Evidentemente qualcuno dalle parti della sede di Broad Arrow deve averci preso gusto e così, dopo il successo della sua prima asta online con anteprime “diffuse”, si ritenta la sorte con un nuovo incanto via web. “Global Icons Spring Online 2026”, questo il nome dell’asta in questione, riprende il discorso interrotto a fine Gennaio quando la casa d’aste ha concluso vendite per oltre 18 milioni di Euro. Per l’occasione ci si era affidati alla Benetton Ford B192 che aveva condiviso la prima vittoria in F1 di Michael Schumacher, della quale vi avevamo ampiamente parlato qui su Fuori Traiettoria. Stavolta, consci anche del rischio di sovrapposizione con l’asta relativa al Concorso di Eleganza di Villa d’Este, gli specialisti della casa d’aste hanno optato per un catalogo meno “urlato”. Pur meno pretenzioso di quello di Gennaio, il catalogo offre delle vetture decisamente interessanti selezionate dalle filiali internazionali della casa d’aste. Ad esempio, sarà interessante vedere l’accoglienza del lotto 144, una Ferrari LaFerrari in cromia Bianco Fuji con appena 92km. Considerato che le ultime vetture simili hanno oltrepassato i cinque milioni di Euro per sfiorare i sei, ipotizzarla top lot dell’incanto equivale a vincere facile. Però, per quanto possa essere avvincente il destino di un lotto simile, vogliamo parlarvi di una vettura più vicina alla vita di tutti i giorni e che risponde al motto: “Win on Sunday, Sell on Monday”. Ecco a voi una intrigante Peugeot 405 Mi16 Gruppo A!
Peugeot 405 Mi 16: charme prestazionale
Nel 1987 Peugeot decide di rientrare in un modo decisamente importante nel segmento D, abbandonato ormai da un lustro in concomitanza con l’uscita di produzione della 305. La progettazione inizia nel 1982, con la proposta di stile Pininfarina che prevale su quella interna alla casa transalpina. Ne nasce una vettura decisamente elegante, merito della mano di Diego Ottina, che ottiene subito grandi risultati aiutando il risanamento dei conti iniziato grazie alla 205. Il premio “Auto dell’anno” 1988 non è che la logica conseguenza di un progetto nato bene, capace di coniugare un’estetica riuscita con gli interni studiati da Paul Bracq e l’affidabile meccanica della casa francese.

Inutile dire che però il mercato abbia fame anche di vetture decisamente prestazionali e la pur ottima 1.9 Sri non riesce a sanare questa richiesta. Così per il top di gamma si ricorre all’ottimo 1,9 litri con testata a 16v, già visto sulla sorellina 309 e sulla “gemella diversa” Citroen BX. I 160 cv sprigionati dal bialbero si accoppiano decisamente bene con la tre volumi francese, tanto da spingerla a oltre 220km/h con uno 0-100km/h compiuto in soli 8,6 secondi. Curioso che non si scelga subito la strada della sovralimentazione, in un periodo in cui qualche casa mette compressori o turbine anche a un tostapane… Ma ci si arriverà, giusto pochi anni dopo, con la T16 da 200cv.

Con la Mi16 prende il via l’escalation prestazionale che vedrà il culmine con la T16 GR. Quest’ultima entra direttamente nella leggenda vincendo due volte la Parigi-Dakar e registrando un record rimasto imbattuto per anni alla cronoscalata di Pikes Peak, trasmessa ai posteri dalla “Climb Dance”, il video in cui Ari Vatanen la “doma” con una performance incredibile. Nel mentre la Mi16 riceverà la trazione integrale e un nuovo propulsore da 2 litri, giusto in tempo per salutare il mercato nel 1995.
Ma non siamo qui per raccontarvi la storia di una vettura stradale, bensì per portare alla vostra attenzione una delle derivazioni racing della 405 Mi16 che ha saputo portare grosse soddisfazioni alla casa madre.
405 Mi16 Gruppo A: l’arma di un giovane Aghini
La fine degli anni 80 vede molto in voga il concetto di portare in pista l’auto di famiglia, concetto tanto caro all’Alfa Romeo dai tempi della Giulia in poi. Lo stesso passa per la testa dei signori di Peugeot Sport Italia, che vedono nella 405 Mi16 appena nata lo strumento giusto per riaffermare tale teoria. In quel periodo i rally rappresentano il terreno di caccia preferito dalla casa del leone, con l’omologazione FIA Gruppo A che arriva il 2 Marzo 1989. Vuol dire che la produzione del modello di serie ha già raggiunto i cinquemila esemplari prodotti, numeri facilmente raggiungibili per un costruttore generalista come Peugeot.

La nuova nata trova il suo regno nei campionati nazionali di rally, restando sulla cresta dell’onda per anni e giocandosi svariati titoli. La carrozzeria a passo lungo, unita alla meccanica tanto affidabile e collaudata quanto prestazionale, la rende equilibrata, reattiva e costante nel rendimento. In Italia lo sviluppo del progetto tocca a Italtecnica, guidata dal mitico Claudio Berro e da Mauro Fornaris, che si occuperà anche dello sviluppo della versione per le gare turismo. Nascono così quattro esemplari di 405 Mi16 omologati Gruppo A, pronti a battagliare nell’allora agguerritissimo campionato italiano. Il propulsore raggiunge così la potenza di 220 cv circa, abbassando lo 0-100 km/h ad appena 6,5 secondi. Il telaio riceve una cura ricostituente volta a irrigidirlo, mentre la carrozzeria viene spogliata e alleggerita con parti in kevlar e alluminio. Completano la ricetta racing un bell’alettone posteriore e un diffusore anteriore, volti ad evitare fastidiosi “decolli” in fase di gara. La trazione rimane anteriore, scelta controcorrente in un’epoca che vede il trionfo delle quattro ruote motrici, ma che non le impedirà di togliersi grosse soddisfazioni.

