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Il 6 e 7 Marzo andrà in scena un’incanto decisamente classico in quel della Florida. Come tutti gli anni torna infatti il concorso di eleganza di Amelia Island e Broad Arrow si fa trovare pronta con molti lotti interessanti. Tra di essi spicca una vettura insolita e decisamente unica, destinata a far ricredere le masse sul valore di un modello non proprio fortunato. Parliamo infatti di una Porsche 968 Turbo RS, accreditata di una quotazione decisamente fuori dagli schemi. Il mercato le darà ragione?

Nel clima caldo e umido della Florida, nonostante un inverno freddo per gli standard locali (si sono toccate minime di 6-7 gradi a Miami!) , sta per andare in scena uno dei più grandi spettacoli legati al mondo dell’auto d’epoca: il concorso d’eleganza di Amelia Island! E così tra abiti eleganti, cocktail e cappelli Panama ritorna la “solita” competizione tra le varie case d’aste per portare in scena gli incanti più eclatanti. Broad Arrow, dopo aver spodestato RMSotheby’s nel 2024, si gode il suo ruolo di asta ufficiale del concorso di eleganza e lo fa proponendo un catalogo con molte auto destinate a stupire.

La Porsche 968 Turbo RS all’asta – Immagine Broad Arrow

In un contesto di incertezza generale dopo i risultati delle ultime vendite all’incanto, che sembrano sempre più andare in direzione di un cambio di interesse degli acquirenti, la casa d’aste di proprietà del gruppo Hagerty decide di fare una scommessa azzardata. Questo puntando su una youngtimer decisamente rara e dal pedigree tutto particolare, il che la rende imperdibile per noi di Fuori Traiettoria. Stiamo parlando di una pressoché unica Porsche 968 Turbo RS del 1993, tanto rara quanto prestazionale e con un passato racing veramente importante. Il mercato premierà questa scelta? Noi intanto siamo pronti a raccontarvela per filo e per segno!

Porsche 968, 944 S3 per gli amici

Nei primi anni 90 la Porsche, come ciclicamente accade nel corso della sua storia (vedi ritiro dal WEC nei mesi scorsi), non se la passa benissimo a livello economico. La gamma sta invecchiando in fretta e l’eterna 911 non basta da sola a tenere a galla le vendite del marchio. Allo stesso tempo 944 e 928 iniziano a risentire del passare del tempo, calcando già la scena dagli anni 70 e non potendo sembrare degli UFO per sempre. Nel caso della 944 si parla di un modello derivante dalla prima 924, sulla breccia dal lontano 1976, base per un’evoluzione continua durata quasi venti anni. A Weissach si decide perciò di rimaneggiare la gamma prodotti, aggiornandola e cercando di spendere il meno possibile. Nasce così la Porsche 968, che nelle intenzioni iniziali dovrebbe chiamarsi 944 S3.

La Porsche 968 in allestimento Sport per il mercato britannico – Immagine stuttcars.com

Si sceglie di non optare per la continuità ma questo avviene solo per il naming, dato che ritroviamo lo stesso propulsore raffreddato a liquido montato all’anteriore e la trazione posteriore. Il transaxle fa ancora la parte del leone per quanto riguarda l’handling, mentre il propulsore a 4 cilindri viene aggiornato mantenendo la cilindrata di 3 litri e guadagnando la fasatura variabile, chiamata Variocam, oltre al cambio manuale a 6 rapporti o l’automatico Tiptronic. L’80% dei componenti viene aggiornato ma la vera differenza si nota all’esterno, con un corpo vettura che si allinea con i canoni estetici della sorella maggiore 928, ottenendo dei gruppi ottici più affusolati al posteriore e dei pop-up di forma rotondeggiante all’anteriore. Il restyling prosegue anche con un diverso posizionamento sul mercato, dato il prezzo ribassato rispetto alla uscente 944 S2, dalla quale riprende anche la presenza della versione scoperta. E tutto questo avviene con un cospicuo aumento della dotazione di serie!

La Porsche 968 nella seducente versione Cabriolet – Immagine Wikipedia.org

Il mercato però non la premia, dimenticandola presto e bollandola come un insuccesso nonostante le ottime qualità dinamiche e prestazionali. Se ne stimano infatti poco più di 11000 esemplari in tutto, con la produzione che termina nel 1995 senza avere una erede diretta. Il segmento sarà poi appannaggio della Boxter ma questa è un’altra storia, fatta di boxer e di sei cilindri, oltre che di linee più tradizionali e ispirate alla sorellona 911. Pensate che, fino alla nascita della ben diversa Cayenne, si tratterà dell’ultima Porsche con motore anteriore a presidiare il mercato!

