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Takuma Sato batte Castroneves in una gara quasi all-yellow! Alonso rompe il motore dopo una gara da protagonista





Impensabile. Semplicemente incredibile quello che è successo nel catino della gara più veloce del mondo. Takuma Sato ha trionfato sulla Brickyard e ha battuto Helio Castroneves, il più vincente e il più bravo pilota IndyCar nell’ovale americano.

Takuma Sato batte Castroneves in una gara quasi all-yellow! Alonso rompe il motore dopo una gara da protagonista

Sì, è stata una vittoria meritata. La gara è stata lunghissima e sofferta, densa di caution e di incidenti. Tra tutti, spicca l’impatto spettacolare di Scott Dixon che ha addirittura preso il volo sulla vettura di Howard. Una corsa funestata dai problemi tecnici, e che ha visto, purtroppo, il ritiro di Fernando Alonso.

Lo spagnolo si era reso protagonista di una gara tiratissima. Ha condotto a lungo e ha guidato da manuale.Non si direbbe che è un rookie, sembra uno specialista di ovali” ha dichiarato Luca Filippi in cabina di commento. Tutti ci avevamo sperato, ma le strategie (e il motore Honda che ha ceduto a 27 giri dalla fine) hanno disposto altrimenti.

Vien dato lo start your engines e le 33 macchine cominciano a girare in pista: devono scaldarsi e lanciarsi prima di partire. Tutto può succedere nella partenza di Indianapolis. Dixon e Rossi iniziano a stringere Carpenter. Sventola la bandiera verde e le macchine sfrecciano davanti. Dixon rimane davanti mentre Alonso perde posizioni ma rimane nel gruppo.

Fin da subito tra i primi riappare Tony Kanaan, il brasiliano che era partito indietro. Rossi è impegnato in duello con Will Power, anche lui autore di una buona partenza. Rossi aveva perso la scia di Carpenter ed è stato rimontato: Alonso non commette lo stesso errore e rimane incollato a Takuma Sato e lo sorpassa al giro 5, incassando l’ottava posizione.

La partenza della 500 Indy

L’intera griglia sembra infuocata e non risparmiano nemmeno un’oncia d’energia in questi primi chilometri. Al giro 6 avviene il primo lead change: Dixon cede il passo al compagno Kanaan, e quindi ci sono due macchine Ganassi davanti a tutti. Comincia il balletto tra i compagni di squadra, con cui i due risparmiano etanolo e si scambiano le posizioni giro dopo giro.

Attorno al 10° giro, primo colpo di scena: Will Power, che era partito benissimo, perde posizioni arretrando fino all’11° posto. Alonso scala un’altra posizione, mettendosi dietro Marco Andretti al 19° giro. E nel frattempo Alexander Rossi spezza il valzer Ganassi, interponendosi a sandwich tra Kanaan e Dixon. In più Scott Dixon comincia a perdere terreno e finisce nel mirino di Alonso.

La girandola dei pit-stop comincia al giro 29 con Tony Kanaan che rientra per primo. Con lui anche Rossi e molti altri. Lo scettro della testa passa a Carpenter. Alonso pitta assieme a Carpenter nel corso del 31° giro: il race strategist dello spagnolo ha lavorato in passato con Dixon. La finestra delle soste rimane aperta ancora qualche giro: alla tornata 32 rientra Montoya che spegne il motore e perde parecchi secondi.

Quando finalmente si esauriscono le soste ai box davanti a tutti c’è Alexander Rossi e subito dietro Ed Carpenter e Fernando Alonso. E lo spagnolo lascia perdere gli indugi e si beve Carpenter in rettilineo, poi si getta all’interno di Rossi e nel giro numero 37 Fernando Alonso guadagna la testa della corsa. L’asturiano va oltre le 224 miglia orarie e questo potrebbe incidere sul consumo di etanolo: ecco perché dal giro 42 comincia lo scambio di posizioni con Rossi.

L'incidente di Scott Dixon

Ma tutto cambia al giro 53 quando viene mandata in pista la Safety Car. Bandiere gialle, la macchine devono rallentare mentre un gigantesco incidente coinvolge Howard e Dixon. Entrambi i piloti sono illesi ma le automobili sono completamente distrutte (Dixon ha addirittura la vettura spezzata in due col motore che è schizzato in pista lontano dalla vettura). Il #77 si era spalmato contro il muro per problemi elettrici ed è scivolato in mezzo alla pista sfiorando Kanaan: invece Dixon l’ha preso in pieno ed è saltato in aria, avviluppandosi e finendo quasi addosso a Castroneves che gli è passato sotto. Le barriere sono state talmente compromesse da costringere la direzione gara alla bandiera rossa.

