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Con il GP del Bahrain a Sepang non è la prima volta che una gara di F1 ha un nome insolito

La Formula 1 tornerà a Sepang, che ospiterà il GP del Bahrain. Ma non è il nome più strano mai dato a un GP: quali sono gli altri? Scopriamolo

29 Luglio 2026
8 min read
GP Bahrain Sepang

Quando generalmente pensiamo a un ipotetico nuovo Gran Premio di Formula 1, l’espressione che ci viene in mente è solitamente quella di “Gran Premio + nome del Paese ospitante la gara”. È certamente la formula più ovvia nell’ambito di un campionato mondiale, dove ogni singola gara è espressione di ogni nazione che compone il calendario.

Eppure, su 55 diverse denominazioni di GP avute in 75 anni, praticamente la metà hanno avuto titolazioni completamente differenti da quella attesa, ben 25: spesso era per la presenza di più gare nel territorio nazionale, che richiedevano la presenza di una denominazione alternativa per la seconda gara. Ma è anche capitato che le motivazioni fossero diverse, più curiose e interessanti. Se siete interessati a scoprire perché, in fondo, correre un GP del Bahrain nel circuito malese di Sepang, non sia alla fine così strano, potete continuare a leggere. Per comodità, divideremo le gare in questione in dieci categoria differenti.

1. GP denominati per la città ospitante

È l’alternativa più classica, ed è stata utilizzata soprattutto per la presenza di doppie gare all’interno del territorio del Paese. Appartengono a questa categoria, ad esempio, i GP americani di Las Vegas, Dallas, Detroit e Miami, introdotti in anni in cui si è arrivati ad avere due o addirittura tre gare negli USA, ma anche il GP di Sakhir, corso nel 2020 subito dopo il GP del Bahrain a causa della pandemia sul layout Outer, e quello di Pescara, corso solo nel 1957 e introdotto per sopperire alla cancellazione di alcune gare dovuta alla crisi del canale di Suez e all’aumento dei prezzi del carburante.

La partenza del GP di Detroit 1985

Negli ultimi anni, tuttavia, qualche organizzatore di GP ha deciso che, per meglio promuovere la zona ospitante l’evento, era meglio mettere nel nome la città invece di quello del Paese. Così, nel 2009 è entrato in calendario il GP di Abu Dhabi (e non quello degli Emirati Arabi Uniti), mentre nel 2021 i GP del Brasile e del Messico hanno ceduto il posto a quelli, rispettivamente, di San Paolo e di Città del Messico. Anche se, a voler essere puntigliosi, nessuno li chiama veramente così.

Special guest di questa categoria: la 500 Miglia di Indianapolis, che ha fatto parte del calendario iridato dal 1950 al 1959. Questa rientra addirittura in una sottocategoria, poiché nel nome non è presente neanche la parola “Gran Premio”. Ma meglio non complicare troppo le cose.

2. GP denominati per la regione ospitante

Categoria questa che rimanda a un periodo non particolarmente felice, quella della pandemia da Covid 19, quando, per sopperire all’impossibilità di correre fuori dall’asse europeo – medio orientale, si fece il pieno di gare regionali, tanto che si può parlare della stagione 2020 come di una stagione di Formula Regional. È quindi il caso del GP di Stiria, corso al Red Bull Ring dopo il GP d’Austria, e dei GP italiani di Toscana ed Emilia Romagna (e del Made In Italy, va beh). L’ultimo si è disputato fino allo scorso anno, ma non è detto che non torni nel calendario in futuro.

3. GP denominati per il continente ospitante

Solo un GP rientra in questa categoria, quello d’Europa, ma è interessante approfondire questa storia: inizialmente quello di “Gran Premio d’Europa” era un titolo onorifico conferito dalla Federazione alla gara meglio organizzata nel corso dell’anno. Il primo GP d’Europa fu il Gran Premio d’Italia 1924, e proprio questo, insieme a quello del Belgio, è il GP che ha avuto più volte questo onore, ben sette, anche se se ne sono fregiati anche i GP di Monaco, Gran Bretagna e Francia, sia prima che dopo la Seconda Guerra Mondiale e la nascita del Mondiale.

Il primo GP d’Europa come evento a sé stante si tenne però nel 1983: l’originario GP di New York saltò a stagione in corso, e si decise di correre sul tracciato inglese di Brands Hatch, adottando la denominazione di GP d’Europa. Nel 1984 il circuito britannico ospitava già il GP di Gran Bretagna, e per questo il GP d’Europa fu spostato al Nurburgring, il circuito che ha ospitato più spesso la corsa in questione. Nel 1985 la corsa si sarebbe dovuta correre addirittura a Roma nel quartiere EUR, ma la gara saltò, tornando a così a Brands Hatch.

