Dal suo ingresso nel WEC, avvenuto nel 2024, BMW era solo riuscita a centrare alcuni piazzamenti a podio. Oggi, in casa WRT, con la vittoria nella 6 Ore di Spa 2026 la Casa bavarese mette finalmente la sua firma sul libretto delle LMDh capaci di ottenere una vittoria.
Vero, l’ultima vittoria a Le Mans per BMW risale al 1999. Ma va anche detto che, parlando solamente di Campionato Mondiale Sportcar, è la 1000 km del Nurburgring 1981 ad essere l’ultima gara con successo della Casa di Monaco di Baviera, ottenuto con Hans Joachim Stuck e Nelson Piquet (campione di F1 quell’anno) al volante.
Tralasciando le new entry come Genesis (a punti nella loro seconda gara!), la M-Hybrid V8 era – fino ad oggi – l’unica LMDh a non aver mai ottenuto una vittoria nel World Endurance Championship: il prototipo di Monaco, telaio Dallara e dotato del V8 biturbo derivato dal DTM, era stato finora capace – sotto il controllo del team Rahal Letterman Lanigan Racing – di vincere solo negli USA, conquistando tre gare IMSA in altrettante edizioni di partecipazione. Gli aggiornamenti portati nell’anno passato e nel corso dell’inverno hanno reso la vettura sicuramente più comprensibile e bilanciata, e i risultati si sono finalmente palesati oggi.
Al termine della 6 Ore di Spa 2026 valida per il WEC, in Belgio, proprio a casa del Team WRT di Vincent Vosse – che da quest’anno ha allargato il proprio impegno anche nella preparazione delle vetture iscritte al campionato nordamericano – la BMW M Hybrid V8 ha regalato la prima vera – doppia – gioia.
Prima delle escluse dalla Hyperpole di ieri (per 10 millesimi) e scattata 11a tra le Hypercar, la BMW #20 ha reso quello di Spa Francorchamps un “weekend delle prime volte” facendo seguito alla quasi insperata prima pole position della Peugeot 9X8 nel WEC.
Non è raro (anzi) che nelle gare di durata si vinca anche partendo dal comune limitrofo a quello in cui si trova la pista. Complice una strategia azzardata ma perfetta, la #20 di Frijns/Rast/S.Van Der Linde si è trovata al posto giusto al momento giusto. Quale? Quello in cui la VSC (e conseguente SC) è stata chiamata a causa della cilindrata operata dalla sfortunata Peugeot #94 ai danni della Mercedes #61 di Matteo Cressoni. La neutralizzazione è stata chiamata proprio nel momento in cui la LMDhBMW #20 si trovava in testa alla seconda gara stagionale del WEC, in virtù di una chiamata avvenuta nel momento del primo pit-stop di giornata che l’aveva portata in 1° posizione grazie ad una sosta più rapida (50”) rispetto a quelle dei diretti avversari (tutte oltre i 60”).
L’idea era quella di smarcare subito l’eventuale “Splash&Go” a fine corsa, guadagnando track-position fuori dal traffico; il risultato è stato quello di trovarsi in testa, con ampio margine per fare un full-service, nel momento in cui serviva di più.
Stessa logica ha seguito Toyota, che con la #8 scattata in sostanza dal Lussemburgo ha impostato, allo stesso modo di BMW, unastrategia “al contrario” rispetto a tutti gli altri (estremizzandola ancor di più, essendosi fermata addirittura a dopo soli 38 minuti), chiudendo poi comunque solamente in 10a posizione essendo stata costretta ad un’ulteriore sosta nel finale.
Più lineare – sebbene faticosa – è stata la gara della TR010 #7, 5a al traguardo dopo aver subìto il sorpasso all’ultimo giro da parte della Aston Martin #007 in fondo al Kemmel. L’assalto al podio della casa inglese non è andato come sperato, dato che la #009 di Alex Riberas (su gomme Soft e fino a quel momento la più in palla) è stata accompagnata sull’erba del Kemmel dalla Alpine #35 guidata da Antonio Felix Da Costa, facendogli perdere il controllo a oltre 300Kmh. L’impatto, che poteva risultare molto peggiore, alla fine ha comportato relativamente pochi danni, ma sufficienti a dire addio a quella che sarebbe stata un’altra “prima volta” nel weekend di Spa Francorchamps. Peccato, grande spreco.
THE #009 VALKYRIE IS OUT ❌
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) May 9, 2026
A heartbreaking end to the race for @AlexRiberas and @AMR_Official after going off while attempting an overtake.#WEC #6HSpa #AstonMartin pic.twitter.com/NRL4x85EcG
La superstite è dunque la #007, giunta 4a dopo una gara corsa praticamente sempre all’interno della top-10 e ben gestita nel finale, con la mossa delle gomme morbide che ha pagato; bene per quest’ultimo equipaggio (Gamble/Tinknel), ma forse (forse) questa volta il potenziale per fare di più c’era.