La vettura all’asta per Broad Arrow viene immatricolata con targa “MI4G8727” e omologata il 5 Maggio 1989, con passaporto tecnico numero 5380. Il primo proprietario, manco a dirlo, risulta “Peugeot Talbot Automobili Italia”, denominazione oggi desueta ma che ricorda come il glorioso marchio Talbot fosse da poco sparito dai listini(1986). Il debutto avviene subito, in quanto nella stessa giornata si svolge la riedizione della leggendaria Targa Florio. Guidata da Andrea Zanussi, navigato da Paolo Amati, la 405 vince subito la sua classe e arriva al terzo posto assoluto. E se volete farvi un’idea della difficoltà dell’impresa basta guardare la lista dei partenti… Negli anni d’oro di Delta Integrale e Sierra Cosworth non passa di certo inosservato un debutto simile. Il picco di gloria della 405 all’asta arriva in concomitanza con la vittoria al Rally del Salento 1991, ottenuta da Andrea Aghini navigato da Sandro Farnocchia. Come confermato dal passaporto tecnico, la carriera della nostra beniamina si chiude col Trofeo Villa d’Este dell’Ottobre 1995.

Si chiude così una storia che vede la “francesona”, come viene amichevolmente soprannominata, correre Targa Florio, Ciocco, Limone, Rallye du Valais e Rally della Lana come testimoniato dal passaporto tecnico fornito insieme alla vettura. Da allora una vita abbastanza in disparte, salvo un ritorno sulle scene negli ultimi anni. Nello specifico la ritroviamo in vendita a 165.000 Euro nell’edizione 2022 di Auto e Moto d’Epoca, l’ultima in quel di Padova, priva degli adesivi degli sponsor ufficiali ma già in livrea completa. Girovagando in rete scopriamo un tentativo di vendita all’asta, in configurazione identica, nel 2023 all’asta su Arsvalue con una stima di 135.000 Euro . Scopriamo che motore e cambio sono stati completamente rifatti da Auto Sport Italia di Biella, struttura che in passato l’ha assistita e coccolata durante le gare. L’ultima apparizione risale al 2024, quando la incrociamo nuovamente ad Auto e Moto d’Epoca, stavolta esposta in livrea completa in quel di Bologna e senza prezzo esposto. Le cure, meritevoli di attenzione, arrivano da Shark autosport, che porta la vettura anche al Rally Legend 2024.

Dove, quando ma sopratutto… Quanto?
La 405 Mi16 Gruppo A vanta una storia di successo tutta italiana, in grado di dimostrare come una trazione anteriore di dimensioni abbondanti sia arrivata a competere ad alti livelli in un campionato nazionale di rally. Le informazioni in nostro possesso sono limitate ma ci mostrano una vettura in ottima forma, magari con qualche ritocco di carrozzeria da fare ma sono piccolezze. Il motore, come in vari reel reperibili online, canta che è una meraviglia e un vero plus è rappresentato dai sedili in configurazione originale coi nomi della coppia Aghini/Farnocchia in rilievo.

La vettura in questione andrà all’asta con il lotto 122 e con una stima compresa tra 100.000 e 125.000€. Logico che, visti i tentativi infruttuosi degli scorsi anni, si sia scelto di abbassare il tiro raggiungendo una valutazione più consona al valore della vettura e meno “esosa” rispetto alle precedenti. E, sia chiaro, che di valore ce n’è veramente tanto, come testimonia anche l’autografo di Aghini sul tetto della vettura, datato 2024.

L’asta, come vi abbiamo preannunciato, si terrà online e vedrà l’apertura delle offerte Lunedì 11 Maggio alle 10 ora italiana. I rialzi saranno accettati sino alle 17 di Lunedì 18 Maggio, con le aste che si chiuderanno in sequenza a intervalli di 60 secondi. Le offerte rimarranno aperte su qualsiasi lotto che riceva un rilancio nell’ultimo minuto, con il conto alla rovescia che si azzererà dopo ogni ulteriore rialzo fino alla cessazione dell’attività di offerta.

E adesso viene il bello, perché Broad Arrow ha deciso di stupire anche tramite l’anteprima dei lotti all’asta, che avverrà in un luogo decisamente iconico e importante: il Museo Alfa Romeo di Arese. Qui sarà possibile studiare e ammirare le vetture all’incanto, tra le quali la Peugeot 405 Mi16 Gruppo A di cui sopra. L’esposizione dei lotti sarà aperta da Giovedì 14 a Lunedì 18 Maggio dalle 10 alle 17, fatta eccezione per le giornate di Sabato 16 e Domenica 17 con chiusura prevista alle 15. Noi il nostro lo abbiamo fatto, ora speriamo che la bella francesona trovi presto una casa, magari con un proprietario che se la goda anche in gara, secondo noi ne vale la pena!

