close




Il caso Alpine scuote il WEC: dopo Porsche, anche la casa francese ha annunciato l’abbandono del Mondiale Endurance. La decisione è stata ufficializzata al termine del Social and Economic Committee (CSE) svoltosi quest’oggi.

alpine wec
Alpine letteralmente al tramonto / © DPPI

Non si dica che sia il WEC ad essere in crisi. Ad essere in crisi, e compiere cambi di rotta così drammatici e repentini, sono invece due Case automobilistiche che al WEC erano (o sono) iscritte. Porsche, immersa in una melma economico/finanziaria così putrida da dover tagliare costi – già di per sé relativamente bassi – dal progetto LMDh 963 (per poi subito destinarli al raddoppio in Formula E…) e Alpine, che dal WEC uscirà invece al termine del 2026, nell’ottica di un non meglio precisato aumento della solidità del marchio in linea con nuovi obiettivi.

Non un problema generato dal campionato, dunque, ma dalla labile condizione del mercato automotive (europeo). Qui risiedono le ragioni della crisi: tra le più evidenti spiccano le scellerate politiche di elettrificazione messe in campo da diversi anni e l’incapacità di competere con il mercato extra-europeo, con risultati pessimi per Porsche e decisamente mediocri per Renault/Alpine. Delle difficoltà di Stoccarda avevamo già parlato al tempo, prima della loro uscita dal WEC, in questo articolo; quelle della Casa francese le analizzeremo invece più avanti.

Per ora, ci concentriamo sull’annuncio e sulla tensione scatenatasi a Viry-Châtillon. Nella cittadina che ospita l’ormai ex-quartier generale Renault nel quale venivano prodotti i motori destinati alla F1, la situazione è detonata anticipata da alcuni eventi significativi avvenuti nei giorni scorsi.

Eh sì, perché ad esporsi pubblicamente nei confronti della clamorosa e improvvisa (e all’epoca non ancora confermata) notizia di chiusura degli stabilimenti di Renault/Alpine è stato addirittura il Sindaco della cittadina francese: Jean-Marie Vilain, con un virale post social e relativo comunicato stampa, si è detto a tutti gli effetti “tradito” dal gruppo Renault.

Dopo l’accordo stretto con Mercedes per la fornitura della Power Unit (annunciato a fine 2024 e in vigore a partire proprio dal 2026), l’impianto Renault di Viry-Châtillon non era ormai più strategico e funzionale al progetto Formula 1 ed era stato dunque destinato – non senza polemiche e violente proteste – allo sviluppo delle attività relative al programma Endurance; in particolare, a quelle sulla Hypercar LMDh Alpine A424 iscritta al WEC (e vincente alla 6 Ore del Fuji 2025) e sulla innovativa Alpenglow a idrogeno.

Il mio stupore è pari alla mia rabbia di fronte a questo rinnegamento e mancanza di rispetto della parola data, che traduce anche una totale mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti” ha tuonato il Primo Cittadino transalpino che, non pago, ha espresso una netta posizione di contrasto alla decisione chiedendo “con urgenza al gruppo Renault e al suo azionista, lo Stato, di tornare su questa decisione. Mi riservo il diritto di intraprendere tutte le azioni possibili per manifestare contro quello che considero un vero e proprio tradimento“.

In effetti, nel comunicato stampa ufficiale del gruppo Renault diramato il 1° ottobre 2024, si specificava che “Hypertech Alpine con sede a Viry-Châtillon sarà a regime entro fine 2024 e, fin dall’inizio, lavorerà sui progetti futuri del Gruppo e della Marca con un forte radicamento nel motorsport, come il Campionato Mondiale Endurance (WEC) e la Dakar” e che “ad ogni dipendente coinvolto nel progetto di trasformazione sarà offerto un nuovo posto di lavoro nel centro Hypertech Alpine”.