Capitolo Ferrari: partiamo dalla #51, protagonista a nella 6 Ore di Spa di una gara pirotecnica dopo esser scattata dalle ultime file. A risalire con sudore fino alla top-10, e in pari con le strategie altrui, ci hanno pensato prima Giovinazzi (rischiando anche una penalità per un contatto con Magnussen e rientro in pista azzardato), poi Calado e infine Pier Guidi. La ricompensa? Come la vita insegna, una tuonata improvvisa sul fianco sinistro; la generosa collaborazione è stata offerta dalla poderosa BMW M4 di Augusto Farfus e dalla Porsche #91 di Guven, che a La Source si sono dimenticati di trovarsi in pista circondati da Hypercar. Ritiro a un’ora dalla fine, zero punti, resettare in vista di Le Mans.
BIG impact between #51 Ferrari and #32 BMW 😰
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) May 9, 2026
Alessandro Pier Guidi was completely helpless in this situation… both cars go back to the pits.#WEC #6HSpa #Ferrari pic.twitter.com/lfAVyTjrrG
Parlando della #50, la sorte ha deciso di punire prima per regalare dopo. La bella rimonta di Molina lungo le prime due ore era stata vanificata da 20” persi al pit-stop per via di un’anteriore sinistra capricciosa, lasciando prima a Nielsen e poi a Fuoco il compito di risalire il gruppo. Compito riuscito parecchio bene dalla 499P più in palla del weekend di Spa, l’unica a raggiungere la Hyperpole e anche l’unica delle due ufficiali a raggiungere la bandiera a scacchi; la #83 privata di AF Corse non è mai stata della partita, ma ha comunque chiuso in un solido 6° posto.
Veniamo però alle note davvero dolenti dal punto di vista sportivo, al vero e proprio “Festival dello spreco”. La 6 Ore di Spa 2026 è stata a lunghi tratti terreno di caccia per la Alpine #35 (Habsburg/Da Costa/Milesi), che ha fiutato il profumo della vittoria per tutte le ore centrali guidando la gara assieme alla Cadillac (la #12, dato che la #38 si è lanciata fuori con la più classica delle Bamberate). Tuttavia, come dire…ecco, sì: entrambe l’hanno ricevuto nel retrotreno. La Cadillac #12, dopo una strabordante prima parte per mano di Will Stevens ha dapprima perso ritmo – e leadership – con Deletraz al volante, per poi prendere una penalità capace di azzoppare completamente ogni sforzo di raggiungere un risultato definibile “decente”, visto il grande potenziale sbloccato sulla V-Series.R.
La Alpine #35, principale contendente alla vittoria fino alla chiamata della VSC+SC a 2 ore dal termine, si è invece trovata sopravanzata dalla BMW #20, dalla Toyota #7 e dalla Ferrari #50, e nella rincorsa alle posizioni di vertice nell’ultimo stint con Da Costa è finita in un pericolosissimo testacoda al Raidillon concludendo fuori di punti. Forse il disastro e lo spreco più grosso di giornata, visto come si erano messe le cose e la grande velocità dimostrata dalla A424 in ogni condizione di temperatura.
INSANELY close call for #007 Aston Martin 🤯
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) May 9, 2026
What a save by Tom Gamble in the @AMR_Official Valkyrie, right behind the #35 Alpine!
Watch live on https://t.co/w6RMSwCPPk.#WEC #6HSpa #AstonMartin #Alpine @Heart_Of_Racing pic.twitter.com/MfOOSVn3id
Delusione che regna sovrana anche in casa Vista AF Corse, che in LMGT3 si è vista – di nuovo – privata di una vittoria dopo aver esser passata per prima sotto la bandiera a scacchi. La penalità di 5″ comminata per unsafe release ha relegato Rovera/Heriau/Mann in 4a posizione, sprecando una grande gara corsa tutta all’attacco e concedendo la vittoria di Classe alla McLaren #10 di Au/Fleming/Kirchofer. In 2a e 3a piazza hanno invece concluso Drudi/Robinchon/James su Aston Martin #27 e Lietz/Pera/Hardwick su Porsche #92.
Peccato per la Ford Mustang, protagonista nella prima metà gara: dapprima con Powell, autore di uno strepitoso sorpasso ai danni della Lexus di David in Eau Rouge-Raidillon, e poi beffato da una Perzianata by FT in piena regola a Stavelot, con due ruote in ghiaia mentre era in testa e insabbiamento successivo. Due penalità per track-limits hanno invece frenato la corsa di Gattuso/Levorato/Sargeant, in fondo al gruppo delle LMGT3 dopo aver a lungo comandato la classifica delle GT.
WEC – risultati 6 Ore di Spa 2026

L’appuntamento con il WEC – di qui cliccando qui potrete visionare le classifiche aggiornate – è ora con la 24 Ore di Le Mans 2026!

