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Mai come in questa edizione le aste legate al concorso di eleganza di Amelia Island sono destinate a svelare le ultime tendenze del mercato. E mentre una nuova generazione di acquirenti si orienta sulle youngtimer, Gooding Christie’s punta su di una Ferrari “vecchia scuola”. E così una 250 GT SWB California Spider diverrà un interessante “termometro” del mercato delle auto d’epoca. Basterà tutta questa bellezza a invertire il trend degli ultimi mesi?

Il mondo delle auto d’epoca vive negli ultimi mesi un fermento legato a una rivoluzione che potrebbe essere in corso. Il 17 Gennaio 2026 ha scosso le fondamenta di un mondo che si credeva stabile e sedimentato nei suoi rituali, dopo che la Ferrari 250 GTO “Bianco Speciale” è stata venduta molto sotto la quotazione attesa. Senza metterci a giudicare la vettura in questione, peraltro eccellente e da noi già presentata prima dell’asta di Mecum Auctions, resta il fatto che la situazione si è ulteriormente inasprita dopo le recenti aste di Rétromobile svoltesi a Parigi a fine Gennaio. E adesso, come una cartina al tornasole, arrivano le aste legate al concorso di eleganza di Amelia Island.

Vista frontale della Ferrari 250 GT SWB California Spider all’asta – Immagine Gooding Christie’s

Detto di Broad Arrow che osa proponendo una youngtimer come la Porsche 968 Turbo RS, giunge perentoria la risposta di Gooding Christie’s che organizza la propria asta giusto il giorno prima di quella della maison concorrente. La casa d’aste californiana non va tanto per il sottile, puntando forte su vetture degli anni 60-70 ovvero quelle nell’occhio del ciclone. Tra di esse spicca una Ferrari che a nostro giudizio sarà un interessante “termometro” del mercato delle auto d’epoca, se poi la situazione sarà caliente o meno possiamo solo ipotizzarlo. Di certo possiamo dire che la bellezza è sempre una ottima risposta, così ecco una magnifica Ferrari 250 GT SWB California Spider del 1960, destinata a grandi cifre e a far parlare di sé, quando e se verrà aggiudicata tra il 5 e il 6 Marzo.

250 GT SWB California Spider: la più americana di Maranello

Qui si entra direttamente nella leggenda, nella storia di una delle Ferrari più americane di sempre. Presentata al Salone di Ginevra del 1960, la 250 GT SWB California Spider, vanta un nome lunghissimo ma anche un fascino che non viene scalfito dal passare del tempo. Ma andiamo alle origini, con quella 250 GT LWB California Spider che rappresenta la prima versione di un modello destinato a diventare in breve una icona di stile. La LWB nasce nel 1957 per assecondare le richieste del pubblico statunitense, che tramite l’importatore Luigi Chinetti e il fiduciario John Von Neumann, fa sentire forte il suo bisogno di avere una spider bella e prestazionale da usare sotto il sole della West Coast. La reazione del “Grande Vecchio” di Maranello è inizialmente tiepida, avendo già in gamma la bellissima 250 GT Cabriolet Pininfarina. Il cambio di idea avviene dopo aver paventato il rischio che qualcuno potesse decidere di fare un’opera di “taglia e cuci” sulle coupé, trasformandole in cabriolet. Inutile dire che per il Drake sarebbe stato un inaccettabile oltraggio!

Una Ferrari 250 GT LWB California Spider con fari non carenati – Immagine supercars.net

E così dalla 250 GT Berlinetta Tour de France nasce una convertibile bellissima, la 250 GT LWB California Spider, con un passo di 2600mm. Non a caso viene chiamata LWB, ovvero Long Wheel Base, il passo lungo de noattri. La carrozzeria disegnata da Scaglietti ammalia da subito il pubblico, diventando un’icona sia se venduta con i fari carenati che quelli aperti. Già, perché con le leggi americane i fari devono essere carenati a differenza degli obblighi italiani in materia. Così nascono una trentina di esemplari con fari carenati in plexiglass sul totale di 50 esemplari di LWB.

Una Ferrari 250 GT LWB California Spider con fari carenati, venduta all’asta nel 2021 – Immagine Gooding Christie’s

Nel 1960 arriva il momento dell’evoluzione e si adotta il pianale della 250 GT Berlinetta Passo Corto, dando vita alla 250 GT SWB California Spider. L’estetica rimane simile ma ad un occhio attento non sfuggono i cambiamenti: si va da un assetto ribassato a una feritoia in meno ai lati del propulsore, mentre la presa d’aria sul cofano viene ridisegnata sporgendo di meno dalla silhouette. Sotto il vestito cambiano molti aspetti, in meglio!

