Il potenziale c’è tutto. La Ferrari 499P, secondo Ferdinando Cannizzo, ha tutte le carte in regola per comportarsi alla grande sui saliscendi dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Come già sottolineato dai piloti Pier Guidi, Molina e Nielsen, c’è però da stare all’erta: Toyota sembra essere tornata davvero temibile.
Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars di Ferrari, ha parlato ai microfoni di noi giornalisti accorsi nell’Hospitality di Ferrari AF Corse allestita nell’affollato paddock rilasciando alcune interessanti dichiarazioni utili a creare oggettive aspettative in vista della 6 Ore di Imola prevista questa domenica.
La 499P Made in Fiorano/Maranello ha comandato le FP1 con un 1-2-3 di vetture, ma non per forza è tutto oro ciò che luccica; la vittoria non è scontata – come sottolineato dagli stessi piloti – e l’ottimizzazione del complesso sistema Hypercar è più che mai necessario, visti i progressi mostrati nel corso dell’inverno (e del Prologo) da avversari storici e non: uno su tutti? Toyota.
Ferdinando Cannizzo: “Imola è un circuito favorevole a Ferrari, ma Toyota resta un’avversaria fortissima”
Abbiamo sentito i piloti parlare di una buona correlazione dati durante questa settimana, influenzata anche dalle condizioni meteorologiche. Vi siete già fatti un’idea sul setup, senza farvi false illusioni, in base ai dati raccolti al Prologo?
Ferdinando Cannizzo: Sono stati giorni interessanti al Prologo. Speravamo di avere una giornata asciutta per ottimizzare il nostro percorso, ma alla fine siamo contenti così, perché abbiamo avuto la possibilità di provare sul bagnato e sull’umido, condizioni mai facili. Abbiamo completato due buone sessioni. La correlazione con il simulatore è ottima: il lavoro di preparazione invernale è servito e sta dando risultati. L’obiettivo principale era comprendere i nuovi pneumatici, dato che li avevamo testati seriamente solo in Qatar un mese fa. Proprio qui a Imola, poche settimane fa, abbiamo completato il lavoro comprendendo meglio anche la mescola Soft. Ora abbiamo un quadro più chiaro per la strategia di qualifica.
Guardando i dati dopo le FP1 della 6 Ore di Imola, le squadre sembrano tutte molto vicine. Ma è Ferrari la favorita?
FC: Durante le prove libere e il Prologo abbiamo esplorato tutte le condizioni, sia per la qualifica che per il passo gara. Aver provato la simulazione di qualifica questa mattina ci ha posizionato in alto in classifica, ma se analizziamo i numeri del passo gara, tutte le vetture sono davvero molto vicine. Ha ragione chi dice che possiamo essere considerati tra i favoriti avendo un buon pacchetto, ma dobbiamo rimanere concentrati su noi stessi e fare bene il nostro lavoro.
In chiave strategica, il rinvio di un mese vi ha aiutato o vi ha complicato la vita?
FC: È stato indifferente. Ha complicato un po’ la logistica per il recupero del materiale, ma siamo riusciti a compensare sostituendo la gara in Qatar con delle sessioni di test. In origine avevamo programmato un test in Bahrain, che è stato cancellato e sostituito con quello di Imola. Alla fine non ci sono stati grossi impatti sulla preparazione.
In passato ha sottolineato l’importanza della coesione del team, che appare ancora molto affiatato. Quanto è stato fondamentale mantenere il gruppo invariato, al netto delle novità tecniche?
FC: Abbiamo introdotto alcune innovazioni sulla vettura, seppur minoritarie, e c’è stato qualche nuovo innesto nella squadra, ma lo spirito e l’approccio non sono cambiati. L’attenzione verso il gruppo è enorme, perché è parte integrante della prestazione. La vettura deve essere valida, ma se la squadra non funziona, non si vince. C’è intesa, rispetto e unità. Durante l’inverno abbiamo lavorato per ritrovare i meccanismi, integrare i nuovi arrivati e allenarci sulle operation e sui pit-stop. Mantenere una continuità tra ingegneri, meccanici e piloti è un valore aggiunto: ormai ci si capisce con uno sguardo.
Come riuscite a creare questa amalgama perfetta, sia a livello tecnico che umano, soddisfacendo le richieste dei piloti?
FC: Tutto nasce dalla base: la scelta dei collaboratori. Non guardiamo solo alle competenze tecniche, ma anche alle caratteristiche umane e alla capacità di fare squadra. Nel tempo si è creata una fiducia tale per cui si parla tranquillamente e non si ha paura di esporre le proprie idee. Affrontiamo ogni sfida con l’umiltà di chi sa di ripartire da zero a ogni gara. Questo approccio è condiviso da tutti: meccanici, ingegneri e piloti.
Lo scorso anno avevate misurato nei test il vostro vantaggio. Vi aspettavate di essere subito così competitivi? Qual è il punto forte della vostra vettura?
FC: Sapevamo di aver fatto un ottimo sviluppo invernale, ma non ci aspettavamo di essere così competitivi fin da subito; credevamo che altri avversari sarebbero stati più forti. Dal punto di vista tecnico, siamo riusciti a comprendere a fondo il nostro pacchetto, declinandolo in base alle specificità del circuito. Il punto forte del nostro progetto rimane l’eccellente integrazione globale della vettura.
I tempi fatti qui a Imola sono lo specchio del vostro stato di forma rispetto agli avversari?
FC: La nostra vettura sembra in forma e rispetta le nostre aspettative. Imola è un circuito a noi favorevole, ma è difficile trarre conclusioni definitive sulle prestazioni degli avversari dai soli dati. Sappiamo con certezza che sia la qualifica che la gara saranno estremamente combattute.
Riguardo alla nuova omologazione: non potevate modificare le superfici aerodinamiche principali. Quanta libertà d’azione avete avuto lavorando con la FIA per ri-omologare l’auto?
FC: È stata un’occasione unica. Abbiamo modificato appendici e dettagli, non le superfici principali. L’intervento è stato reso necessario dal cambio della nostra galleria del vento. Normalmente, per fare anche piccole modifiche aerodinamiche, è necessario spendere un “gettone” (joker). Quest’anno non ne abbiamo avuto bisogno, poiché la ri-omologazione era un atto dovuto e non una nostra richiesta prestazionale. Potevamo rifare l’intera aerodinamica o agire solo sui dettagli: abbiamo scelto la seconda opzione per dare continuità al progetto.
Lavorate a stretto contatto con il programma Formula 1, anche in ottica Power Unit e batterie per i futuri regolamenti?
FC: In questo momento le strade sono divise perché i regolamenti tecnici sono profondamente differenti. Per quanto riguarda le regole del 2030 nel WEC, è ancora un tema prematuro di cui non abbiamo discusso nel dettaglio.
Un pronostico secco alla vigilia della gara. Quale sarà il vostro principale rivale in questa stagione?
FC: Toyota. Anche se l’anno scorso hanno attraversato una fase interlocutoria, restano avversari fortissimi che meritano tutto il nostro rispetto. Negli anni hanno ampiamente dimostrato il loro valore.