Eppure in tutta questa storia di apparente insuccesso ci sono degli esemplari che riescono decisamente a ingolosire anche l’appassionato più esigente. Eh sì, perchè nel 1993 si opta per creare una versione di accesso alla gamma, spartana ma per questo più leggera e cattiva. Nasce così la Club Sport, CS per gli aficionados della casa di Stoccarda, con l’obiettivo di strizzare l’occhio alla clientela pistaiola del marchio. Per la cronaca uno splendido esemplare di 968CS andrà all’asta sempre ad Amelia Island con Broad Arrow, accreditata del lotto 169 e valutata tra 68.000 e 85.000€. Che il curatore del catalogo abbia un debole per il modello? Se volesse fare outing noi siamo qui… Tornando alla Club Sport, nemmeno questo tentativo riesce a risollevare le vendite, ma pone comunque le basi per una escalation prestazionale che non tarda a manifestare i propri sintomi. E il risultato sarà quella libidine su quattro ruote che state per vedere…

La Porsche 968 Club Sport del 1993 all’asta – Immagine Broad Arrow

Infatti, vista la situazione difficile del marchio, si chiede la collaborazione del leggendario reparto corse della casa di Stoccarda. Nascono così la 968 Turbo S e la ancora più estrema 968 Turbo RS. E qui, per detta degli stessi progettisti, l’intenzione è di far gola ai clienti più esigenti in fatto di prestazioni, ovvero i proprietari di scuderie. La ricetta prevede un monoblocco in Nikasil rinforzato, creando un motore da 3 litri sovralimentato che sviluppa 305cv e ben 569Nm di coppia sulla Turbo S. Ma gli incontentabili chiedono ancora di più e così si giunge ai 360cv della Turbo RS, dotata non a caso di una roll cage aggiuntiva e tanti altri dettagli che la rendono decisamente racing. Voci di corridoio dicono che anche la Carrera RSR sia stata messa dietro da questa belva! Tornando alla vettura all’asta sappiate che di Turbo RS ne esistono solo tre esemplari e la nostra beniamina con chassis “96062” è una di loro!

968 Turbo RS “96062” : unicorno racing

La vettura in questione nasce per ultima nella mini-produzione di tre esemplari della 968 Turbo RS. Rifinita in cromia nera sfoggia da subito la livrea che potete osservare ancora oggi, definita “Bubbles”, che la rende appariscente il giusto per farsi notare da una clientela decisamente racing. Il codice “005” riportato sulla documentazione la rivela subito per una Turbo RS, differenziandola dalle repliche sorte nel corso degli anni modificando modelli base di 968. L’ultima della specie, così potremmo definirla, esce dalla fabbrica con una dotazione di serie migliore rispetto alle altre due sorelle. La scopriamo così equipaggiata con optional “lussuosi” come bloccasterzo, sistema di allarme, regolatore del livello dei fari e moquette nel vano bagagli. Questo perché pare che la “96062” abbia seriamente rischiato di finire in una concessionaria per attirare nuovi clienti per il modello. La realtà ci racconta invece che la sua livrea abbia attirato oltre 400.000 sguardi in quel di Essen, con la 968 esposta nello stand Porsche del salone.

Ma che occhi grandi che hai! Lo sguardo seducente della 968 Turbo RS – Immagine Broad Arrow

La storia prende una piega improvvisa, salvando la 968 da una vita “banale”, quando la vettura viene venduta a Erik Henriksen, cliente di lunga data della casa tedesca. Questi, dopo essersi distinto nei monomarca britannici dedicate alle vetture di Stoccarda, decide di schierare la Turbo RS nella stagione inaugurale del BPR International GT Endurance Series per correre insieme a Justin Bell, figlio del leggendario Derek Bell. Jürgen Barth, Patrick Peter e Stéphane Ratel creano infatti una serie “sostitutiva”, non a caso chiamata BPR dalle iniziali dei cognomi, del Campionato Mondiale Sportprototipi, colmando così un vuoto importante fino al 1997, anno di nascita del mondiale FIA GT.

Vista di 3/4 posteriore della Porsche 968 Turbo RS in livrea “Bubbles”- Immagine Broad Arrow

La 968 Turbo RS, così come si presenta in quel momento, non è ancora adatta alle gare di durata dato che è stata preparata in configurazione ADAC GT Cup. RSR Engineering si occupa così delle modifiche aggiungendo un serbatoio maggiorato, martinetti pneumatici e parafanghi anteriori, portiere e cofano in Kevlar. A completare l’opera arrivano i mozzi Centerlock acquistati da Porsche per montare cerchi BBS con pneumatici slick.

L’interno della Porsche 968 Turbo RS – Immagine Broad Arrow

Così allestita la Turbo RS debutta nel BPR, iscritta del team Mulsanne Racing RSR Motorsport, dovendosi ritirare a soli 3 minuti dal termine della gara inaugurale al Paul Ricard. Porsche si dimostra molto disponibile nei confronti dei suoi clienti, assumendosi la responsabilità del guasto e sostituendo per intero il propulsore. La gara successiva vede la 968 piazzarsi quarta di classe e ottava assoluta in quel di Jarama, preludio del primo podio di classe arrivato a Digione. Alla 1000km di Parigi tornano dei problemi al propulsore, che non le impediscono comunque di tagliare il traguardo. La stagione si chiude con la 4h di Vallelunga che vede la 968 impegnata per l’ultima volta dalla scuderia. Curiosamente con questi risultati la vettura avrebbe ottenuto anche la qualificazione alla 24h di Le Mans, con il team che non si prende il rischio di schierare la 968 in una competizione simile, temendo problemi di affidabilità su una distanza simile. Il team decide di sfruttare la qualificazione alla classica de La Sarthe schierando la 911 RSR di Henriksen, chiudendo così l’esperienza con la rarissima 968. Già, perché proprio la rarità della 968 Turbo RS è tale da renderla da subito un unicorno racing, facendone immediatamente una vettura da collezione.

