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Sindrome compartimentale, operato Miller che ringrazia il Dottor Mir

Jack Miller è stato operato dal Dottor Mir a Barcellona, dove si era recato ieri per dei problemi all’avambraccio emersi nei due GP svolti a Losail. Stessa sorte è toccata a Iker Lecuona, che si è affidato alle cure del Dottor Eduardo Sánchez Alepuz persso l’Hospital IMED di Valencia. il rientro dei due piloti è previsto il…

7 Aprile 2021
3 min read

Jack Miller è stato operato dal Dottor Mir a Barcellona, dove si era recato ieri per dei problemi all’avambraccio emersi nei due GP svolti a Losail. Stessa sorte è toccata a Iker Lecuona, che si è affidato alle cure del Dottor Eduardo Sánchez Alepuz persso l’Hospital IMED di Valencia. il rientro dei due piloti è previsto il prossimo GP del Portogallo a Portimão, fra dieci giorni.

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Jack Miller si è sottoposto nel tardo pomeriggio di ieri, 6 aprile, ad un intervento chirurgico per risolvere la sindrome compartimentale all’avambraccio destro, che gli ha causato dei problemi durante i primi due Gran Premi stagionali disputati in Qatar. Di rientro da Doha, il pilota australiano si è recato all’Ospedale Universitario Dexeus di Barcellona dove è stato subito visitato dal Dottor Xavier Mir, Direttore dell’Unità degli Arti Superiori dell’Ospedale Dexeus. Dopo aver effettuato una risonanza a riposo e una sotto sforzo, è stato deciso che era necessario eseguire subito l’intervento chirurgico per riportare l’attività vascolare e nervosa dell’avambraccio alla normalità. Si tratta di una patologia emersa negli ultimi 15 anni con l’accresciuta aderenza degli pneumatici anteriori, che ha colpito numerosi piloti anche più volte, costringendo in alcuni casi a diversi interventi chirurgici come successo a Dani Pedrosa.

“L’operazione è stata breve ed è andata molto bene” ha dichiarato il #43 del team Ducati Lenovo.Non vedo l’ora di iniziare la riabilitazione: mancano 10 giorni al prossimo Gran Premio a Portimão e, se le fasi del recupero procederanno normalmente, potrò tornare in pista già in Portogallo anche se non sarò ancora al 100% della mia forma fisica. Voglio ringraziare il Dottor Mir e tutto il suo staff dell’Ospedale Dexeus per la loro disponibilità e per le loro cure”.

Anche Iker Lecuona è stato operato ieri per risolvere il problema della sindrome compartimentale all’avambraccio destro. Lo spagnolo del team Tech3 KTM si è recato all’Hospital IMED di Valencia, dove si è affidato al Dottor Eduardo Sánchez Alepuz. Anche nel suo caso l’operazione è andata bene. I due piloti trascorreranno 24 ore in ospedale e poi potranno iniziare la riabilitazione, con l’obiettivo di poter scendere in pista già nel prossimo appuntamento di Portimão per il Gran Premio del Portogallo in programma dal 16 al 18 aprile.

La sindrome compartimentale è causata da un aumento di pressione all’interno di un compartimento muscolare in quelle zone, come gamba o avambraccio, dove le fasce muscolari sono racchiuse da una membrana fibrosa detta aponeurosi. Sostanzialmente i muscoli eccessivamente sollecitati si dilatano più di quanto dovrebbero, questo limita l’afflusso di sangue mandando crisi i nervi e le fibre muscolari stesse.
Solitamente tra i piloti la sindrome compartimentale colpisce gli avambracci, soprattutto il destro maggiormente sollecitato per via della presenza di acceleratore e freno.

Quando si manifesta, la sindrome compartimentale provoca gran dolore e può portare al blocco del muscolo stesso, per poi sparire da sola dopo 20 minuti di inattività. Per curare i piloti ed evitare che il problema si manifesti cronicamente l’unica via è l’operazione chirurgica, durante la quale viene incisa l’apopneurosi per permettere al muscolo di espandersi senza problemi. In alcuni casi, vedasi Dani Pedrosa, si può arrivare alla rimozione della membrana stessa.

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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