close
4 RuoteIndycarSu pista

Sato vince a Barber! Per la Honda è un trionfo, solo due Chevy in Top 10!





Takuma Sato ha vinto l’Honda Indy GP d’Alabama! E per la Honda si tratta di un successo su tutta la linea. La Casa giapponese incassa tutto il podio, e solo un Josef Newgarden in grande spolvero ha permesso alla Chevrolet di mettere a segno la medaglia di legno.

Sato vince a Barber! Per la Honda è un trionfo, solo due Chevy in Top 10!

Takuma Sato ha dominato la corsa fin dall’inizio. Il giapponese aveva già conquistato la pole position il giorno prima, e ha dimostrato un passo inavvicinabile da tutti i suoi rivali. Nonostante una sbavatura nel finale, il #30 ha conservato la leadership e non è mai apparso in difficoltà. Nemmeno una bandiera gialla a due terzi di corsa ha messo in pericolo il nipponico, che con questo risultato ha dimostrato una indiscutibile superiorità.

Agrodolce la medaglia d’argento – l’ennesima – che Scott Dixon porta con sé dopo questo weekend. Per il cinque volte campione IndyCar, l’obiettivo dichiarato era rovinare i piani di Sato e sottrargli la quarta vittoria in carriera. Negli ultimi dieci anni il #9 è arrivato sempre 2° o 3° sull’asfalto del Barber Motorsport: e a un certo punto sembrava quasi aver riaperto i giochi. Ma alla fine il Kiwi ha dovuto arrendersi e dedicarsi alla difesa della piazza d’onore.

Già, perché Sebastien Bourdais, che ha condotto a termine una meravigliosa strategia a due soste, nelle ultime battute del Gran Premio voleva riprendersi ciò che gli era stato strappato. Cioè la seconda piazza, brillantemente difesa prima della seconda sosta e persa durante il pit-stop. Il francese ha lanciato tre diversi attacchi al rivale neozelandese, ma non è riuscito a batterlo. D’altronde Scott è uno dei piloti più difficili da sorpassare. E Bourdais, nonostante gli oltre 80 secondi di push-to-pass in più, ha chiuso solo in terza posizione. Va detto che nel primo confronto ha subito anche un mezzo ostruzionismo da un doppiato – Matheus Leist – che ha un po’ ostacolato il duo duellante per i primi due o tre giri green.

Josef Newgarden

Dietro i top driver, il diluvio. Le posizioni di rincalzo sono state percorse da duelli mozzafiato. A scintillare tra tutti, Josef Newgarden. L’alfiere del Team Penske era partito 16° ma è riuscito a rimontare fino alla 4^ posizione, infilando diversi sorpassi da far gelare il sangue. L’ultima mossa della giornata si è consumata ai danni di Alexander Rossi. Il #27 aveva a lungo marcato a uomo Sebastien Bourdais, ma in coda alla corsa si è un po’ sgonfiato, regalando la medaglia di legno al campione 2017. Newgarden è il primo motore Chevy, e uno dei due (l’altro è Pagenaud, 9°) a essere entrato in Top 10. Buona la prestazione dello Schmitt Peterson Motorsport, con James Hinchcliffe e il rookie Marcus Ericsson rispettivamente 6° e 7°.

La fortuna non ha sorriso a Max Chilton, sbattuto a muro al rientro in pit lane da Tony Kanaan. Così come non possono dirsi baciati dalla Dea Bendata né Graham Rahal (all’ennesimo ritiro per motivi tecnici: tra l’altro è stato lui a mandare in pista la pace car), né il povero Colton Herta, anch’egli fuori dai giochi a dispetto delle buone prestazioni degli ultimi GP. Ci piace segnalare un bel sorpasso di Marco Andretti ai danni di Santino Ferrucci nelle battute finali del Gran premio, col quale il figlio e nipote d’arte ha strappato la 14^ posizione.

Josef Newgarden consolida la leadership in campionato e raggiunge quota 125 punti. Dietro di lui galleggia Scott Dixon a 93 punti, mentre fa un gran balzo in avanti proprio il vincitore di tappa. Takuma Sato infatti scala fino in terza posizione, a quota 90 tondi. Rossi (83 lunghezze) scavalca Colton Herta (81 punti). Tra i costruttori, la Honda aggiunge 95 punti al suo bottino e vola a quota 257. La Chevrolet insegue a 210 punti, con 47 punti di ritardo dai rivali del Sol Levante.

Classifica Indy Alabama




Tags : AlabamaHonda IndyCarTakuma Sato
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.