Al termine delle qualifiche di Spa Francorchamps, George Russell si è lamentato nuovamente di aver perso 4 decimi da Antonelli solo per via della mancanza di potenza della power unit, problema che lamenta da parecchi GP
I millesimi di ritardo accusati da George Russell dal compagno di squadra, autore della pole nelle qualifiche del GP del Belgio sono 508. Oltre mezzo secondo.
Si sono sprecate le voci secondo cui George Russell stia vedendo fantasmi a seguito di un primo terzo di campionato decisamente al di sotto rispetto alle compagno Andrea Kimi Antonelli.
Andiamo però ad analizzare la telemetria del giro finale di Russell, confrontata con il giro che è valso la pole al pilota italiano.

Il giro di Antonelli (azzurro/verde) risulta più veloce di quello di Russell (bianco) in tutti i tratti veloci. Questo potrebbe essere dovuto anche a differenze di setup, con il britannico che potrebbe aver scelto un assetto più carico rispetto ad Antonelli.
Per confutare o confermare quest’ipotesi, ci affidiamo al G-plot, ovvero il grafico a dispersione dei valori di picco della forza G nei vari punti del giro. Questo grafico ci da indicazioni sui livelli di carico aerodinamico delle varie monoposto: se una vettura può sostenere più G in curva, significa che ha più grip, che può essere generato dalla somma di grip meccanico e carico aerodinamico. Ora, supponendo le due vetture identiche dal punto di vista meccanico (eccetto per quanto concerne magari qualche cambiamento di setup) e a parità di mescola e condizioni degli pneumatici, il delta tra i valori dei due piloti dipende quasi totalmente dal carico.

Dal grafico però emerge una verità opposta: il picco in termini di G laterali, seppur di una grandezza minima, appartiene a Kimi Antonelli.
Quindi, possiamo assumere le due auto con la stessa quantità di carico aerodinamico e andare a vedere ora il dato più importante, ovvero dove viene accumulato il ritardo del pilota inglese.

Nella prima parte del giro, la prestazione dei due piloti si equivale. La velocità di punta al termine del rettilineo del Kemmel è pressochè identica. La prima avvisaglia dei possibili problemi lamentati da Russell avviene però a Pouhon: entrambi i piloti a gas spalancato dallo stesso numero di metri entrano a Pouhon alla stessa velocità. Poi il motore di Russell taglia (frecce rosse), cala la velocità a centro curva e il pilota inglese inizia ad accumulare ritardo. Da una situazione di parità, si ritroverà un decimo dietro solo all’uscita di quella curva. La minore velocità di ingresso in curva 12 (Campus) però gli consente di andare sul freno un po’ dopo e riguadagnare – solo virtualmente – parte di questo ritardo.

La situazione però, torna a favore dell’italiano appena si ritorna sul gas per andare verso Blanchimont (frecce verdi), ed è qui che l’italiano costruisce gran parte della pole. Da 184 millesimi di ritardo a 392 alla staccata della bus stop. Poi, l’inglese, perde un altro decimo affrontando questa chicane, ma per pura guida.
A questo punto possiamo fare alcune ipotesi: George Russell potrebbe aver semplicemente ricaricato meno la batteria ed esserne rimasto senza alla fine, dal momento che sul rettilineo del Kemmel le prestazioni si equivalevano. Andiamo quindi a vedere la differenza in termini di utilizzo delle marce.

Quello che possiamo comprendere da questo grafico è quanto il pilota facilita la ricarica della batteria: scalando più velocemente, i giri motore medi sono più elevati, consentendo una maggiore ricarica della batteria. Emerge che effettivamente Russell scala più velocemente di Antonelli, per massimizzare questo fattore, determinante più che mai in questa stagione.
E allora quale potrebbe essere stato il problema?
Si può solamente ipotizzare. Sembra abbastanza plausibile una minor capacità di ricarica della batteria, piuttosto che una capienza minore data dall’usura o da qualche problema tecnico, a cui sappiamo essere particolarmente sensibile la PU Mercedes.
Ma no, George Russell in quest’occasione non ha trovato scuse o visto fantasmi. E i dati lo confermano.