GP Bahrain Sepang
Il GP D’Europa 1999 al Nurburgring

Alla fine, sono state ben sei le location del GP d’Europa, e a loro modo ognuna di queste è memorabile: nel 1993, dopo qualche anno di pausa, la corsa di disputò in Gran Bretagna, a Donington Park, in una gara resa leggendaria dall’iconica prestazione di Ayrton Senna sotto la pioggia. Nel 1994 e nel 1997 si passò in Spagna, a Jerez de la Frontera, e la seconda di queste due edizioni fu decisiva per l’assegnazione del mondiale, con il famoso contatto tra Michael Schumacher e Jacques Villeneuve alla curva Dry Sac. Dal 2008 al 2012, dopo il ritorno al Nurburgring, la corsa si spostò sul circuito cittadino di Valencia, con la storica vittoria di Fernando Alonso nell’ultima edizione dopo essere partito undicesimo. Infine, nel 2016 la corsa tornò per l’inaugurale gara sul circuito cittadino di Baku, in Azerbaijan, una città che, notoriamente, non è in Europa. Ancora oggi non è ben chiaro quale sia il motivo che abbia spinto a denominare la gara in quel modo e non GP d’Azerbaijan, cosa che avvenne a partire dall’anno dopo.

4. GP denominati per una parte specifica dello Stato ospitante

Molti fan si lamentano di come nelle ultime stagioni siano aumentate le gare negli Stati Uniti, con ben tre GP corsi a Austin, Miami e Las Vegas. Ma in verità già tra gli anni 70 e 80 il fenomeno era rilevante: nel 1976 venne introdotto nel calendario il circuito cittadino di Long Beach, in California, in coabitazione con quello di Watkins Glen, nello Stato di New York. Avrebbero potuto chiamarlo GP di California. Invece, per qualche motivo, si decise di denominare la corsa GP degli Stati Uniti Ovest, perché, banalmente, Long Beach è all’estremo ovest del Paese, sulla costa del Pacifico. E a proposito dell’oceano Pacifico…

5. GP denominati per elementi geografici naturali

Buttate via la cartina politica e prendete quella fisica per questa sezione: nel 1994 si decise di correre una seconda gara in Giappone sul circuito di Aida, nella prefettura di Okayama. Siccome il GP del Giappone era però già presente, si decise di virare su un nome decisamente poco ovvio: non GP di Okayama, ma GP del Pacifico, un nome tra l’altro già usato da una gara fuori campionato corsa… a Laguna Seca, dall’altra parte dell’oceano. E se vi disturba l’idea di un GP del Bahrain corso a Sepang, immaginate all’assurdità di correre un GP del Pacifico sulla terraferma. La corsa, per la cronaca, durò solo due anni, ma entrò nella storia poiché nel 1995 Michael Schumacher vinse qui il suo secondo titolo mondiale.

Ma se questo può avere in qualche modo un senso, essendoci già un altro GP giapponese, non è ben chiaro cosa sia successo nel 2020 quando, nella baraonda di circuiti aggiunti al calendario per la pandemia, si tornò dopo sette anni al Nurburgring. Per il GP di Germania, direte voi. Sbagliato: per il GP dell’Eifel, chiamato così per l’omonima catena montuosa che circonda il circuito. La gara è ricordata principalmente perché Lewis Hamilton ottenne qui la sua 91esima vittoria in carriera, eguagliando l’allora record stabilito da Michael Schumacher.

6. GP denominati per Paesi diversi da quelli ospitanti

Il GP del Bahrain a Sepang rientra in questa categoria. Ma non è il solo, perché sono ben tre le altre gare che vi rientrano. Una è molto famosa, poiché dal 1981 al 2006 la seconda gara italiana sul circuito di Imola venne corsa sotto la denominazione di GP di San Marino, il piccolo stato enclave a non molta distanza dalla pista emiliana (e che tra l’altro dà il nome anche alla gara di Misano della MotoGP). Esempio simile è quello del GP del Lussemburgo, disputato nel 1997 e nel 1998 al Nurburgring (pista già apparsa tre volte in questa rubrica), anche qui con il piccolo Stato nord europeo che versò non pochi soldi per vedere un GP con il suo nome.