Il cuore pulsante sovralimentato della 968 Turbo RS – Immagine Broad Arrow

La “96062” raggiunge l’attuale proprietario nel 2008, diventando la prima componente di una collezione che nel tempo le vedrà accanto altre one-off clamorose. Secondo un rapporto di Jürgen Barth, esperto del marchio e vincitore della 24h di Le Mans 1977, la vettura si presenta ancora nella livrea sfoggiata alla sua ultima partecipazione al BPR in quel di Vallelunga. Si spiega così la sua lunga assenza dalle scene, avendola voluta preservare in condizioni di originalità che la rendono incredibile ancora oggi. Dalla sua ultima gara solo un tagliando, eseguito da pochi giorni dagli esperti di Porsche Motorsport Nord America(PMNA). Ovviamente in questa occasione è stata stilata una lista di interventi consigliati al futuro acquirente per poterla riportare agli antichi splendori prestazionali, compresa la sottolineatura che il cofano “Essen”, rimontato al posto di quello del BPR, potrebbe peggiorare le prestazioni della turbina. L’expertise di Jürgen Barth e tutte le parti sfoggiate a Essen e nel BPR completano la dotazione che la vede andare all’asta, una testimonianza perfetta del valore storico di questo modello.

Dove, quando e soprattutto… Quanto?

Come preannunciato l’asta si terrà il 6 e 7 Marzo nella tradizionale location del Ritz-Carlton Hotel di Amelia Island, che da quattro anni ospita l’incanto di Broad Arrow. La vendita all’asta inizierà Venerdì 6 Marzo alle 15 locali, le 21 in Italia e l’aggiudicazione dei lotti proseguirà poi il giorno seguente, Sabato 7 Marzo, dalle 10:30 del mattino, le 16:30 italiane. Chi volesse osservare da vicino i lotti in vendita potrà farlo con delle apposite anteprime previste Giovedì 5 marzo dalle 9 alle 16, Venerdì 6 Marzo dalle 9 sino all’inizio dell’asta. Lo stesso varrà per una mini-preview prevista l’ultimo giorno di aste, dalle 9 sino alla ripresa dell’incanto.

Una vista dall’alto dell’incanto 2025 di Broad Arrow al Ritz-Carlton Hotel – Immagine Broad Arrow

Stabilito dove e quando potreste sfogare il vostro bisogno di Porsche, adesso immagino che vorrete saperne di più sulla 968 Turbo RS che vi abbiamo presentato. E qui arrivano le dolenti note per i portafogli più scarni, perché la casa d’aste prevede una vendita per un valore superiore a 1 milione di Dollari, quindi oltre gli 850.000€. Il lotto assegnatole è il 157, che verrà battuto all’asta durante la giornata di Venerdì 6 Marzo.

Una semplice scritta vale così tanta differenza? Secondo noi sì! – Immagine Broad Arrow

Visto l’appeal non esaltante del modello “base” potrebbe sembrare una cifra esosa ma la realtà dei fatti ci parla di una vettura semplicemente unica e con una storia di tutto riguardo. Stiamo parlando dell’unico modello a motore anteriore a vantare la sigla RS nel proprio nome, sino a quel momento appannaggio esclusivo della 911 in tutte le sue declinazioni. Se vi servissero ulteriori elementi sappiate che negli stessi giorni Gooding Christie’s venderà all’incanto una 968 Turbo S, quindi rara ma non come la Turbo RS, con una stima compresa tra 900.000 e 1.200.000 Dollari. Nel caso della “96062” vi sono dei lavoretti da fare per renderla perfetta ma siamo certi che ne valga la pena. Broad Arrow prova così a cavalcare l’onda del cambiamento che vede le youngtimer maggiormente apprezzate negli ultimi incanti. E voi, comprereste questo unicorno?





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Claudio Raspanti

The author Claudio Raspanti

Fiorentino doc classe 1985, inizio da subito a mostrare una passione monstre per i motori. Le mie prime parole sono state nomi di auto e ho trascorso gli anni in un crescendo di Superturismo e F1. Dopo un diploma di perito industriale sono finito a fare il macchinista di treni merci, lavoro che adoro al pari della mia altra passione. Già, perché da qualche anno scrivo in maniera compulsiva di motori e così ho iniziato a collaborare prima con un blog e poi con una importante testata italiana. Dopo essere stato tra i fondatori del Knight Rider Italia, fan club italiano della serie Supercar, sono divenuto assiduo frequentatore della 24h di Le Mans e dei suoi campeggi. Essendo anche motociclista vi avverto che potreste trovarmi sui passi dell'Appennino Tosco-Emiliano!