Ricordiamo che negli edifici di Viry-Chatillon sono ad oggi impiegati circa 350 dipendenti. Alpine era rientrata nel WEC – dopo un anno di pausa – nel 2024 grazie ai regolamenti LMDh, che avevano consentito di realizzare con Oreca e Signatech la accattivante A424 con il compito di sostituire la LMP1 Rebellion R13 (ri-brandizzata nel 2021 in Alpine A480 con l’avvento del regolamento LMH e Classe Hypercar) pensionata nel 2022.

È semplicemente scandaloso, perché ignora tutti gli impegni che erano stati presi e ribaditi alla città e ai dipendenti durante i due precedenti comitati di monitoraggio”, ha proseguito il Sindaco d’oltralpe. “Ricordiamo che il gruppo ha annunciato un aumento di quasi il 7% del suo fatturato nel terzo trimestre del 2025. Faccio quindi appello alla responsabilità dei dirigenti del gruppo Renault affinché gli impegni presi siano rispettati, nonché all’intervento dello Stato che, in qualità di azionista di maggioranza di questo gruppo, ha il dovere di intervenire per garantire il rispetto della parola data e dei suoi dipendenti”.

alpine wec
© DPPI

Parole forti, quelle di Jean-Marie Vilain, rimaste inascoltate. Analizzate le ragioni, chi ha deciso questo improvviso cambio di strada? La responsabilità della nuova linea pare essere del nuovo Amministratore Delegato del gruppo Renault François Provost che, dopo essere subentrato a De Meo nel corso dell’estate 2025, ha voluto imprimere un proprio stile strategico. Stile che, dunque, comporterà il pesante ridimensionamento (se non addirittura la chiusura) di uno stabilimento da oltre 350 anime già destabilizzate dallo scossone causato dallo stop ai lavori sulle nuove Power Unit per la Formula 1.

“Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili per proteggere i progetti a lungo termine. L’industria automobilistica, e in particolare il mercato dei veicoli elettrici, sta crescendo più lentamente del previsto, ha spiegato oggi Philippe Krief, il CEO Alpine. “Per avere successo a lungo termine dobbiamo continuare a investire sui nostri prodotti e nel marchio Alpine. Il risultato è che dobbiamo intraprendere azioni decisive per dare al marchio un futuro sostenibile. Per quanto riguarda le corse, pur rammaricandoci di non proseguire nel WEC dopo questa stagione, concentrarci sulla F1 ci offre una piattaforma unica da cui possiamo aumentare la solidità del marchio in linea con i nostri obiettivi“.

La manovra di fuga è analoga a quella effettuata da Porsche, anche se le due sono avvenute con tempistiche differenti. Se per la casa di Stoccarda la decisione dello stop era stata presa proprio in prossimità del termine di stagione, per il costruttore francese si è invece trattato di un annuncio a largo anticipo, con un intero Mondiale ancora da correre e una 24 Ore di Le Mans alla quale partecipare.

Anche le motivazioni addotte sono praticamente le stesse: una “ristrutturazione strategicapromossa in nome del miglioramento del prestigio Alpine con una dichiarazione che poco evidenzia delle voragini lasciate da un settore automotive completamente in crisi e incapace di competere con la concorrenza extra-europea. L’unica differenza con Porsche è che Alpine non si è resa completamente ridicola annunciando, in contemporanea all’abbandono del WEC, il raddoppio dell’impegno in Formula E. Piuttosto, ha gettato sul piatto non meglio precisate attività riguardanti la Formula 1.

Dato tutto ciò, il terremoto Alpine potrebbe anche spiegare l’improvvisa uscita di Mick Schumacher, pilota di punta Alpine nel WEC, in favore della IndyCar. Dopo aver gioito per l’interessamento di Honda all’ingresso nel Wolrd Endurance Championship, con l’uscita di Alpine si conferma comunque una grande regola generale: gli appassionati del WEC non possono godere di due notizie positive in una sola giornata.





Tags : AlpineHypercarwecwec 2026world endurance championship
Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato. Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano