Nella 24 ore di Spa 2026, la più calda dall’invenzione del Belgio, Porsche ottiene la nona vittoria della sua storia nella classica belga del GTWC Europe, la prima dall’edizione del 2020. E l’ha fatto con uno degli equipaggi più inaspettati dopo le qualifiche, la #80 di Lionspeed GP del trio Thomas Preining, Bastian Buus e Ricardo Feller. La 911 si era infatti posizionata al quattordicesimo posto nella Superpole, ma era stata poi costretta a partire dai box per aver cambiato motore. La squadra non si è però persa d’animo, risalendo la china giro dopo giro: già dopo un terzo di gara era rientrata in top 10, mentre a metà gara era rientrata definitivamente nel gruppo di testa. Sfalsando gli stint nei confronti dei diretti inseguitori, è riuscita a portarsi in testa nella mattinata di domenica, approfittando del fatto che i diretti inseguitori si ostacolassero a vicenda alle sue spalle. Per ognuno dei tre piloti dell’equipaggio si tratta della loro prima vittoria nella corsa endurance sul tracciato delle Ardenne. È inoltre la prima volta che la 24 ore di Spa viene vinta da una vettura che partiva dalla corsia dei box.
In particolare, la Porsche #80 ha approfittato dei problemi che hanno afflitto la Ferrari #51 di AF Corse del trio Rovera/Mosca/Nielsen, che era partita dalla pole e che per ritmo è stata la vettura più veloce in pista: la rossa ha subito due forature, la prima sul rettilineo di partenza dopo circa quattro ore di gara, cosa che le ha fatto perdere due giri, e la seconda dopo un contatto con la Mercedes #48 di Winward a Les Combes. In entrambi i casi, soprattutto nel primo, la Ferrari ha risalito la china, ma è stata penalizzata soprattutto dalla difficoltà nel superare, soprattutto quando si trovava alle spalle delle velocissime Mercedes. Così, la #51 ha chiuso al terzo posto, alle spalle proprio della #48 di Auer/Stoltz/Engel che, con il terzo secondo posto di fila di seguito dopo quelli del Paul Ricard e di Monza, consolida la leadership nella Endurance Cup. Allo stesso modo Engel, dopo i successi alla 12 ore di Bathurst e alla 24 ore del Nurburgring, resta primo nella classifica dell’Intercontinental GT Challenge.
Porsche esulta piazzando due macchine nella top 5, con anche la #22 di Schumacher CLRT di Guven/Makowiecki/Campbell, mentre chiude tra i primi cinque anche l’altra Ferrari AF Corse, la #50 di Leclerc/Wadoux/Gelael. Sesta è la BMW WRT #46 di Rossi/Harper/Haase, che dopo le deludenti qualifiche era tornata nel novero dei primi nella notte, salvo poi accusare con il ritorno del sole e l’innalzamento delle temperature.
Ferrari per il terzo anno di seguito torna quindi a casa da Spa senza vittoria, nonostante in anche nel 2024 e nel 2025 siano stati tra i più veloci. Quest’anno, comunque, può quantomeno consolarsi con le in Bronze Cup, ottenuta dalla #74 di Kessel Racing di Jaubert/Blattner/Tuck/Marschall, decima assoluta al traguardo, e in Silver Cup, ad opera della Rinaldi Racing #45 di Duran/Medler/Balzan/Perel, quattordicesima. Chiude in P11 invece la vettura vincitrice di classe Gold, la BMW Rowe Racing #998 di De Wilde/Tramnitz/Klingmann, mentre in Pro-AM vince la Chevrolet #0 Johor Motorsport Racing di Green/Ibrahim/Ibrahim/Love.
Il GT World Challenge Europe tornerà in pista fra tre settimane con il secondo round della Sprint Cup a Misano, nel weekend 18-19 luglio. La Endurance Cup tornerà invece a fine agosto con la 3 ore del Nurburgring, quarto round del campionato.