Una Ferrari 250 GT SWB California Spider, venduta ad Amelia Island nel 2023 – Immagine Gooding Christie’s

Il passo viene ridotto a 2400mm, migliorando agilità e guidabilità della vettura, mentre il V12 di 3 litri progettato da Gioachino Colombo guadagna 40cv passando da 240 a 280cv. La frenatura adotta un sistema a dischi Dunlop, decisamente più sicuro e resistente rispetto ai tamburi della LWB. L’interno poi viene rifinito in maniera ancora più lussuosa, con la pelle che, oltre ai sedili ridisegnati, va a rivestire anche il cruscotto mentre i tappetini di gomma vengono sostituiti dalla moquette in lana.

I proiettori carenati della 250 GT SWB California Spider – Immagine Gooding Christie’s

Così allestita la California Spider entra nella leggenda, grazie a una linea fuori dal tempo e che mixa perfettamente classe e sportività, creando quell’alchimia che solamente Ferrari riesce a dare ai propri modelli. Ne esistono appena 56 esemplari e anche qui si ripropone il tema dei fari carenati per gli USA. Infatti con fari carenati ne esistono solo 37 esemplari e noi stiamo per parlarvi della vettura con chassis “1963 GT”, una delle più belle e ambite.

Chassis “1963 GT”: solo il meglio

La storia di questo esemplare inizia nell’Ottobre 1960, quando viene consegnata alla storica concessionaria Auto Becker di Düsseldorf, distributore ufficiale per Ferrari in Germania. La documentazione originale della fabbrica di Maranello ce la restituisce in cromia Argento con interni in pelle grigia. Nella documentazione tecnica vengono riportati i tratti salienti delle prime 250 GT SWB California Spider: carburatori Weber 40 DCL6 con cornetti di aspirazione aperti, ammortizzatori KONI, ruote a raggi Borrani RW 3598, scarico Abarth e assale posteriore 8×32.

Il V12 progettato da Colombo, cuore della Ferrari 250 GT SWB California Spider – Immagine Gooding Christie’s

Per avere notizie della vettura possiamo ricorrere alla stampa specializzata, con Auto, Motor und Sport che da Gennaio a Settembre 1962 la segnala in vendita da Auto Becker con 12.900km e un solo proprietario alle spalle. Alla fine dello stesso anno la 250 GT cambia nazionalità, divenendo svizzera e prendendo casa in quel di Lugano. Qui viene segnalata nel 1964 dai registri dell’assistenza Ferrari, che la segnalano con 27.290km e targa svizzera “TI 11078”. Incredibilmente appena due mesi dopo la troviamo in vendita in Missouri per 10.500 $, pubblicizzata sul periodico Road & Track. Nel 1970 spunta in Missouri prima di finire ad un collezionista in Georgia nel 1974, dove nel 1976 finisce in vendita in splendide condizioni a 16.750$. Acquistata dalla Ferrari di Los Gatos, viene ceduta a Ronald Van Kretgen, un appassionato californiano che la rende parte di una collezione da urlo nella sua tenuta, chiamata “La Cuesta Encantada”.

Più “matching numbers” di così… – Immagine Gooding Christie’s

La “1963 GT” rimane per anni la regina della collezione, con Van Kretgen che ama mantenere le sue vetture il più originali possibile, senza ricorrere a restauri. Nascosta al pubblico per decenni, la vettura viene riscoperta alla morte del proprietario con lo smembramento della collezione. E così nel 2009 la “1963 GT” si fa ammirare all’asta di Scottsdale dell’allora Gooding&Co. , dove viene aggiudicata per 4.950.000 $ all’attuale proprietario. Questi ne commissiona l’immediato restauro alla Dennison International di Puyallup, vicino Washington, officina famosa per aver restaurato molte vetture “Best in show” nei concorsi di eleganza più rinomati.

