Quella di Nicklas Nielsen è una carriera che sembra progettata per essere il miglior spot possibile per il programma Corse Clienti di Ferrari. Classe 1997, nato in una cittadina danese – Hørning – che secondo Google conta meno di 10.000 abitanti, dopo una primissima parte di carriera trascorsa al volante di monoposto Nielsen è passato alle ruote coperte, legandosi praticamente da subito al Cavallino Rampante.
Una stagione nel Ferrari Challenge Europe vissuta da dominatore assoluto nel 2018 gli ha infatti spalancato le porte di altre e più ambite stanze nei palazzi di Maranello. GT3 prima, GTE e LMP2 con AF Corse poi, Hypercar infine: la storia da corsa di Nicklas Nielsen si intreccia da sempre con quella di Ferrari, un marchio con cui il danese ha stretto un legame duraturo e soprattutto vincente. Che il 2026 del World Endurance Championship possa regalare altre soddisfazioni a questa coppia così affiatata?
Facciamo un bilancio delle prime due gare di questa stagione.
“Penso che siano state due gare piuttosto solide. Imola purtroppo non è stata l’inizio di stagione che avremmo voluto, dato il Drive Through che abbiamo dovuto scontare e che ci ha fatto perdere del tempo, ma siamo comunque riusciti a chiudere sesti e a conquistare punti importanti per il campionato”
A Spa invece ci si è messa anche un po’ la sorte…
“Sì, nel bene e nel male. In Belgio eravamo davvero forti. Durante il pit stop purtroppo abbiamo avuto un problema con il dado di una ruota, il tempo perso durante quella sosta ci ha spediti molto indietro in classifica. Siamo riusciti a recuperare grazie alla strategia, dopodiché nel finale qualcosa ci è tornato indietro perché siamo stati abbastanza fortunati con alcune bandiere gialle che ci hanno permesso di recuperare. Alla fine abbiamo chiuso al 3° posto, ottenendo di nuovo punti preziosi per il campionato. Oltretutto è sempre positivo salire sul podio prima della gara più importante, quindi tutto sommato è andata bene”
Alla 24 Ore di Le Mans manca meno di un mese. Hai qualche ricordo particolare dell’edizione 2024, quella che voi della 499P #50 avete vinto?
“È stato tutto pazzesco. Il meteo, le ore in regime di Safety Car… niente è stato lineare. Noi abbiamo dovuto vedercela persino con una portiera che non voleva saperne di chiudersi. In quell’edizione ricordo di avere dovuto fare tantissimo saving per essere certo di arrivare fino alla bandiera a scacchi, da quel punto di vista una grossa mano ce l’ha data proprio la pioggia: se il meteo fosse migliorato avremmo sicuramente dovuto usare molta più energia e di conseguenza non saremmo mai riusciti ad arrivare al traguardo con la stessa strategia che ci ha permesso di vincere”

Una felice combinazione di fattori, no?
“Sì, penso che quell’anno tutti i pezzi del puzzle siano andati al loro posto. Ho sempre trovato divertente il fatto che la gente dicesse che è Le Mans a scegliere chi può vincere e chi no, ma in quel caso è proprio sembrato così. Fin dall’inizio ci siamo ritrovati in una posizione che ci ha permesso di affrontare la gara come volevamo, che ci dava in un certo senso sicurezza, e fortunatamente siamo riusciti a mantenerla fino al traguardo”.
Come vedi questa edizione 2026?
“Credo che anche quest’anno arriveremo a Le Mans con un’auto veloce. Lo abbiamo detto pure prima delle scorse edizioni, ma forse nel 2026 questa frase è ancora più veritiera: ci aspettiamo una lotta più serrata, sulla falsariga di quello che abbiamo visto sia a Imola che a Spa. Nelle ultime due gare abbiamo visto come ci siano anche altre auto davvero molto veloci, per esempio le BMW che sono reduci da una doppietta in Belgio, quindi credo che quest’anno potrebbero esserci delle sorprese per quanto riguarda l’equilibrio dei valori in campo. Noi cercheremo di vincere per la quarta volta consecutiva e, se dovessimo riuscirci, spero che sia con la nostra macchina!”
Nel 2025 sei diventato padre. Questo evento cosa ha cambiato nella tua vita?
“Nella mia vita ha decisamente cambiato qualcosa. Ora, per esempio, mi rendo conto che di alcune cose che in passato probabilmente mi avrebbero fatto arrabbiare mi importa relativamente poco. Nel mio stile di guida, invece, tutto è rimasto com’era prima: sono ancora lo stesso di sempre per fortuna e penso che le cose siano destinate a rimanere così”.

