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Vettel: “Dobbiamo lavorare sul telaio, ci sono cose della SF90 che non mi piacciono”





Era appena sceso dal terzo gradino del podio, è vero, ma quello che si è presentato davanti ai microfoni dei media al termine del GP della Cina non era affatto un Sebastian Vettel soddisfatto. Il tedesco, che con ogni probabilità dopo le positive FP del venerdì immaginava un epilogo diverso per il weekend di gara numero 1000 nella storia del Circus, è infatti transitato sotto la bandiera a scacchi staccato di 13″7 dal vincitore Lewis Hamilton: un distacco elevato – anzi, un distacco eccessivo – per chi ad inizio stagione veniva addirittura additato come favorito nella rincorsa al titolo iridato.

© Scuderia Ferrari Press
© Scuderia Ferrari Press

“La nostra è stata una domenica difficile – riconosce subito Vettel – “Credevo di poter essere più veloce subito dopo la partenza, ma essendomi ritrovato alle spalle di Leclerc è stato complicato sfruttare le gomme nel modo giusto“. Il #5, effettivamente, nelle fasi iniziali della corsa era apparso più veloce del #16, che non riusciva a scavare un gap rilevante nei suoi confronti e che per questo si è visto arrivare dal muretto Box l’invito a farsi da parte: lasciando pista libera a Vettel, gli uomini di Maranello credevano evidentemente di poter tentare di impensierire quantomeno Valtteri Bottas, in quel momento 2° dietro ad un Lewis Hamilton già in fuga. Le cose, tuttavia, non sono andate nel verso giusto. 

“Mentre ero dietro a Charles sembrava fossi più veloce, ma una volta superato non sono più riuscito a trovare ritmo – prosegue infatti Vettel – “Ho faticato molto nei primi 3-4 giri, dopodiché le cose sono iniziate a migliorare quando era ormai troppo tardi. Alla fine sono contento di aver ottenuto il podio (il primo di questa stagione, ndr), ma manca ancora un po’ di passo e di velocità per essere con le Mercedes“. I miglioramenti da apportare alla SF90, secondo il tedesco, non dovranno riguardare il motore – finito finora sul banco degli imputati per via della sua precaria affidabilità e del suo presunto depotenziamento -, bensì il telaio.

© Scuderia Ferrari Press
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“Ci stiamo impegnando davvero tanto per migliorare” – ha proseguito il #5 della Ferrari – “Stiamo ancora imparando a conoscere la nostra macchina. Sappiamo di avere una buona monoposto, ma ci sono cose che ancora non mi piacciono. Non riusciamo ancora a sfruttarla come vorremmo, quindi è evidente che ci sia parecchio lavoro da fare”. Siamo molto contenti per quel che riguarda la Power Unit, siamo consapevoli di essere molto forti da quel punto di vista. Dobbiamo lavorare un po’ di più dal punto di vista del telaio, dobbiamo individuare quali siano i punti deboli che sappiamo avere in vari aspetti della monoposto. Ora abbiamo un quadro più ampio per capire in cosa la SF90 deficiti un po’, e le prossime settimane per noi saranno fondamentali perché sapremo quale sarà la strada giusta da imboccare nei prossimi mesi”, ha concluso il 4 volte Campione del Mondo di F1.





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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", ho creato FuoriTraiettoria per dirvi la mia sul mondo dei motori in totale indipendenza. Addetto Stampa per la Force India nel GP di Monza 2015 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam ed Addetto Stampa per Honda HRC nel GP di Misano 2016 e nel GP del Mugello 2017.