anni), alla guida dell’auto cogestita dall’Harding Steinbrenner. La giornata è stata assai poco proficua per il Team Penske. Il primo alfiere del buon Roger è Josef Newgarden, che partirà soltanto 13° (230,296 mph). Tutti gli altri sono addirittura oltre il ventesimo posto: pensiamo a Power (22°), come a Pagenaud (25°) e Castroneves (28°). Un po’ di amaro in bocca ma nel complesso assai soddisfazioni in più per il Chip Ganassi, che porta Ercisson e Rosenqvist alle porte della Fast Nine (chiudono rispettivamente 11° e 14°).

Sessione deludente per Fernando Alonso. Il due volte campione del mondo di F1 si è bloccato in 26^ piazza (David Malsher arriva a ipotizzare che sia stato il crash di giovedì a sconvolgergli tutto il lavoro d’assetto qualifica). L’asturiano si è fermato a sole 228,768 miglia orarie – “solo” per modo di dire, visto che corrispondono a 368,166 chilometri l’ora. La performance è comunque scoraggiante, visto che i suoi team-mate l’hanno battuto entrambi: O’Ward è 15°, mentre Askew si ferma in 21^ posizione. Quanto agli altri, l’AJ Foyt allinea tutte e tre le macchine fuori dalla Top 20. L’ultimo motore Honda è quello di James Davison, alla guida della terza Coyne (27^ piazza).

Vi riportiamo in coda all’articolo la classifica completa, ricordandovi che le posizioni dalla 10 alla 33 sono definitive. Invece dobbiamo aspettare fine giornata per sapere chi sarà il poleman della Indy 500 numero 104. Il Fast Nine Shootout avrà luogo dalle 19.15 alle 20.15 ora italiana, e sarà preceduto e seguito dalla quinta e sesta sessione di prove libere (17.00-17.30 e 21.30-00.00). I nove piloti scenderanno in pista dal nono al primo secondo i tempi di oggi (quindi da Sato fino ad Andretti), ciascuno per un unico tentativo cronometrato su quattro giri. Con la giornata di domani cominciano le ferie, perché i piloti potranno ritornare in pista soltanto venerdì 21 (il Carb Day) per testare le automobili in configurazione gara, di nuovo private del boost di potenza approntato per le qualifiche.

NB. I risultati dal 34° in giù sono ‘secondi e terzi’ tentativi di altri piloti, non validi.

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Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo della IndyCar.