close
4 RuoteFormula ESu pistaWEC & Endurance

La Formula E è così tosta da impedire il part-time col WEC?





La Formula E è così tosta da impedire il part-time col WEC?

Si può correre sia nel WEC sia in Formula E? La domanda sorge spontanea perché Lucas Di Grassi ha dato una risposta netta. «No», ha confidato a Motorsport.com. E siccome molti piloti elettrici corrono nel mondiale endurance, urge una riflessione.

Quest’anno il calendario delle due serie ha un problema. Anzi, un doppio problema. A luglio la gara del WEC al Nurburgring e il doppio appuntamento della Formula E a New York si terranno nello stesso weekend: quello di domenica 16 luglio. Chi vorrà correre nella serie endurance rinuncerà a un bottino di ben 50 punti.

«Se qualcuno vorrà perdere la Formula E per il WEC, sarà una sua scelta. Una LMP1 può correre per sei ore con due piloti. Lo abbiamo fatto al Nurburgring quest’anno, quando Benoit Treluyer era infortunato» chiosa Di Grassi. Ma per lui è facile parlare adesso: l’Audi si è ritirata dal WEC.

In una posizione diversa è invece Sebastien Buemi. Il leader della classifica elettrica corre infatti anche nella serie endurance. Il pilota svizzero è sotto contratto con la Toyota e dovrà per forza di cose decidere quale delle due serie sacrificare. Ecco perché spera ancora che l’incrocio tra i due campionati possa essere evitato.

«Ci potrebbe essere quest’incrocio tra FE e WEC, e per adesso la mia scelta sarebbe il WEC. Ma spero che la FIA possa trovare una soluzione» ha detto al Gala della consegna dei premi. «Sarà importante discuterne con Toyota, o avere abbastanza punti in FE».

«Ma in futuro questi piloti dovranno scegliere un campionato o l’altro» sembra rispondergli Di Grassi. «La Formula E sta diventando sempre più impegnativa».

L'Audi WEC di Di Grassi

Chi ha ragione e chi ha torto? Di certo la Formula E si sta trasformando nel campionato emergente per eccellenza sul panorama automobilistico mondiale. BMW, Audi e Mercedes hanno annunciato un loro coinvolgimento ufficiale nella serie e da mesi ormai continuano a rincorrersi voci sulla Volvo. Per tacere delle «sparate» di Marchionne sulla Ferrari…

Tuttavia, almeno per ora, non c’è ragione che obblighi i piloti a dedicarsi full-time alla coppa elettrica. Anche per un fattore non da poco: ovvero il suo essere troppo sui generis. La Formula E sembra essere un laboratorio di tecnologie sul versante tecnico, ma soltanto un serbatoio di talenti su quello umano. Non è un campionato propedeutico, anche perché richiede una tecnica di guida molto diversa da quella tradizionale.

Per ora, la Formula E resta una Serie B. Non è un caso che i suoi sedili sono usati un po’ come parcheggio da chi non riesce a sfondare nelle serie maggiori, o ne esce perché a fine carriera. Ed in Formula E a fare il ruolo del leone ci sono personaggi come Buemi, Di Grassi e Vergne: ex F1, che però nella categoria regina hanno detto poco.

Le due categorie hanno entrambe un campionato relativamente corto, e a parte questa sovrapposizione c’è un ampio margine per poterle correre entrambe. Le parole di Di Grassi sembrano essere più una provocazione che altro. Soprattutto, visto che l’Audi ha abbandonato il mondo dell’endurance per concentrarsi sulla FE, sembrano quasi parte di una strategia di mercato…

Forse adesso è presto per esprimersi sulla questione. Ma se vogliamo dare la parola ai fatti, questi hanno già dato un parziale verdetto. Buemi, che corre in entrambe le serie, è a punteggio pieno.





Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo di IndyCar e Formula E. Collaboro anche per Talenti Lucani-Passaggio a Sud (www.talentilucani.it). Ho scritto pure per Onda Lucana e per Leukòs.