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Michael Schumacher: gli idoli non possono crollare

Il 29 dicembre è una data che mi coglie sempre un po’ alla sprovvista. Arriva ogni volta in sordina, senza preavviso, un po’ come se l’avvicinamento fragoroso e caciarone dei giorni festivi che la accompagnano a breve distanza riuscisse a renderne felpato l’incedere. Si presenta davanti a me così, nelle vesti sobrie di un giorno…

29 Dicembre 2020
3 min read
Schumacher

Il 29 dicembre è una data che mi coglie sempre un po’ alla sprovvista. Arriva ogni volta in sordina, senza preavviso, un po’ come se l’avvicinamento fragoroso e caciarone dei giorni festivi che la accompagnano a breve distanza riuscisse a renderne felpato l’incedere.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

Si presenta davanti a me così, nelle vesti sobrie di un giorno qualunque che da 7 anni ha ormai smesso di essere tale. Bussa alla mia porta con la dolorosa dolcezza dei ricordi, ed è con fare arrendevole che ogni volta impugno la maniglia lasciando libero il passaggio a lui e al suo profumo amaro.

Com’è possibile che sia accaduto a te, Michael? E’ una domanda che mi pongo spesso, e non c’è stata finora una volta in cui sia riuscito a trovare una risposta soddisfacente. L’assurdità della vicenda è tuttora stordente, soprattutto per chi ti ha visto fare cose che nessun essere umano prima di te era riuscito neppure a immaginare.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

A volte mi sono domandato se non fosse proprio questo il punto. Il fatto che tu, caro Michael, possa avere esagerato. Ci hai illusi tutti. Ci hai convinti del fatto che fossi invincibile, indistruttibile. E noi, ingenuamente, ti abbiamo creduto. Abbiamo davvero pensato che tu fossi simile a un supereroe, un personaggio di un film improvvisamente catapultato nella nostra realtà. Eri l’uomo che aveva sfidato i più grandi, che era caduto e si era rialzato, che aveva fatto gridare di gioia un popolo 21 anni dopo l’ultima volta e che aveva trascinato quello stesso popolo con sé, in un viaggio concluso sulla vetta dell’Olimpo. Non ti credevamo capace di sbagliare, di fallire, e ti abbiamo fatto nostro forse più di quanto tu ti sia mai reso conto.

Così, quando ti abbiamo visto svanire quella fredda mattina di fine dicembre, abbiamo faticato a capire. Ci siamo domandati perché, quando, come. Non l’abbiamo accettato, e abbiamo iniziato a sperare. In silenzio, lo stesso silenzio nel quale eri improvvisamente piombato tu. Abbiamo invocato aggiornamenti e notizie, miglioramenti e cure, e ci siamo aggrappati fermamente ai ricordi con l’ostinata tenacia di chi può contare solo su di essi per continuare a sperare in qualcosa. Una tenacia ferma, incrollabile, che al suono del tuo nome fa rivivere nei nostri cuori il te esultante, con indosso una tuta rossa che salti su uno dei tantissimi podi conquistati in una carriera sfolgorante, prima che la nostra mente si interroghi su quale aspetto possa avere ora, dopo foschi anni d’oblio, l’uomo divenuto un simbolo.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

Già, un simbolo. “Ma chi ti credi di essere, Schumacher?”, diciamo o sentiamo dire ancora oggi da chi accusa altri di avere avuto una guida troppo esuberante. Usiamo il tuo cognome, Michael, per disegnare con le parole un concetto, un’idea di velocità, la più pura forma d’estasi consegnata all’umanità. Raramente usiamo Senna, che persino tu hai definito il più forte di sempre. Praticamente mai Hamilton, che pure sta riscrivendo quei libri dei record che per anni hanno portato la tua firma. Ti abbiamo elevato a qualcosa che andava oltre il semplice uomo: ti abbiamo reso un idolo. E nessuno riesce ad accettare che un idolo possa cadere. Neppure dopo 7 anni.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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