Più insolito è però l’ultimo caso, quello del GP di Svizzera: questa corsa ha fatto parte del calendario dal 1950 al 1954 sul circuito di Berna, ma dopo l’incidente mortale alla 24 ore di Le Mans 1955 la Svizzera bandì le corse automobilistiche nel suolo nazionale (divieto rimosso di recente, tra l’altro). Tuttavia, nel 1982 l’Automobil Club svizzero organizzò il GP a Digione, in suolo francese ma vicino alla frontiera, dopo che già nel 1975 si era corsa una gara fuori calendario con le stesse modalità. La corsa vide l’unica vittoria stagionale di Keke Rosberg, che a fine anno vinse il titolo.

GP Bahrain Sepang
Il GP di Svizzera 1982, corso a Digione

7. GP denominati per Paesi che tecnicamente non esistevano

Ok, questa categoria forse è un po’ tirata per i capelli: ma se volessimo essere proprio puntigliosi, dal 1949 fino al 1990 di fatto non c’era una sola Germania, ma due, la Repubblica Federale Tedesca a ovest e la Repubblica Democratica Tedesca a est, ma la gara disputata prima al Nurburgring e poi ad Hockenheim (con una capatina anche all’Avus nel 1961) continuò a chiamarsi semplicemente GP di Germania. Eppure, il motomondiale questa distinzione la faceva eccome, poiché nello stesso periodo si correvano sia il GP di Germania Est che quello di Germania Ovest. Ironico, comunque, che esistesse un GP degli USA Ovest, ma non uno di Germania Ovest (dove, comunque, si sono disputati tutti i GP di F1 nel periodo della divisione).

Ma non è il solo esempio, e basta ruotare la bussola di 90 gradi per trovare l’altro: dal 2010 al 2013 si è corso a Yeongam, in Corea del Sud, ma la gara era ufficialmente denominata GP di Corea, ignorando (forse volutamente) che di Corea ne esistessero (e ne esistono tutt’ora) due anche in questo caso, una a nord e una sud. Semplificazione o manifesto politico?

8. GP denominati per una ricorrenza

Dobbiamo tornare ancora al 2020, anno che da solo è servito a scrivere metà di questo articolo. Come detto, si corsero due GP in Austria, due in Bahrain e addirittura tre in Italia; ma ci fu anche una seconda gara in Gran Bretagna, a Silverstone. Avrebbero potuto chiamarlo GP di Silverstone, o GP del Northamptonshire, la contea dove è situato il circuito; invece, si decise di chiamarlo GP del 70esimo Anniversario (70th Anniversary GP in originale) per celebrare i 70 anni della F1, la cui prima gara si corse proprio a Silverstone nel 1950.

9. GP denominati per un hotel

È forse il caso più assurdo, e risale all’inizio degli anni 80: la F1 approdò a Las Vegas per correre su un circuito cittadino ricavato nel parcheggio dell’hotel Caesar Palace. Eppure, erroneamente a quanto molti credono, la gara non era denominata GP di Las Vegas, come sarà invece chiamata dal 2023 in poi, e neanche GP del Nevada; il nome fu proprio GP del Caesars Palace, proprio in onore dell’albergo che aveva gentilmente concesso il parcheggio. Il circuito, ricordato come uno dei più brutti della storia, è entrato comunque nella storia della F1 assegnando ben due mondiali, quello del 1981 a Nelson Piquet e quello del 1982 a Keke Rosberg.

Formula 1
Il GP del Caesars Palace 1981, corso a Las Vegas

10. GP denominati sia per la regione che per la città ospitante

È l’esempio più recente, e di fatto unisce le prime due categorie. Con l’introduzione della gara sul circuito cittadino di Madrid nel 2026 la sede del GP di Spagna è stata spostata proprio nella capitale. Tuttavia, Barcellona aveva ancora un contratto in essere: come chiamarla quindi? In MotoGP la corsa ha il nome di GP di Catalogna, ma per la F1 si è deciso di fare le cose in grande: GP di Barcellona-Catalogna, in un’esplosione di indipendentismo Catalano molto sentito da quelle parti della Spagna. La gara, come noto, ha visto la prima storica vittoria di Lewis Hamilton in Ferrari, ma non è chiaro se tornerà in calendario nei prossimi anni, almeno con questa denominazione.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, scrivo su Fuori Traiettoria dal 2019 e non ho ancora imparato se si scrive tutto attaccato o meno. Su questo sito ho trattato di tutto, dalla F1 alla F4 cinese, ma mi occupo principalmente di formule minori, Formula E e GT. Sono accreditato FIA, SRO, ACO e ACI, e considero la mia domenica ideale andare in pista o guardare le corse in televisione

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