La portata del crash è tale da sospendere le ostilità per diversi minuti. Franchitti e Bourdais, che sono venuti alla 500 Indy, si sono entrambi diretti verso il Centro medico, benché entrambi i piloti sembrino illesi. La decelerazione è stata incredibile e Dixon ha addirittura visto la sua visiera alzarsi da sola. Anche un commissario è rimasto coinvolto, ma non è gravemente ferito.

Alla ripartenza gran parte dei piloti rientrano in corsia box. Chi non rientra sono i doppiati, che cercano di sdoppiarsi. Nelle prime file poco cambia ma Rahal, Pagenaud e Andretti riescono a riscattare qualche posizione. Davanti a tutti c’è ancora Fernando Alonso, seguito da Alexander Rossi, Takuma Sato, Ed Carpenter e Ryan Hunter-Reay. Invece Tony Kanaan è in difficoltà per problemi al rifornimento.

Marco Andretti e Takuma Sato

Riscatta la bandiera verde con uno scambio di posizioni tra Alonso e Rossi. Siamo al giro 62 e ci sono 4 Andretti nelle prime 4 posizioni. Alonso perde la posizione su Sato, e anche Hunter-Reay lo sorpassa. E al giro 65 Takuma Sato prende la testa della gara, con Rossi costretto a difendere coi denti la seconda posizione da Hunter-Reay.

Sventolano ancora le bandiere gialle al giro 66 perché Conor Daly striscia contro il muro dopo aver provato un sorpasso impossibile all’esterno di Montoya, mentre in contemporanea va fuori pista anche Jack Harvey.

La bandiera verde sventola ancora al giro 75. Incredibili i doppi sorpassi all’esterno di Hinchcliffe e Power, mentre Sato affonda e Rossi si prende la prima posizione, seguito da Hunter-Reay e Alonso. Al 79° giro Hunter-Reay prende la testa della classifica. Solo due giri dopo ritorna la bandiera gialla: c’è un detrito di Andretti sul rettilineo di partenza.

A questo punto tutti si fiondano nei box per un pit-stop. La girandola premia Newgarden e Montoya che recuperano 10 posizioni in due ma buttano all’indietro Sato, e Andretti costretto a sostituire l’alettone posteriore.  Il gruppo di testa è inquinato dai piloti che non hanno rifornito, come Chilton, Power e Castroneves. Hunter-Reay e Rossi riescono a sbarazzarsi prima degli avversari mentre Alonso resta imbottigliato nel traffico e lascia passare Castroneves. Finalmente al 94° giro ritorna 4° sbarazzandosi di Chilton.

Castroneves conduce il gruppo

Nei giri seguenti il gruppo di testa oscilla scambiando posizioni tra Castroneves (sempre primo), Hunter-Reay, Alonso e Rossi. Comincia così l’ultima metà di gara. Al 104° giro Castroneves ritorna ai box perché aveva saltato la sosta. Anche Power e Chilton rientrano e quando tornano in pista si intersecano col gruppetto di testa: Rossi e Alonso usano i due doppiati per aspirarne la scia e abbattere i consumi di carburante. E intanto è tornato Graham Rahal, che passa Alonso.

Al 113° giro rientra ai box Alexander Rossi e riapre le danze in pit-lane. Al giro dopo tocca a Ryan Hunter-Reay e Fernando Alonso, e diversi altri. Quando la classifica si ricompone, il terzetto Andretti è lo stesso: Rossi, Hunter-Reay e Alonso. Ma li seguono altri tre del Team Penske, attaccati agli scarichi dell’asturiano: Castroneves, Power, Newgarden.

Ennesima bandiera gialla per l’incidente con Buddy Lazier al giro 122. Il #44 aveva vinto la 500 Indy 1996, quest’anno ha perso il controllo della vettura e si è spiaccicato contro il muretto in una nuvola di polvere che ha seminato il panico tra gli inseguitori. Nei box si fiondano Chilton, Andretti, Pagenaud, Hildebrand e altri. In regime di bandiera gialla si ritira Sage Karam.

La ripartenza viene data al 130° giro con Fernando Alonso che si impossessa della 1^ posizione. E a questo punto ritorna la bandiera gialla per altri detriti in pista. Si riparte e Hunter-Reay strappa la testa al collega europeo, ma solo per dare inizio a un nuovo balletto in cui si aggiunge Alexander Rossi.