Lusso e sportività si fondono perfettamente all’interno della “1963 GT”- Immagine Gooding Christie’s

Il restauro avviene con una accuratezza incredibile, ricostruendo completamente il motore e scegliendo la cromia Blu scuro metallizzato per la carrozzeria, direttamente dalla gamma colori originali di Scaglietti. Gli interni vengono rifiniti in pelle color cuoio e completati dalla strumentazione “Veglia” completamente rigenerata. Nell’Agosto 2010 la vettura viene esposta al concorso di eleganza di Pebble Beach, dove lascia il pubblico a bocca aperta, prima di sparire sino ad oggi. Già, perchè la “1963 GT” viene celata al pubblico, restando “reclusa” in una delle collezioni più importanti del Nord America. Nonostante l’assenza dalle scene, la vettura viene certificata “Ferrari Classiche” nel 2011, ottenendo il libretto rosso che ne certifica l’originalità di motore e altre componenti.

Anche con l’hard top costruito su misura, la “1963 GT” non perde il suo charme – Immagine Gooding Christie’s

L’assenza dalle scene finisce adesso, con la “1963 GT” che attualmente monta un cambio derivato dalla Ferrari 330 GT, ma viene comunque fornita del suo cambio originale che può essere rimontato in qualsiasi momento. Oltre a questo troviamo fondamentale ricordare la presenza dell’hard top originale Scaglietti, un accessorio costruito su misura e che accresce il valore della vettura, valorizzandone l’unicità. A questo si aggiungono tutta la documentazione storica della vettura, il libretto rosso Ferrari Classiche e un expertise dello storico Ferrari, Marcel Massini.

Dove, quando e soprattutto… Quanto?

La Ferrari 250 GT SWB California Spider di cui vi abbiamo parlato rappresenta una vettura magnifica, dalla storia certificata e con un restauro superbo alle spalle. Ma questo basterà a renderla appetibile in un momento di transizione quello che stiamo vivendo adesso? Secondo noi sì, la storia ci dimostra che il mercato non è mai tiepido di fronte a questo modello.

Maledettamente sexy da ogni prospettiva – Immagine Gooding Christie’s

Giusto un mesetto fa RMSotheby’s ne ha aggiudicata una simile a ben 14.067.500€ in quel di Parigi, mentre il record di vendita del modello è stato appannaggio di una gemella venduta a 25.305.000$ a Monterey 2025, proprio da Gooding Christie’s. La “1963 GT” va all’asta col lotto 145 e una valutazione che oscilla tra 16.000.000 e 18.000.000$, all’incirca 13.500.000 e 15.250.000€. Diciamo che come valutazioni si parla di stime abbastanza prudenti per quello che è il modello in vendita, vedremo se saranno rispettate o meno. Di certo se così non dovesse essere potrebbero aprirsi scenari abbastanza particolari per le case d’aste, chiamate così a rivedere al ribasso stime di un mercato non più ricettivo come prima.

L’Omni Amelia Island Resort, sede dell’incanto di Gooding Christie’s – Immagine omnihotels.com

Fatte queste considerazioni, ricordiamo che l’incanto avrà luogo, come da tradizione, all‘Omni Amelia Island Resort, in quel di Racquet Park. L’asta si terrà Giovedì 5 Marzo dalle 15 locali, le 21 italiane, per quanto riguarda i primi 55 lotti in vendita. Gli altri, dal 101 in poi, andranno all’asta il giorno successivo dalle 11, le 17 per noi italiani. Quindi se voleste fare un’offerta per la bellissima 250 GT SWB California Spider, state con le antenne dritte il Venerdì! Come sempre per chi volesse un’anteprima dei lotti è prevista una preview Mercoledì 4 Marzo dalle 12 alle 18, Giovedì 5 e Venerdì 6 Marzo dalle 9 alle 18. Beh noi vi abbiamo detto tutto, ora sta a voi fare o meno un’offerta… Charlie Ross, il mitico banditore d’asta di Gooding Christie’s non aspetta altro!





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Claudio Raspanti

The author Claudio Raspanti

Fiorentino doc classe 1985, inizio da subito a mostrare una passione monstre per i motori. Le mie prime parole sono state nomi di auto e ho trascorso gli anni in un crescendo di Superturismo e F1. Dopo un diploma di perito industriale sono finito a fare il macchinista di treni merci, lavoro che adoro al pari della mia altra passione. Già, perché da qualche anno scrivo in maniera compulsiva di motori e così ho iniziato a collaborare prima con un blog e poi con una importante testata italiana. Dopo essere stato tra i fondatori del Knight Rider Italia, fan club italiano della serie Supercar, sono divenuto assiduo frequentatore della 24h di Le Mans e dei suoi campeggi. Essendo anche motociclista vi avverto che potreste trovarmi sui passi dell'Appennino Tosco-Emiliano!