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La F1 Commission studierà il doppio pit stop obbligatorio per il 2026. Ma ha senso?

FIA e Liberty Media vogliono introdurre la doppia sosta obbligatoria in F1 a partire dal 2026, con tre diverse proposte sul tavolo

1 Novembre 2025
4 min read
Doppia sosta F1

La proposta del doppio pit stop obbligatorio in F1 piace a FIA e Liberty Media, anche se sono ancora da definire le modalità.

Doppio pit stop F1
Photo by Steven Tee/LAT Images – Newsroom Pirelli

Quello tecnico potrebbe non essere l’unico a cambiare nel 2026: infatti, potrebbe essere introdotta nel regolamento sportivo un’importante modifica, rivoluzionando il modo in cui abbiamo imparato a concepire le gare negli ultimi 20 anni. Parliamo del doppio pit stop obbligatorio, vista quest’anno per la prima volta a Montecarlo, e della cui introduzione nel regolamento a tempo pieno la F1 Commission discuterà nella prossima riunione secondo quanto riportato da Motorsport.com.

In F1 non c’è un vero e proprio di obbligo di pit stop in questo momento, al contrario ad esempio della Formula 2: i piloti sono obbligati nelle gare asciutte a montare almeno due diverse mescole di gomme, ma è possibile scontare questo obbligo anche in situazioni di neutralizzazione di gara per bandiera rossa. L’obbligo è stato introdotto nel 2007, quando si passò alla monofornitura Bridgestone, e venne mantenuto anche nel 2010 (divieto di rifornimenti), nel 2011 (passaggio ai pneumatici Pirelli) e nel 2017 (passaggio da due a tre mescole diverse da poter usare nei weekend di gara), rimanendo uguale da allora.

Una prima eccezione si ebbe durante il GP del Qatar 2023, quando, per motivazioni di sicurezza, si impose ai piloti di effettuare almeno tre pit stop, introducendo un obbligo di giri massimi da effettuare su ogni set di gomme. Certo, fu per motivi di sicurezza, ma in quell’occasione si ebbe una gara molto tirata sul ritmo per via dell’assoluta mancanza di gestione da parte dei piloti (e che probabilmente accentuò anche i molti problemi fisici accusati dagli stessi a fine corsa). Quest’anno poi nel GP di Monaco, per ovviare a quanto successo nel 2024 (quando un incidente al primo giro comportò una bandiera rossa e portò tutti i piloti a cambiare le gomme durante la neutralizzazione, causando così una gara pressoché priva di emozioni e con i primi 10 che chiusero nelle stesse posizioni di partenza) è stato introdotto l’obbligo di fermarsi due volte nel corso della gara, estendendolo anche alla possibilità di gara bagnata (condizione in cui attualmente non è obbligatorio effettuare la sosta).

Se per le prime quattro posizioni, occupate da Norris, Leclerc, Piastri e Verstappen, si ebbe una gara tutto sommato lineare e interessante, lo spettacolo offerto dal resto dello schieramento si potrebbe definire imbarazzante: le squadre usavano i secondi piloti per rallentare gli altri girando con tempi altissimi complice la natura del circuito, favorendo così la sosta dei piloti che si erano qualificati davanti. Nonostante questi incoraggianti risultati, Liberty Media e FIA vorrebbero riprovarci, e discuteranno nella prossima riunione della F1 Commission il da farsi proponendo l’iniziativa all’attenzione delle squadre. Sul tavolo ci saranno tre proposte alternative:

  • Soluzione “Qatar 2023”: ad ogni set di gomme verrà imposto un limite di chilometraggio, che non dovrà superare il 45% della durata di gara (per essere classificati, i piloti devono effettuare almeno il 90% della durata di gara);
  • Soluzione “Tripla mescola”: i piloti saranno obbligati a montare tutte e tre le mescole proposte nel weekend;
  • Soluzione “Liberi tutti”: nessun vincolo, ognuno potrà montare le gomme che vorrà.

La proposta ha chiaramente i suoi pro e i suoi contro: è certamente vero che le gare saranno più tirate e meno impostate alla gestione, ma è anche vero che aumentando i pit stop potrebbe esserci un appiattimento delle strategie, con le squadre che diversificheranno sempre di meno le scelte nel corso della gara. Il problema secondo i promotori di questa proposta è che gli attuali software permettono di individuare con precisione i tempi che i piloti devono effettuare per gestire la singola sosta, generalmente preferita dalle squadre sia per mantenere la track position, e sia per ridurre il rischio di inconvenienti durante il cambio gomme. Dovendo scegliere, tra le tre quella che ci appare più ragionevole sembra essere la terza proposta, quella del “liberi tutti”, anche se in generale l’idea non convince. Senza contare che a Montecarlo continueremmo a vedere scene pietose come quelle di quest’anno, sembra solo un modo per aumentare il caos, poiché ci saranno più occasioni in cui più piloti entreranno contemporaneamente ai box (soprattutto in caso di neutralizzazioni) sperando in qualche imprevisto. Inoltre, non necessariamente la gestione delle gomme è un male: vedere cosa può fare un pilota per far sopravvivere il set di gomme il più a lungo possibile contro macchine con gomme più fresche ha offerto spesso gare molto interessanti. Il GP del Bahrain 2018 è un esempio, trattandosi forse della più bella vittoria di Sebastian Vettel in Formula 1, ma anche la recente vittoria di Norris quest’anno in Ungheria è da prendere in considerazione. In entrambi i casi il pilota vincitore ha effettuato una sola sosta contro le due dei diretti rivali, producendo un finale di corsa molto emozionante semplicemente grazie alla gestione degli pneumatici.

Per l’autore dell’articolo la soluzione ideale sarebbe quella opposta, eliminare del tutto l’obbligo di cambio gomme ma con queste stesse mescole, cose che porterebbe veramente ad un “liberi tutti”, aggiungendo anche la possibilità di non fermarsi a scapito della prestazione. Opzione forse ugualmente estrema, ma in generale quella della doppia sosta obbligatoria in F1 non sembra essere una proposta auspicata dai fan, siccome andrebbe solo ad aggiungere ulteriore incertezza “gratuita”. In attesa di vedere cos’accadrà, e come questa proposta influirà sul Mondiale dei Pit Stop, vi invitiamo a scriverci le vostre idee al riguardo sotto i commenti nei nostri canali social.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, scrivo su Fuori Traiettoria dal 2019 e non ho ancora imparato se si scrive tutto attaccato o meno. Su questo sito ho trattato di tutto, dalla F1 alla F4 cinese, ma mi occupo principalmente di formule minori, Formula E e GT. Sono accreditato FIA, SRO, ACO e ACI, e considero la mia domenica ideale andare in pista o guardare le corse in televisione

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