Hunter-Reay si ritira per problemi al motore

Colpo di scena gigantesco al 137° giro quando esplode il motore a Ryan-Hunter Reay. Ritornano a sventolare le bandiere gialle mentre la 500 Indy perde uno dei protagonisti della gara fino a questo momento. Appena viene aperta la pit-lane tutti rientrano ai box: Alonso mantiene la 1^ posizione. Ma dietro di lui c’è Tony Kanaan, c’è Helio Castroneves, c’è Takuma Sato, c’è Juan Pablo Montoya: tutti pesi massimi della serie americana. Intanto Alexander Rossi ha accusato un problema alla sosta ai box ed è precipitato indietro.

Ritorna verde la corsa al 143° giro e subito ritorna gialla. È una gara funestata dalle bandiere gialle. Tra l’altro Mikhail Aleshin ha la vettura danneggiata, perdendo aerodinamica e non si sa se potrebbe subire ulteriori ripercussioni. La ripartenza viene data al giro 148. Pagenaud rallenta e lo sorpassano in massa, mentre Alonso si aggancia a Kanaan che l’ha passato alla scorsa ripartenza. Rahal subisce una foratura e rientra ai box.

Max Chilton è in testa ma tutto il gruppetto apripista è su una strategia diversa da quella di Kanaan, Alonso e Sato. Pian piano i piloti davanti rientrano ai box, con Chilton per primo ad abbandonare la prima posizione. Al giro 166 Zach Veach e Charlie Kimball abbandonano la fiera. E subito dopo si apre una nuova finestra box, facilitata dall’ennesima caution. Qui ci entrano Castroneves, Alonso, Servia, Sato, Kanaan. E davanti a tutti c’è Max Chilton.

Quando viene ridata bandiera verde, sfrecciano Castroneves e Sato a caccia delle prime posizioni. In questo momento Alonso è 9° dietro Tony Kanaan. Al 175° giro s’infiamma un duello all’ultimo sangue tra Jones e Castroneves, con Sato e Servia pronti ad approfittarne. E Montoya entra in Top 10! Ma nelle retrovie Fernando Alonso riscatta la posizione su TK e cerca, senza successo, il sorpasso su JR Hildebrand. E Takuma Sato riesce a impossessarsi della seconda posizione approfittando del duello tra Jones e Castroneves.

Chilton ha condotto la penultima fase di gara

Ma il vero colpo di scena lo regala il motore Honda di Fernando Alonso che dà forfait a 20 giri dalla fine. Il pilota spagnolo si è reso protagonista di una prestazione straordinaria, ma il propulsore giapponese continua a perseguitarlo. L’asturiano perde potenza in pieno rettilineo ed è costretto a parcheggiare col motore in fumo. Inutile dire che il suo ritiro riporta in vita l’ennesima caution.

Appena ritorna la bandiera verde un gigantesco incidente scatenato da un testacoda di James Davison (colpito da Servia) riporta la gara dietro la pace car. Rimangono coinvolti Josef Newgarden (che però è l’unico senza danni), Will Power e James Hinchcliffe.

L’ultima ripartenza arriva alla 189^ tornata: Takuma Sato prova il sorpasso ma non ci riesce, e Max Chilton rimane in testa. Il duello continua. Da dietro rimonta Alexander Rossi, che è risalito fino alla sesta posizione e sta insidiando Tony Kanaan. Chilton risponde agli attacchi con intelligenza e respinge Sato, che finisce fagocitato da Castroneves. La pressione è a mille: alla 193^ tornata Helio Castroneves si impossessa della prima posizione. Subito dopo Takuma Sato salta Chilton e lo inquadra nel mirino. Al 194° giro Sato sorpassa Castroneves. È duello tra Takuma Sato e Helio Castroneves.

Il giapponese cerca di allungare, anche se ha il brasiliano che lo marca a uomo. 197° giro, gli succhia la scia, si affaccia ma non ci prova. Dietro di loro si avvicina Jones. È un finale da cardiopalma, ma Sato sta perfezionando la sua vittoria. E vince! Il giapponese trova finalmente una vittoria che gli mancava da anni. La vittoria ritorna da Andretti, e sfuma il poker di Helio.

Classifica dell'Indy 500




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Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo di IndyCar e Formula E. Collaboro anche per Talenti Lucani-Passaggio a Sud (www.talentilucani.it), e per Leukòs (https://leukos.home.blog/). Ho scritto pure per Onda Lucana.