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Marc Marquez: “Così pensavo che questo potesse essere l’anno del nono”

Marc Marquez si è aperto con Miguel Angel Sanz di Marca, rilasciando una piacevole intervista nella quale ha parlato della propria carriera a 360°. Il #93 ha ricordato come negli anni abbia imparato che per essere il migliore non devi prendere mai nulla per impossibile, anche nei momenti più bui. “Ora più che mai devo ricordare i…

17 Novembre 2020
3 min read

Marc Marquez si è aperto con Miguel Angel Sanz di Marca, rilasciando una piacevole intervista nella quale ha parlato della propria carriera a 360°. Il #93 ha ricordato come negli anni abbia imparato che per essere il migliore non devi prendere mai nulla per impossibile, anche nei momenti più bui.

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“Ora più che mai devo ricordare i bei momenti, e il GP dell’Estoril 2010 è uno di quelli” ha esordito Marquez, ospite del programma Sport Weekend di Marca condotto da Miguel Sanz. Molte persone ricordano quella gara più del titolo di quell’anno. Tutti lo ricordano, per come era tutto, anche l’atmosfera del paddock con alcune squadre che aiutavano i miei meccanici a riparare la moto e poi per essere partito da dietro e aver vinto la gara.” Ma qual è stato il segreto di quella rimonta? Marc non ha dubbi a riguardo.“Penso che sia andata così perché ero completamente all’oscuro di cosa fosse un campionato del mondo, di quello che stavo vivendo e stavo semplicemente guidando una motocicletta.”

Ora Marc e la motocicletta sono come due innamorati costretti a vivere i propri sentimenti a distanza, come del resto molte coppie reali per la Pandemia da Coronavirus. L’infortunio al braccio destro è ancora lungi dall’essere un ricordo, non c’è una data di previsto ricongiungimento tra la Marc e la sua RC213V. Una situazione non nuova per il talento di Cervera, che tra il 2011 ed il 2012 visse l’incubo del ritiro anticipato dalle corse. Nella seconda metà del 2011, da rookie, iniziò una incredibile rimonta che lo portò a giocarsi il titolo iridato nella classe di mezzo con Stefan Bradl. El Cabroncito arrivò a tre punti dal tedesco con ancora due GP da disputare, quelli della Malesia e della Comunità Valenciana.

Proprio nella terra delle tigri il #93 fu vittima di una violenta caduta per la scarsa aderenza della pista, non segnalata dai commissari di pista. La botta gli causò una diplopia di natura traumatica: in sostanza vedeva doppio, sempre. Passai tutto l’inverno con problemi di vista, ci fu una operazione, e senza sapere se sarei tornato o meno. Mi presentai alla prima gara, quasi senza allenamento, e vinsi. Un altro bel ricordo di quella stagione è l’ultima tappa, a Valencia, quando mi toccò partire ultimo per una sanzione ma riuscì a vincere la gara. Dissi addio alla Moto2 per saltare in MotoGP di gran gusto.” Marc in quel 2012 si aggiudicò il titolo mondiale Moto2, con ben 59 punti di vantaggio sul futuro team mate Pol Espargaro.

Nella stagione seguente, al debutto in MotoGP, Marc riuscì a stupire ancora una volta vincendo subito il titolo mondiale nella top class, terza iride complessiva. Fu anche il primo a vincere consecutivamente il titolo in 250/Moto2 e 500/MotoGP. Marc ricorda il primo podio, nella gara inaugurale a Losail, con Rossi e Lorenzo, e ammette di non sapere nemmeno lui come abbia fatto ad acciuffare l’iride al debutto: “fu un anno in cui è successo quello che Dio voleva, e io non avevo alcuna pressione.” E venne il 2014, quando vi fu la consacrazione del #93 grazie ad un dominio totale. “Fu una stagione incredibile tutto è andato bene e non sentivo la pressione, mi riconfermai Campione e, ad essere onesto, in quella stagione la moto mi ha aiutato molto, eravamo un passo avanti davanti agli avversari e questo mi ha permesso di vincere tante gare.”

Infine, Marc ha detto che non gli piace pensare a come festeggiare un titolo, anche se ogni anno pensa di vincere. “E così pensavo che questo potesse essere il nono titolo, ma vediamo il prossimo anno, perché stiamo lavorando per recuperare e provare a combattere ancora una volta.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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